No Man’s Sky – Sconsigliato ai deboli di immaginazione

“Spazio: ultima frontiera. Questi sono i viaggi della nave stellare Enterprise. La sua missione è quella di esplorare strani nuovi mondi alla ricerca di nuove forme di vita e di nuove civiltà per arrivare coraggiosamente là dove nessuno è mai giunto prima”.
Con questa citazione estratta dalla mastodontica saga di Star Trek, intere generazioni di ragazzi si sono lasciati trasportare nei più remoti angoli della galassia dai loro eroi televisivi.
Oggi, a 50 anni dalla trasmissione della prima serie televisiva, ci si trova di fronte a qualcosa che è nato con l’intento di emulare la libertà di esplorazione costruita attorno al motto sopracitato.
Si tratta di No Man’s Sky, rilasciato in Europa il 12 agosto 2016 per PlayStation 4 e il 14 agosto per Microsoft Windows, un gioco controverso che ha diviso la comunità dei gamer in due frangenti distinti: chi si sente tradito delle aspettative gonfiate da parte della casa di produzione, e chi (come me) che trova il prodotto finale un capolavoro poetico e artistico senza eguali.
A prescindere dall’opinione personale, ci sono una serie di contenuti che la HelloGames aveva promesso di inserire e dei quali non vi è traccia, ma ciò non deve pregiudicare l’esperienza fruita con quest’opera d’arte.
C’è da dire che il fattore promesso più importante è stato rispettato: il motore procedurale di creazione dei pianeti.

Un algoritmo ha dato alla luce una vastissima galassia, creando pianeti e mondi sempre diversi fra loro ed esplorabili al 100%. Popolando i sistemi con 3 diverse razze aliene con rispettivi linguaggi da conoscere durante i viaggi interstellari. Per quanto riguarda il numero esatto di pianeti presenti basta sapere questo:  se ogni persona sulla Terra comprasse il videogioco, avrebbe la possibilità di esplorare personalmente circa 2 milioni di pianeti senza mai finire su uno stesso scoperto da un altro giocatore.

Insomma, No Man’s Sky strizza l’occhiolino a tutti coloro che non possono fare a meno di immaginare come sarebbe la loro vita se fossero dentro una di quelle tante saghe fantascientifiche spalmate su circa mezzo secolo di intrattenimento. Purtroppo però, come ho detto sopra, c’è quella frazione di giocatori rimasta delusa dal videogioco a causa delle altissime aspettative: in molti desideravano uno sparatutto fra le stelle, o un RPG High-Tech in un universo con cui interagire, ma No Man’s Sky non è nulla di tutto ciò. Si tratta di un nuovo genere di videogioco, un ibrido che fonde elementi in prima persona  con l’immersività degli ambienti per lasciare in mano al consumatore un prodotto dedicato esclusivamente a sé. Infatti solo dopo decine di ore di viaggi interstellari possiamo finalmente comprendere l’obiettivo di creazione di HelloGames, e cioè portare alla luce un gioco che metta il gamer al centro dell’avventura depersonificando totalmente il personaggio principale della storia; non per sovrapporsi ad esso, ma per sostituirlo completamente e vivere il gioco da protagonista.


No Man’s Sky è un gioco che mette alla prova: si potrebbe rimanere intrappolati su un pianeta desertico privo di fauna e con flora scarsa; andare alla ricerca degli elementi necessari per riparare i componenti dell’ astronave in modo da riuscire a lasciare l’atmosfera; essere inseguiti da sentinelle robotiche pronte a debellare ogni minaccia per l’ecosistema; imbattersi  in una tempesta radioattiva che flagella il pianeta.
Questo è solo un assaggio della varietà di situazioni in cui ci si può trovare, ma a questo proposito è giusto chiarire un punto: queste situazioni non sono state programmate dagli sviluppatori, loro hanno fornito l’universo di gioco con tutte le sue caratteristiche e variabili, in realtà è il giocatore che gli dà vita e ne racconta le storie, una volta che è entrato in questo universo.
Per questo motivo bisogna armarsi di pazienza, immaginazione ed un buon paio di cuffie per immergersi nei mondi più vari e sconosciuti. Tre elementi che possono cambiare totalmente il modo di giocare, perché aiutano a calarsi maggiormente nelle situazioni di perlustrazione come quelle di combattimento: ogni particolare viene vissuto a pieno, come essere coinvolti in scontri a fuoco con pirati spaziali, o percorrere sentieri tortuosi in mezzo a dei canyon giganteschi inseguiti da creature enormi, o saltare da un sistema all’altro per coprire la maggiore distanza possibile, trovando buchi neri e anomalie interstellari.
Tutto questo è il prodotto nato dalla semplice unione dello spirito d’avventura e di immaginazione intrinseco di ogni giocatore con gli algoritmi che regolano l’incredibilmente vasto universo di No Man’s Sky.


Quindi c’è la concreta possibilità di rimanere delusi dal gioco, poiché purtroppo non è il prodotto che è stato pubblicizzato così tanto da snaturarne la promessa creando delle illusioni. Basti pensare al fatto che molte cose mostrate nel trailer di lancio all’ultimo E3 sono completamente mancanti, come ad esempio una fisica dell’universo ben studiata, l’importanza delle fazioni e molte altre caratteristiche; nonostante ciò, No Man’s Sky ha vantato un grande ritardo nel rilascio, il quale sarebbe stato bilanciato solamente dalla sistemazione di almeno alcune di queste promesse fatte nel corso dei mesi e della campagna pubblicitaria. La Sony e il suo intervento hanno gonfiato le aspettative sul prodotto dove non era necessario, spingendo tutti a credere che fosse molto più di quello che in realtà è No Man’s Sky. Infatti molti giocatori, che hanno deciso di comprare il gioco al day one, hanno chiesto il rimborso, in quanto si sono trovati tra le mani un prodotto che non conteneva tutte le featuring promesse nella campagna pubblicitaria o che addirittura gli stessi giocatori si sono aspettati di trovare senza nessun riscontro da parte dei comunicati rilasciati da Sean Murray (Il cervello dietro No Man’s Sky) e la sua casa HelloGames.

Personalmente mi sento di dire che è un prodotto molto al di sopra della media, non è perfetto ma è capace di regalare intense e variegate emozioni come nessun prodotto di questa natura aveva mai fatto fino ad oggi. Bisogna solo ricercare sé stessi mettendosi alla prova e scoprendo cosa si è capaci di fare in un mondo fantascientifico totalmente ostile, affrontando un titolo creato, pensato e animato solo ed esclusivamente per scuotere le proprie emozioni e far vivere avventure sempre diverse ad ognuno degli esploratori dello spazio.

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