Nona Grey - La trilogia (SPOILER FREE)

Tra il 2017 e il 2019 escono tre volumi fantasy targati Mark Lawrence che fino al 2020 non vedono luce in Italia: è la trilogia denominata Book of the Ancestor. A luglio 2020 però santissima Mondadori Oscarvault decide di farci un regalo bellissimo: i tre volumi (Red SisterGrey SisterHoly Sister) vengono pubblicati contemporaneamente e racchiusi in un unico volume, la meravigliosa Titan Edition. 

LA TITAN EDITION DI MONDADORI OSCARVAULT

Spendo due parole per questa edizione (l'unica che trovate in italiano). Come sappiamo Oscarvault dedica una cura maniacale ai suoi volumi e questo non è certo da meno. Ha una sovracopertina a dir poco stupenda (di Bastien Lecouffe Deharme), dark e inquietante come le ambientazioni del volume, all'interno della quale c'è la stessa grafica in formato poster. Inoltre il bordo delle pagine è nero. Insomma, tutta l'oscurità e il freddo che si respirerà nel romanzo è già ampiamente annunciato dalla copertina (quindi sì, i libri si giudicano fin dalla copertina). Qualche punto a sfavore? Il volume pesa appena 958 grammi, il che vuol dire che è spesso come un solo volume di Nevernight (4 cm insomma): 850 pagine nello spessore di 450. Questo perché l'interlinea è praticamente inesistente e le pagine sono fini come quelle de La Bibbia di Gerusalemme. Questo purtroppo, sommato al fatto che il ritmo, soprattutto del primo volume, è estremamente lento, dà la percezione di non procedere mai nella lettura. Tuttavia, grazie a questo escamotage, abbiamo un volume "tre in uno" decisamente comodo da trasportare e che non pesa come Il Signore degli Anelli.

Ma veniamo alle cose importanti.

GENERE E WORLDBUILDING

Book of the Ancestor è una trilogia fantasy grimdark. Cosa vuol dire? Che è estremamente cupa, violenta e sanguinosa e per questo non adatta a tutti. La violenza e sofferenza sono rappresentate abbondantemente e senza elemosinare sui dettagli.

Quello che colpisce subito moltissimo è il worldbuilding, che non ci viene né spiegato e neppure raccontato, ma semplicemente mostrato e per questo molto è lasciato all'intuito del lettore. Ci troviamo sul pianeta di Abeth, in tutto e per tutto simile alla nostra Terra se non fosse che sembra non esistere il sole. O per lo meno non come ce lo immaginiamo noi. Il cielo è sempre descritto come cupo, dalle tinte rosso sangue e poco illuminato. A causa del freddo dovuto a questa situazione, la gran parte di Abeth è coperta dai ghiacci. Solo una cintura che avvolge il pianeta, chiamata Corridoio, gode di un clima caldo. Questo grazie ad uno strano apparecchio chiamato focus applicato sulla Luna. Lo si può immaginare come una sorta di lente d'ingrandimento che, canalizzando la luce riflessa dalla Luna, proietta su Abeth un fascio di luce calda in grado di sciogliere il ghiaccio. A causa dei movimenti circolari e di rotazione di Abeth e della Luna stessa, la zona calda del pianeta si configura appunto come una striscia torrida in cui il ghiaccio viene costantemente sciolto. Chi abbia inventato e costruito il focus così come il suo funzionamento è qualcosa che rimane relegato a tempi ancestrali e a riguardo non restano che dicerie e leggende.

Gli abitanti di Abeth discendono da quattro tribù, ognuna contraddistinta da una caratteristica particolare. I Gerant sono imponenti e di statura enorme; gli Hunska sono contraddistinti per la loro rapidità; i Marjal sono in grado di sfruttare la magia minore e infine i Quantal che padroneggiano la magia superiore. Col tempo i discendenti delle quattro tribù si sono mescolati ed è sempre più difficile trovare un purosangue. Le suddette caratteristiche dunque si manifestano mescolate nelle persone, in maniera direttamente proporzionale alla percentuale di sangue di ciascuna tribù che si possiede.

Tutta la vicenda è ambientata in un'epoca del tutto simile al nostro Medioevo.

TRAMA

In questo contesto si muove la nostra protagonista, Nona Grey. Nona ha un'infanzia tutt'altro che felice. Già orfana di padre, viene venduta dalla madre ad un commerciante di schiavi. Questi la venderà a sua volta ad un addestratore di lottatori che ha intenzione di utilizzarla per i suoi spettacoli, come se fosse una sorta di gladiatrice. Qui apprende i rudimenti del combattimento. Tuttavia, assistendo ai soprusi di un lottatore ai danni di una cara amica, Nona uccide l'uomo attraverso un potere misterioso e per questo viene condannata a morte insieme all'amica. Quando ormai sembra tutto perduto entra però in scena la Badessa Glass che scopriamo essere un'eminente suora del Convento della Dolce Misericordia nonché personaggio politico di spicco inviso alla gran parte della nobiltà dell'impero. Quest'ultima non solo salva Nona dall'impiccagione, ma la porta con sé proprio al convento. Il Convento della Dolce Misericordia non è però un convento qualsiasi: qui vengono addestrate le più promettenti e pericolose assassine del globo. Allenate nel corpo a corpo, addestrate nell'uso delle armi bianche e dei veleni, vengono inoltre istruite a quelli che sono poteri magici a tutti gli effetti. Le assassine sono infatti formate per raggiungere velocità inimmaginabili per i semplici umani, a manipolare le ombre e il pensiero altrui e a calarsi in una sorta di trance che sprigiona un'energia spaventosa e difficilmente controllabile (immaginatevi una Hogwarts per assassini o la Chiesa Rossa immaginata da Jay Kristoff).

