Il genio di Marco Alfieri: Call of Salveenee alla ricerca dei Marò

Siamo alle solite, quando la satira colpisce, la censura risponde, attraverso l'ormai celebre, banale ma efficace metodo: confusione per mezzo stampa, attraverso la voce degli stessi protagonisti che, liberi di dire e fare le peggiori porcate (spesso impunemente) ribaltano i concetti urlando ad alta voce banalità e volgarità, aizzando la folla nell'ennesimo processo popolare. I dibattiti in tv, finti salotti dove gli esponenti di opposte opinioni si esprimono, e dove spesso si invita anche l'autore della satira, hanno una struttura di uno squallore epico: intanto spesso qualche ospite in studio, di solito politico, è sotto processo per reati gravi, e ovviamente sono le vittime del poveraccio di turno che secondo loro è in cerca di visibilità. Ecco, questo è successo a Marco Alfieri, autore di Call of Salveenee, un laureato di 23 anni, accusato di incitazione alla violenza da gente del calibro di Alessandra Mussolini e Gianluca Buonanno, quelli del "siamo tutte troie", della prostituzione minorile, della pistola in diretta televisiva, giusto per fare un riassunto veloce e senza appello secondo il loro stile. Purtroppo siamo la generazione dello "studia per un futuro migliore", ed è quello che abbiamo fatto, seguendo naturalmente i cambiamenti dei giochi e passatempi, passando per i videogiochi, i pc, le consolle; togliendoci il vostro presente, escludendoci dal mondo del lavoro, molti di noi si organizzano in maniera indipendente attraverso i propri studi, le proprie passioni, la propria cultura. In quest'ottica nasce Nastorix, che non può esimersi dal dare voce al genio di Marco Alfieri, autore di Call of Salveenee.

Il gameplay del gioco, seppur non abbiamo potuto provarlo, appare molto semplice. Il nostro scopo e trovare i Marò e riportarli a casa. Personalmente a me ricorda molto GTA. Il videogame si svolge tutto in terza persona su una piattaforma 3d, dove il nostro eroe, Salvini, per compiere la sua missione, riportare a casa i Marò, corre in giro all’interno di varie aree. Per ricaricare l'energia, deve raccogliere like su Facebook, tenendo una sorta di comizio davanti alle telecamere, e sulle note di Va pensiero di Verdi, i simboli leghisti prendono fuoco; quello che dice in questo frangente sono spezzoni di comizi reali. I nostri nemici, ovvero gli Zingarelli, i Cd-Rom, i Terroni e Azziz, ci attaccano da ogni lato, ma noi siamo armati bene e al suono della parola RuspaH! (preso anche questa dal reale audio di Salvini) gli spareremo Ruspe (che in realtà sono muletti). Quindi oltre al classico indicatore della vita abbiamo anche quello dei like di facebook: più ne abbiamo più porte riusciamo ad aprire, siccome per ogni porta ci vogliono tot like.
Oltre alla barra della vita e ai like, abbiamo un altro indicatore da tenere sotto controllo: l’indicatore dell’istigazione alla viUlenza che si riempie ad ogni attacco, fino al game over. Ma ogni buon gioco ci insegna che c’è sempre un modo per curarsi, e nel mondo di Call Of Salveenee: alla ricerca dei Marò ci sono dei luoghi idonei dove far scendere la barra viulenza: i “pit stop” da Alexandra Little Mussol (ovvio riferimento) che ci mostrerà un favoloso reggiseno (c’è poco da offendersi se ricordiamo quel playboy degli anni 80) che ad un certo punto troviamo a testa in giù; oppure nello spazio di Emily Rattatajkowski (anche qui ovvio riferimento al pokemon mashato con la diva di #escile).
Da quello che ho potuto vedere il gioco al momento ha solo due livelli: il primo che finisce con lo screen di una classica partita di Super Mario, che una volta arrivati alla fine del livello recita: “Thank you Matteo, but our Marò are in another castle!”. Il secondo livello, oltre a combattere i soliti nemici con le stesse modalità precedenti, dobbiamo anche competere contro Charlie Counts (Carlo Conti) per creare il Kebab migliore, che andiamo a fare negli appositi “Calderoli”. Per vincere contro Carlo Conti dobbiamo accaparrarci l’ingrediente speciale: I Gattini, che possiamo procurarci nella zona “Gattini su Salvini” (vi ricordate l’iniziativa?).
Insomma per il momento il gioco si conclude qui, ma non credete che la satira ha diritto di esprimersi anche attraverso i videogiochi? L’accusa di incitazione alla violenza è di una tale stupidità e volutamente pilotata, che il solo accennarne mortifica l'intelletto: se il protagonista fosse stato Sgarbi, che all'urlo di "Capra!" tirasse libri (o capre) agli ignoranti, chi si sarebbe indignato?

Incontriamo Marco al Lucca Comics & Games, ed è subito simpatia; è brillante, simpatico, tifoso come noi in quel favoloso ambiente ludico. Scambiamo quattro chiacchiere per conoscerci, poi trovato un luogo idoneo, comincia l'esplosiva intervista che vi propongo di seguito.

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