Love, Death & Robots: storie di amore, di morte e di gattini.

Immagino che molti di voi avranno già avuto modo di vedere questa antologia sbarcata su Netflix. Se non l’avete fatto vi invito assolutamente a farlo. Di cosa si tratta? Di una nuova stravagante web serie che possiede le caratteristiche per dominare sopra queste lande sterili di cose da vedere. O per meglio dire, oggigiorno ci sono molte (troppe) cose da vedere ma nessuna che valga la pena guardare. Ma ecco che finalmente la mamma dei creativi torna incinta con questa serie di 18 episodi della lunghezza di 10-20 minuti ciascuno. Le storie non sono correlate tra loro, non hanno niente a che vedere l’una con l’altra, sono state fatte da persone da ogni parte del mondo, si lasciano vedere molto volentieri e in poco più di 3 ore si è finita la saga. Ah, già. Dimenticavo di aggiungere l’elemento fondamentale che ha reso Love, Death & Robots una figata eccezionale: ci sono le donne nude.

Prodotta da David Fincher (Alien 3, Fight Club, Seven, House of Cards), diretta da Tim Miller (Deadpool) e piaciuta da I Miei Amici (Sbronze al bar), questa serie ha un sacco di potenziale. È stata definita come il reboot di quel maestoso, immenso e imparagonabile capolavoro del 1981, Heavy Metal. Siccome sono abbastanza contrario alla definizione di remake, reboot o refare una cosa già fatta così bene che non merita di essere rovinata dalla sorella minore, non penso sia questo il nostro caso. Posso permettere il paragone, ma non approvarlo. Questo non significa certo che Love, Death & Robots sia da meno, anzi (vi ricordo le donne nude).

Ogni episodio avrà la sua ambientazione, solitamente con delle note fantascientifiche e sicuramente con qualche felino miagolante. Avremo a che fare con mostri, alieni, robot, Hitler, yogurt senzienti, Dracula, licantropi, una coppia che troverà nel frigorifero una minuscola società in piena età glaciale, agricoltori americani agguerriti, orefici cinesi agguerriti e guerrieri russi agguerriti. Storie dalle note umoristiche, racconti di viaggi spaziali, intrecci amorosi fuori dal comune e se non l’avete ancora capito ci sono le donnine nude.

Ognuna delle storie narrate avrà una sua particolare realizzazione grafica: quella interamente disegnata come un classico cartone animato, quella interamente in computer grafica, quella fatta in rotoscope o in tecnica mista. In questo miscuglio di generi, stili e ambientazioni disparate potreste pensare sia facile trovare almeno un episodio che vi possa piacere. A me sono piaciuti tutti. Amore, Morte & Animatroni sa catturare fin da subito e non stancare mai. La diversità dei contenuti ha il suo perché, ma suppongo sia stata anche la bravura dei creatori nel realizzare delle storie così accattivanti raccontate per intero in pochi minuti.

Non c’è tempo da perdere, affrettatevi a guar… no beh, in effetti c’è un sacco di tempo risparmiato, siccome finisce in fretta questa fenomenale antologia gra-fica. Prendetevi il vostro di tempo per gustarvela e non fate come l’ingordo che sono da ingurgitarvela di colpo senza masticare, che poi rischiate che vi vada di traverso qualche pezzo.

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