"Omicidio alle Hawaii" di Jessica Fletcher - per buttarla proprio in caciara

Virginia telefona ad Adriano.

- Ce l’hai ancora la camicia hawaiana no?
- Sì… perché?
- Portamela quando vieni oggi pomeriggio che mi serve...e anche quel lei¹ che ti hanno dato alla festa...e anche il bicchiere a forma di noce di cocco che ti sei fregato…
- Oh che è tutta 'sta serie di richieste? E perché improvvisamente non condanni più il mio furto?
- Non prendermi per il culo ed esegui. Stasera ho una festa hawaiana!
Adriano rimane sorpreso per qualche attimo.
- Cioè fai venire gente a casa per fare una festa??
Virginia percepisce la sorpresa ma soprattutto l’entusiasmo che fanno da sottotesto alle parole del fratello, e subito sente una fitta di dispiacere. No, non farà venire gente a casa sua, nemmeno questa volta.
- No… cioè, ti spiego, è una festa hawaiana su Skype con le mie nuove amiche del Club Del Libro!
- Inizia a spiegarmi che mi sta venendo mal di testa…
- Spiritoso! Ho trovato questa specie di salotto letterario su facebook, e ho fatto amicizia in chat con alcune ragazze...e per questo libro in particolare ho lanciato io l'idea di fare una chiamata Skype tutte insieme per parlarne ma in modo divertente, e quindi ci mettiamo tutte in stile hawaiano, anche perché il libro – si interrompe con un risata – il libro è ambientato proprio alle Hawaii...e non hai idea di chi l'abbia scritto! - ride ancora.
- Mi piace sentire tutto questo entusiasmo e sapere che almeno parli con qualcuno su Skype oltre alla dottoressa… ma che è 'sto libro, che mi sembra non sia pure un capolavoro della scrittura se ne discutete a 'sto modo?

Omicidio alle Hawaii di “Jessica Fletcher” non è effettivamente un capolavoro della scrittura. Recensirlo è un po’ come lanciare missili sulla Croce Rossa. Ma questa non sarà una stroncatura triste, anzi, sarà una celebrazione di una delle letture più cretine e divertenti del genere giallo fatte dalla sottoscritta di recente, e fatta per l’appunto all’interno del suo Club del Libro con lo stesso stile di discussione caciaro adottato da Virginia. Perché qui si tratta della nostra Jessica Fletcher, uno dei nostri miti, protagonista di repliche di puntate televisive e meme su internet, e anche di una serie di romanzi ispirati alla serie, scritti da un ghostwriter – purtroppo Angela Lansbury si limita a recitare la parte in televisione.

Ma veniamo alle Hawaii. Siamo nel tempo presente, e quindi ci immagineremmo la nostra Jessica, inossidabile portatrice sana di sfiga, che era di mezza età già negli anni Ottanta, perlomeno “congelata” in questa fascia di età, pronti a dimenticare che dovrebbe essere ottuagenaria.

Dovrete dimenticare anche questo, ma ci arriveremo. Jessica è a Maui per tenere una serie di conferenze su come la popolazione e l’uso dei social possano aiutare nelle indagini per omicidio. Tutto quello che la polizia spera che la gente non faccia, in brevissima sintesi. Ma laggiù, dove non si è mai verificato un solo caso di omicidio– e forse proprio per questo – il Dipartimento la accoglie a braccia aperte. Fin qui tutto ci può stare. Attendiamo con ansia, ovviamente, di sapere quale delle persone con cui ha parlato nelle prime pagine del romanzo sarà la prima vittima di brutale assassinio nella storia dell’isola, e veniamo presto accontentati: una giovane ricercatrice e attivista per impedire la costruzione di un mostro tecnologico in cima al vulcano più alto di Maui viene trovata morta in fondo a una scarpata.

Dopo una festa hawaiana alla quale ha partecipato Jessica.

Che è stata scelta dai locali per partecipare alla gara di hula, sul palco.

Che lei, dopo essersi lasciata andare (parole sue), ha vinto.

Capite?

Le indagini si svolgono alla solita maniera di Jessica Fletcher, e in realtà di qualsiasi altro giallo di stampo classico. La differenza è che Jessica mette piede fuori da un albergo, chiama un taxi e a guidarlo trova il cugino della vittima, sale su una barca ospite di amici e tra i camerieri del buffet sul ponte c’è l’ex fidanzato di lei, e via discorrendo con le soluzioni spicce ed improbabili. Improbabile quanto il poliziotto responsabile delle indagini che si fida della profana di Cabot Cove più dei suoi colleghi, e che preferisce passare il tempo a cercare indizi con lei piuttosto che insieme a sua moglie, che a sua volta si dichiara entusiasta di averla conosciuta.
Ma sempre meno improbabile di Jessica che discende in bicicletta il sopraddetto alto e impervio vulcano, rischiando di morire perché spinta da un complice del protagonista dell’intrigo della sottotrama.

Ma sempre meno improbabile di Jessica che balla la hula.

Il linguaggio è semplice, la trama scorre leggera e anche piuttosto piatta fino ad una risoluzione finale spiccia tanto quanto le indagini. Definirlo libro da spiaggia è riduttivo. Sapete la parte migliore di questo romanzo quindi qual’è? Ritrovarsi in gruppo dopo averlo finito, con un vestito estivo e un fiore tra i capelli, bevendo cocktail hawaiani fatti secondo le ricette che vi sono ampiamente descritte , e ridendo di tutto ciò che è stato scritto.

Soprattutto di Jessica che balla la hula.

[La voce narrante di seguito è un personaggio fittizio, così come tutti gli altri personaggi che interagiscono nel breve intreccio che segue. Gli episodi sono frutto della mia fantasia, senza alcun legame con la realtà, pertanto rilassatevi e godete di questo chupito. Se è la prima volta che vi imbattete in questa rubrica e vi appassiona la parte romanzata, vi invitiamo a seguirla dal suo primo capitolo che potete trovare qui]

¹- La tipica collana a fiori delle Hawaii

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