Luigi Tenco, la morte oltre la censura

Sono sempre stato un inguaribile realista, e anche quando ero un poveraccio morto di fame, mi era chiaro ciò che ormai è palese anche a voi: sono il più grande scrittore vivente. Non storcere la bocca a cattivi pensieri, dai sto scherzando! Da ricco non mi concedo capricci o lussi, non ho il macchinone e non vesto con abiti firmati, ma finalmente posso godere di uno stile di vita elevato, con abiti su misura e viaggi all'ultimo secondo senza dovermi preoccupare del costo del biglietto. Oddio, sì, ho la piscina. Ho smesso di insegnare, accusato di rubare il lavoro a chi ne ha veramente bisogno; che poi in realtà se il derubato lo voglia fare davvero o lo faccia soltanto per la pagnotta, sembra non essere poi tanto importante. Da agiato disoccupato mi sono subito preoccupato di rendermi utile come volontario, come giornalista a titolo gratuito, regalato al mondo per pareggiare il debito che tanto mi ha arricchito. Sono confuso, quello che prima maledicevo, voi, la vita, ora crescendo stimola in me sensazioni contrastanti, e la mia voce deve essere ancor più tagliente ora che sono un personaggio pubblico. Le critiche, le vittorie, le sconfitte, proprio quello che volevo evitare una volta divenuto celebre. Sono stanco, sono ubriaco. Sono fottuto. Ricordo quando ascoltavo all'infinito "Vedrai vedrai" di Luigi Tenco, sognando una vita con quella stronza che ha poi sposato il professore tale, amico del ministro tale. Caro Tenco, oggi più che mai, ti sono vicino.

Luigi Tenco nasce il 21 marzo del 1938 a Cassine in provincia di Alessandria, frutto di una relazione extraconiugale della madre con il sedicenne Ferdinando Micca, uno dei figli della famiglia presso la quale è a servizio a Torino. A dire il vero però Teresa, la madre di Tenco, è separata dal marito Giuseppe, che comunque muore prima della nascita di Luigi. Naturalmente la donna viene cacciata dalla famiglia Micca e si trasferisce appunto a Cassine, dove nasce il Luigi. Il nostro amico è molto legato alla madre e i due hanno un rapporto di fiducia esclusivo e molto intimo, forse per l'eccessiva protezione amorosa della madre. Nel 1948 si trasferiscono a Genova, dove il Luigi completa la sua formazione scolastica e personale; in gioventù ha un rapporto complesso con la scuola, si diploma ma abbandona l'Università dopo un paio di tentativi fatti controvoglia. Cresce invece in lui la passione per la musica, che piano piano guida le sue giornate, e da semplice passatempo con gli amici, comincia a diventare un sogno da vivere.

Gli anni 50 sono caratterizzati dalla voglia di Jazz prima e di Rock & Roll poi, e Luigi è molto attivo in quella che oggi verrebbe definita la "scena underground" genovese, insieme ai suoi amici come De André e Gino Paoli. Sul finire degli anni 50 si trasferisce a Milano dove, grazie all'amico Reverberi, viene assunto alla Ricordi. Inizia praticamente la carriera di Luigi, che entra prepotentemente nella scena milanese, tra i vari Bruno Lauzi, Gaber, Vanoni, che grande eco può dare, e darà, al nostro amico.

Luigi è un ragazzo che può sembrare schivo, ma probabilmente è solo introverso, con un fervento interiore artistico, politico e personale che lo mettono in difficoltà nei confronti del mondo; la volontà di emergere, contro il valore di contenuti più alti che poco convivono con lo show biz. E in effetti si scontra subito con la censura, causa testi politicizzati e troppo aulici per la cultura popolare; Tenco infatti è convinto della potenza delle parole, delle sue parole, per poter arrivare dentro le case e le vite delle persone comuni. Errore clamoroso che lo accompagnerà fino al tragico epilogo di questa lotta interiore, tra l'artista libero e la carriera, l'arte e il successo, Luigi e il pubblico, canzoni e critica; un groviglio di emozioni, passioni e debolezze, mischiate ai vizi e agli eccessi che, in modo naturale, stringono il cappio alla fragilità emotiva del nostro amico. Il successo arriva nei primi anni 60, dove compare in tv nella prima trasmissione di Gaber, è protagonista nel film " La cuccagna" di Luciano Salce che lo consacra al grande pubblico. La sua produzione artistica si rifà alla cultura popolare, sia nella musica, sia nei temi trattati; a questo proposito, forse, è stato un precursore del fatidico 68, quando ancora in Italia impazza il boom economico. Convivere con questi cambiamenti, mantenere le radici, la censura e l'introduzione di un anima beat nelle sue produzioni, fa lievitare la curiosità e lo sconcerto su di lui, duramente contestato anche dalla frangia di pubblico che in teoria dovrebbe essergli vicina. È indubbiamente turbato, comincia a girare armato, a temere per la propria vita.

Nel 1967 partecipa controvoglia al festival di Sanremo con la canzone "Ciao amore, ciao" cantata anche da Dalida, cui si spettegola una relazione. Per una serie di motivi, non la canta bene durante il ripescaggio e viene definitivamente eliminato, per lo scoramento più buio. Viene trovato morto la notte del 27 gennaio nella sua camera d'albergo, probabilmente suicida. Ma il festival prosegue senza la minima sosta, quasi disturbato da questo spiacevole contrattempo, affidandosi la serata successiva al tragico evento, alle parole del delicato Mike Bongiorno: "Signore e signori, buonasera. Diamo inizio alla seconda serata con una nota di mestizia per il triste evento che ha colpito un valoroso rappresentante del mondo della canzone. Anche questa sera, per presentare le canzoni, è con me Renata Mauro. Allora Renata, chi è il primo cantante di questa serata?". La vita va sempre e comunque avanti, e poco importa il testo della lettera di congedo. Io non ti dimenticherò mai, continuando a recitare la nostra "Preghiera in gennaio".

[Attenzione: La voce narrante di chupiti d'annata è un personaggio fittizio, così come tutti gli altri personaggi che interagiscono nel breve intreccio della rubrica, tutti liberamente tratti da film cult. Gli episodi sono frutto della mia fantasia, senza alcun legame con la realtà, pertanto rilassatevi e godete di questo chupito. Se è la prima volta che vi imbattete in questa rubrica e vi appassiona la parte romanzata, vi invitiamo a seguirla dal suo primo capitolo che potete trovare qui]

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