Nona non ha più nulla da perdere, senza contare che deve la vita alla badessa, e quindi intraprende il percorso di addestramento insieme alle altre novizie. Da qui in poi si snoda la vera e propria trama del libro. Il gesto della badessa non passerà inosservato alle élite dell'impero. Inoltre emergeranno importanti dettagli sul perché la piccola Nona fu venduta dalla madre, intrighi non estranei alla fragile situazione politica imperiale. Senza contare il problema dell'avanzata dei ghiacci e il sospetto che alcune leggende che legano il Convento della Dolce Misericordia al focus possano rivelarsi vere.

IL MIO PARERE su STILE E PERSONAGGI

Partiamo dal presupposto che i tre volumi di Nona Grey sono piuttosto diversi tra loro. Red Sister tra i tre è sicuramente il peggiore: il ritmo della narrazione è estremamente lento per non dire esasperante. Il worldbuilding è complesso e altrettanto complessi sono i giochi di potere all'interno dell'impero e l'autore si prende tutto il tempo necessario (e forse anche di più) per descrivere il tutto. Inoltre Nona in questo primo volume risulta un po' in balìa degli eventi, senza un suo proprio reale obiettivo, il che può essere spaesante. Quello che mi ha fatto proseguire nella lettura è stato lo stile di Lawrence: Mark Lawrence secondo me scrive da dio. Le sue descrizioni sono minuziose e accuratissime. Le parole scelte con cura quasi poetica, il largo uso di figure retoriche (soprattutto metafore) danno luogo a immagini estremamente evocative e a una narrazione totalmente immersiva. Basta leggere qualche riga e sembra di sentire il ululare il vento, il freddo entrarci nelle ossa, l'oscurità inghiottirci.

Grey Sister è a mio avviso il miglior volume della trilogia. Il ritmo diventa più incalzante, c'è qualche colpo di scena e finalmente un po' di nodi vengono al pettine. Nona inizia a capire cosa sta succedendo e cosa è necessario fare. Da qui in poi la nostra protagonista avrà degli obiettivi ben precisi, il che renderà la narrazione decisamente più avvincente.

Holy Sister invece si può collocare tra i primi due: è superiore al primo, ma inferiore al secondo. Il ritmo rallenta leggermente, ma aumenta l'azione. Non ho apprezzato del tutto la risoluzione finale: dopo l'impostazione così grandiosa conferita dall'autore alla vicenda, mi sarei aspettato un finale con una maggiore carica epica.

Uno dei punti di forza di tutto l'arco narrativo è l'evoluzione di Nona. La sua psicologia è ben delineata ed evolve in maniera fluida con le sue contraddizioni che la rendono estremamente umana. Nona non è un personaggio polarizzante. Ha una sua morale facile da condividere, fondata su sentimenti di amore e amicizia. Tuttavia spesso è travolta dall'ira e dall'odio che la spingono a compiere i peggiori bagni di sangue in nome della vendetta e del senso di colpa, temi fondamentali e fil rouge della storia. Proprio questa sua umanità esasperata e fuori controllo fanno sì che in un primo momento Nona faccia tenerezza e pietà poiché vittima dei peggiori soprusi e, successivamente, non si possa che fare il tifo per lei e per la sua voglia di riscatto.

Gli altri personaggi non sono all'altezza della protagonista ed è un vero peccato. Alcuni sono molto stereotipati, altri, come lo schiavista, la Badessa Glass, le suore Apple e Kettle, potenzialmente interessantissimi, non sono stati approfonditi quanto avrebbero meritato. I personaggi secondari sono veramente tantissimi e sarebbe stato probabilmente dispersivo approfondirne anche solo una parte. In questo modo però appaiono piuttosto piatti e funzionali per portare avanti la narrazione. Nona comunque basta e avanza.

NONA GREY FA PER VOI?

Qualche raccomandazione per ignari lettori: se non apprezzate la violenza, se siete deboli di stomaco o se non sopportate l'idea del sangue lasciate perdere in partenza. Come detto in precedenza Mark Lawrence non lesina su nessuna di queste cose.

Se volete un libro scorrevole, rapido, avvincente fin da subito, idem come sopra: non iniziate nemmeno, perdereste tempo.

Tuttavia se volete un libro scritto in maniera magistrale, da leggere per il piacere stesso di leggere uno stile meraviglioso, senza la fretta di voler vedere che accada qualcosa, che vi trasporti per mano nelle sue atmosfere gelide e oscure, che lentamente vi immerga nel sangue, nello sporco e nel dolore di una piccola orfana alle prese con sentimenti ed emozioni viscerali travolgenti, e avrete pazienza di aspettare che tutti gli ingranaggi si mettano in moto per poi partire e non fermarsi più, ecco allora questo è esattamente il libro che fa per voi.

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