Overwatch - tutti per uno, uno per tutti (se tutto va bene)

Se tempo fa mi aveste chiesto se giocassi on-line sicuramente vi avrei risposto di no; in parte per una questione pecuniaria e in parte perché non ho mai amato il fatto che per riuscire a diventare davvero forti bisogna "livellare", o meglio acquisire, skin, armi e potenziamenti solo grazie alle ore di gioco o alle micro transazioni. Ora ho cambiato il mio punto di vista grazie alla Blizzard.

Infatti la Blizzard nel maggio 2016 ha tirato fuori dal cilindro un vero capolavoro, ovvero Overwatch.

Overwatch si presenta come un classico sparatutto a squadre, nulla di nuovo fin qui, ma con piccole e sostanziali differenze rispetto ai soliti FPS on line. Iniziamo con il dire che la storia dei vari personaggi e del mondo di Overwatch viene solo leggermente accennata all'interno del gioco e in pochi minuti ci viene spiegato l'antefatto: nel 2040, per colpa di un virus, dei robot senzienti attaccano il mondo, scatenando una guerra che verrà chiamata la Crisi degli Omnic; per far fronte a questo attacco viene creata una task force composta da diversi guerrieri della terra per contrastare i robot, cui viene dato il nome di Overwatch.

Il gioco è però ambientato circa 30 anni dopo; il team Overwatch è stato smantellato dal governo e dal tradimento di alcuni membri interni, ma a causa di alcuni avvenimenti sospetti Winston (un gorilla parlante parte integrante del team) decide di riunire il vecchio gruppo (la storia, come ve l'ho raccontata io è davvero ridotta; vi consiglio vivamente di andare a leggere la trama completa).

Del resto della storia sappiamo ben poco, ma è qui che la Blizzard trova un'escamotage favoloso per "non far invecchiare" il gioco e infatti, a cadenze non regolari, sul sito ufficiale del videogame vengono rilasciati dei piccoli corti animati (favolosi) che raccontano piccoli avvenimenti di ogni personaggio; inoltre, Overwatch, viene spesso aggiornato con nuovi eroi, skin, mappe e altro, il tutto completamente a costo zero.


Ma arriviamo al momento cruciale, ovvero come si gioca a Overwatch. Ebbene questo gioco è dotato di diversi personaggi che si suddividono grossolanamente in Tank, Difesa, Supporto e Attacco; ma sarebbe giusto fare un'ulteriore divisione, in quanto sono riusciti a creare diversi sottogeneri grazie ai bonus e ai malus che ogni eroe si porta dietro. Quindi avete la fortuna  di poter scegliere anche il genere di attacco che vi aggrada di più: corpo a corpo, bassa, media o lunga distanza, esplosivo, cecchino. Se invece siete altruisti potete fare i curatori o le difese (che possiedono comunque armi favolose). Molto curato è anche il bilanciamento tra le armi e le capacità di ogni eroe; non esiste realmente un personaggio più forte, il tutto dipende dal vostro stile di gioco.

Le modalità di gioco sono relativamente poche, ma tutte funzionali e così suddivise:

Conquista: una guerra tra due fazioni, una di attacco e una di difesa dove bisognerà sgomberare o mantenere per un certo tempo un punto critico della mappa.

Trasporto: dove una squadra dovrà accompagnare un mezzo di trasporto dal punto A al punto B, mentre l'altra si impegnerà a bloccarla.

Controllo: dove la sfida è nel controllare e quindi mantenere una posizione della mappa fino al raggiungimento del controllo totale.

Conquista/trasporto: una miscela delle modalità precedenti.

La cosa più importante da capire per godersi Overwatch è che non si può assolutamente evitare il gioco di squadra: un team non bilanciato o con troppi elementi che non seguono le azioni corali è destinato a fallire gli obiettivi.
Le valutazioni di partita non dipendono esclusivamente dalle kill effettuate, ed è quindi inutile che vi buttate a capofitto nelle sparatorie giusto per riuscire a fare qualche danno, perché le valutazioni dipendono soprattutto dal supporto dato nel raggiungimento dell'obiettivo, che siano danni causati, cure effettuate, colpi respinti etc etc.


La grafica cartoonesca e colorata riesce a conquistare subito. Inutile dire che è anche molto ben bilanciato, creando una resa grafica e stilistica che non infantilizza troppo ma riesce comunque a distaccarti da una visione realistica di una battaglia con armi da fuoco.

Il risultato è stupendo, frenetico e fluido ma comunque molto intuitivo, rendendo l'esperienza dinamica senza farvi girare la testa.
Per tutti questi motivi, ma sicuramente più per le piccole innovazioni e per aver reso per la prima volta i giocatori tutti "uguali" (ripeto un giocatore di livello 60 non ha niente in più di un giocatore a livello 1), Overwatch conquista ai The Game Awards 2016 il premio Gioco dell'Anno, Miglior Multiplayer e la Blizzard Entertainment il premio Sviluppatore dell'Anno.

Oltre a questo potete trovare all'interno di questo titolo innumerevoli citazioni, da Clint Eastwood, Apocalypse Now, Frozen, Big Hero Six e innumerevoli riferimenti ad altri prodotti Blizzard. Ma quello più bello in assoluto (a mio parere) lo trovate nel nome di due monaci Omnic che si chiamano uno Zenyatta e l'altro Mondatta, che insieme formano il nome del disco dei Police, per l'appunto, Zenyatta Mondatta.

Per finire è arrivato il momento di raccontarvi i punti dolenti di questo prodotto. Purtroppo il mondo, e quindi anche il panorama videoludico, è pieno di gente idiota e può capitare (anche fin troppo frequentemente) che vi troverete in team giocatori che non vogliono collaborare, il che è un grosso problema, in quanto basta un solo elemento che si comporta in questo modo per indebolire una squadra, creando partite frustranti e noiose. In parte questa cosa è colpa anche del ranking Blizzard che non è totalmente bilanciato, ma speriamo che risolvano. Come detto, essendo il mondo pieno di idioti, Overwatch ha ricevuto alcune controversie che hanno obbligato gli sviluppatori ad apportare alcune modifiche; la più stupida e divertente è dovuta a una questione di culo.

Infatti una famiglia ha pensato bene di lamentarsi della posa di una eroina considerata "troppo sexy", costringendo la Blizzard a cambiare la posa originale; ma visto che Nastorix mi permette di essere politicamente scorretto, vi saluto lasciandovi la foto della posa incriminata.

E io penso subito a:

P.S. ho deciso di lasciarvi quest'ultima curiosità a fine pagina per non rischiare di perdervi a metà articolo: dal giorno della sua uscita Overwatch è una delle parole più ricercate all'interno dei siti porno.

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