L'Orda del Vento - Recensione (spoiler FREE)

L'Orda del Vento  è un romanzo di difficile classificazione, tra il fantasy e il romanzo di fantascienza, scritto dal francese Alain Damasio e pubblicato nel 2004 in Francia. Da noi arriverà nel 2009 edito da TEA. Il volume, autoconclusivo, si presenta come un bel tomo: l'edizione italiana consta infatti di 625 pagine. Prima di parlare della trama, dei personaggi e del worldbuilding, sono però necessarie alcune premesse.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

La caratteristica principale è che non esiste un narratore esterno alla vicenda, ma quest'ultima viene interamente raccontata dai componenti dell'Orda. Questo comporta che non si abbia mai un punto di vista oggettivo sulle cose, ma ogni singola parola è il pensiero di uno dei personaggi che non necessariamente corrisponde alla realtà dei fatti. Ogni personaggio ha la sua visione delle cose che spesso non corrisponde a quella degli altri. Ed è proprio grazie a questo artificio che Damasio assesterà diversi colpi di scena. I personaggi dell'Orda sono 23, e altrettanti sono quindi i punti di vista da tenere presenti. Ad ogni personaggio è associato un simbolo che denota chi sta parlando o pensando. Nell'edizione italiana è presente un segnalibro che associa i nomi dei personaggi ai loro simboli per facilitare la comprensione delle situazioni, soprattutto all'inizio del libro dato che il lettore non ha nessun tipo di informazione su chi parla e su che cosa stia succedendo. In mancanza del segnalibro consiglio a chiunque volesse iniziare a leggere le avventure dell'Orda di scaricare da Wikipedia lo schema relativo al gruppo. Mi raccomando, non leggete però le caratteristiche dei personaggi poiché sono piene di spoiler!

Un'altra caratteristica peculiare del romanzo è che in esso vi è presente una quantità incredibile di parole assurde che non vengono spiegate. I personaggi infatti parlano di cose (animali, oggetti, situazioni ecc.) per loro quotidiane senza premurarsi di spiegarle al lettore, il quale viene chiamato a immaginarsi come siano fatte basandosi solo ed esclusivamente sul contesto. Questa tendenza all'inizio può irritare chi legge che potrebbe sentirsi tagliato fuori dai discorsi dei personaggi, ma vi assicuro che proseguendo nella lettura tutto l'universo dell'Orda vi diventerà familiare. Inoltre, se all'inizio lo sforzo di immaginare tutto ciò che non ci viene descritto potrebbe risultare pesante, dopo qualche capitolo si sarà immaginato tutto il necessario per poter godere appieno dell'universo creato da Damasio.

I personaggi della 34ª Orda, il loro ruolo e il loro simbolo.

 

AMBIENTE E TRAMA 

La trama è ambientata su una terra piatta circondata dai ghiacci (vi suona familiare?) e costantemente sferzata dal vento. Un vento così forte che in alcuni casi può distruggere edifici e letteralmente scuoiare vive le persone con la sua potenza. Di conseguenza la vita si organizza in funzione di questo vento che cambia intensità, direzione, ma non smette mai di soffiare. L'ambientazione è tendenzialmente quella della narrativa steampunk, ricolma di macchinari, ma questa volta non a vapore come vorrebbe la tradizionale letteratura di questo tipo, ma a pale, eliche e vele capaci di sfruttare la forza del vento. Questa terra è attraversata da quella che viene chiamata la Linea di Contro: una sorta di percorso contro vento che porta all'Estrema Vetta: il luogo dal quale il vento ha origine e contemporaneamente dove finisce il mondo. Purtroppo però nessuno è mai riuscito a raggiungerla ed è per questo che ad Aberlaas, cittadina al principio della Linea di Contro, vengono costituite ormai da otto secoli le Orde del Vento: gruppi di persone altamente preparate per camminare contro vento, rigorosamente a piedi, con il solo obiettivo di raggiungere l'Estrema Vetta e scoprire dunque l'origine di esso.

Il fatto che le orde partano tutte da Aberlaas e procedano a piedi, senza l'ausilio di nessun macchinario, è giustificato dal fatto che ogni membro della stessa debba maturare una consapevolezza ben precisa prima di arrivare alla fine del mondo. Oltre che alla preparazione fisica quindi quello che è realmente necessario è crescere interiormente, in modo da arrivare preparati alla sfida contro l'ignoto. Inoltre è fondamentale che l'Orda apprenda a distinguere i diversi tipi di vento e a fronteggiarli nella maniera migliore possibile in previsione dell'incontro con quelle che vengono chiamate l'ottava e la nona forma: le forme più rare e devastanti che nessuno ha mai fronteggiato.

