Ong, Libia e altri interrogativi in sospeso

Oggi sarebbe dovuta uscire attualità e quindi avevo deciso di parlare del tema tanto caldo quanto, appunto, attuale come Il Codice di Condotta delle Ong per il soccorso in mare e chiarire i vari elementi a disposizione. Devo essere sincero, non avevo ancora ben chiaro io per primo le varie sfaccettature del problema, e come una persona comune che vive di simpatie, mi affidavo alla posizione di Medici Senza Frontiere, con l'intento di approfondire in seguito; oggi quindi era l'occasione giusta, ma in realtà il quadro che mi si è prospettato è una matassa che non sono riuscito a sbrogliare del tutto. Il guaio purtroppo è che la mia condizione di ignoranza su questo tema è una condizione comune, con la differenza che ognuno poi sceglie una propria visione del problema in base a quello che legge (spesso solo i titoli di giornali anche fake o qualche post di personalità politiche o di giornalisti) o sente tramite qualche intervento politico o video di pochi minuti; tanto basta per gridare allo scandalo o ergersi paladini della giustizia (in qualunque schieramento).

Intanto bisogna ricordare che la Libia ha una situazione politica assai complessa, divisa e frammentata politicamente, con gruppi armati a contendersi il territorio e due grandi principali schieramenti: quello di Fayez Al-Serraj riconosciuto dall'ONU, e il generale Khalifa Haftar sostenuto dal parlamento di Tobruk e pare anche da Russia, Francia, Emirati Arabi Uniti ed Egitto. In questo disordine politico-tribale, l'Italia ha stipulato un trattato con Serraj per affiancare la Guardia Costiera locale in acque libiche per impedire o quantomeno arginare lo sbarco di nuovi migranti sulle coste italiane; ma il destino di questa operazione dipende dalle sorti di Serraj, che sembra avere i giorni contati.

Bisogna ricordare inoltre, che in Libia esistono centri di detenzione dove, oltre alle precarie condizioni igienico sanitarie  in cui vengono rinchiusi i migranti che per sorti avverse vengono intercettati prima o dopo i tentati viaggi della speranza, vengono calpestati i più elementari dirirtti umani e crimini come torture o violenze sessuali sono una normale prassi. L'operazione italiana sembrerebbe favorire l'afflusso di questi poveracci in questi centri e va ricordato per dovere di cronaca, che la Guardia Costiera libica si è macchiata di violenze e abusi terribili; ma non c'è da stupirsi, infatti quello che dovrebbe essere un organo di controllo ufficiale, spesso è controllata da milizie locali. Forse è anche per questo motivo che le navi delle Ong spesso si trovano molto vicine alle coste libiche.

A tal proposito, molto eco mediatico sta suscitando l'inchiesta della Procura di Trapani sulla nave Iuventa della Ong Jugend Rettet, degli scambi di migranti avvenuti in mare e di una chat su Whattsapp in cui si delineerebbero i presunti accordi. Ovviamente, ancor prima di far luce su tutta la vicenda, i soliti squali hanno cavalcato l'onda del razzismo e senza perdere tempo si sono avventati sulla notizia senza mezzi termini, quindi ormai lo schema Ong-traffico illecito di migranti-speculazione è nella testa di molti (il solito coglione da tempo utilizza l'hashtag #stopinvasione). Ma da dove vengono queste informazioni? Chi ha raccolto il materiale per questa inchiesta? L'Imi Security Service, attraverso i due agenti Montanino Lucio e Gallo Pietro presenti sulla Vos Hestia di Save the Children. Secondo la ricostruzione di Famiglia Cristiana ci sarebbe però un legame con il gruppo di estrema destra "Generazione Identitaria" fautori della "missione" Defend Europe che con la loro C-Star vorrebbero fermare le navi Ong per i soccorsi umanitari. Vale la pena leggere il breve articolo qui;  comunque le fonti fanno tutta la differenza del mondo e se l'inchiesta parte da un gruppo di razzisti legalmente riconosciuto, che hanno fondato un gruppo operativo per fermare l'aiuto umanitario, scusate ma qualche dubbio mi sorge spontaneo. D'altronde, secondo il magistrato, non ci sarebbero legami con le associazioni criminali e si tratterebbe di un cordone umanitario volto ad aiutare i migranti e non a scopo di lucro, dato che non hanno mai percepito denaro.

Pare che il governo italiano stia pensando di rendere operativo il divieto di sbarco nei porti di quelle Ong che non hanno firmato il documento con le nuove regole e l'aria che tira non è incoraggiante, visto che anche Matteo Renzi leader PD (il partito di Gentiloni attuale Primo Ministro) ha cominciato con "Aiutiamoli a casa loro", il che andrebbe anche bene, se spiegasse come dato che il destino dell'Africa è sottoposto al nostro dai tempi della colonizzazione. L'opinione pubblica ha il suo peso evidentemente, e non è questo il momento per analizzare le tendenze, ma questo PD non sembra più avere la forza politica, morale e culturale per emergere da questa fogna che è divenata la politica e l'economia internazionale; vale lo stesso anche per la destra, priva di una guida solida e di argomenti degni di questo nome.

Insomma, siamo in buone mani.

 

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