La narrazione comincia in medias res: ci ritroviamo in compagnia della 34ª Orda, composta da 23 soggetti, e scopriamo che stanno marciando lungo la Linea di Contro già da più di trent'anni. La 34ª Orda è l'orda favorita poiché sta procedendo nettamente più veloce e con meno perdite rispetto a tutte le precedenti. Essendo in viaggio da così tanto tempo, il lettore si ritrova ad avere a che fare con un gruppo all'interno del quale le dinamiche sono già ben definite. I personaggi infatti si conoscono fin da quando erano bambini, ma noi li incontriamo che hanno già circa quarant'anni e la maggior parte del tragitto non ci viene raccontato poiché, come dicevo prima, iniziamo ad avere a che fare con loro dopo che questi hanno già viaggiato per più di trent'anni. E non essendoci narrazione al di fuori dei loro dialoghi impareremo a conoscerli attraverso quello che diranno e soprattutto attraverso il loro modo di esprimersi. Nel migliore dei casi riceveremo delle descrizioni da parte di altri componenti dell'Orda che però non saranno necessariamente in accordo le une con le altre. Insomma, l'ago della bilancia è completamente spostato verso il mostrarci i personaggi piuttosto che verso il raccontarceli. E anche quando ci vengono raccontati il punto di vista è sempre parziale e soggettivo. Non voglio descriverveli uno a uno poiché il bello è proprio conoscerli attraverso le loro azioni e le loro parole, ognuno con il proprio carattere, i propri pensieri, le proprie paure e speranze, poco alla volta.

L'Orda nel momento di contrare, ovvero di camminare controvento.

 

STILE, RITMO E TEMI PRINCIPALI

Da tutte queste premesse si può dedurre che lo stile è estremamente eterogeneo. Alcuni personaggi parlano in modo semplice e disteso, alcuni sono colti, mentre altri sono rozzi e volgari. Proprio per il modo di esprimersi di alcuni di loro non credo che questo romanzo sia adatto a tutti, soprattutto ai più piccoli. Non mancano infatti personaggi misogini, violenti ed estremamente espliciti. Il ritmo della narrazione è altrettanto variegato. Tra le gesta della 34ª Orda infatti si alternano momenti di pura adrenalina a momenti di stallo completo. Una delle caratteristiche peculiari del romanzo è di essere costellato da interrogativi filosofici, morali ed esistenziali che i personaggi man mano si pongono. Per di più il romanzo è estremamente allegorico e moltissimi fatti sono in realtà metafore che spingono il lettore a profonde riflessioni. Si parla del senso della vita e del suo valore, dell'importanza della morte, del destino e della predestinazione, del senso del dolore e della perdita e dei sentimenti di amore, rancore e amicizia solo per citarne alcuni: non temi semplici dunque né leggeri, affrontati però quasi sempre con positività e speranza. Molto spazio all'interno del volume è anche lasciato a sfide e giochi (a dir poco geniali a mio avviso) che i personaggi intraprendono: una su tutte la meravigliosa sfida di abilità lirica del menestrello Caracollo contro Selemo a colpi di palindromi, frasi monovocaliche, dittonghi e rime. A prescindere dal capitolo che si sta leggendo però c'è un altro stratagemma dell'autore che ci tiene incollati al libro: la numerazione delle pagine scorre a ritroso. Si parte quindi da pagina 625 e si arriva fino a pagina 0, dove termina l'avventura, la fine del mondo. Questa semplice trovata ha un impatto enorme sul lettore. Conferisce ad ogni pagina l'idea dell'incedere dei personaggi verso il loro obiettivo, del loro avvicinarsi alla meta e al punto zero cioè all'origine del Vento. Ogni pagina letta è un passo lungo la Linea di Contro che ci avvicina allo scopo ultimo della missione. Senza contare il valore metaforico della trovata: il libro stesso come espressione del Vento e noi lettori, insieme ai personaggi, come soggetti che procedono nella direzione opposta.

 

La 34ª Orda rappresentata da Eric Henninot.

 

L'ORDA DEL VENTO FA PER VOI?

L'Orda del Vento non è sicuramente un romanzo di facile lettura e non è per tutti. Innanzitutto bisogna essere disposti ad avere a che fare con moltissimi personaggi contemporaneamente che non fanno il minimo sforzo per farsi capire dal lettore e che talvolta adottano dei comportamenti riprovevoli. È necessario mantenere la concentrazione altissima per capire le dinamiche che si instaurano e avere una buona dose di immaginazione per visualizzare tutti gli strani macchinari che non ci vengono descritti ma che vengono nominati. Una volta superate queste difficoltà il libro però vi darà tantissimo. Non vi aspettate che tutti i capitoli siano avvincenti, questo no. Il libro vi regalerà momenti di spensieratezza, vi farà ridere e divertire, alternati a momenti di profonda riflessione su personaggi che sono molto più simili a noi di quanto si possa pensare all'inizio. Il finale poi è da capogiro.

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