Parola alla rovesciata

Ho deciso di passare la convalescenza dai miei genitori, dove coccolato dai vizi e dall'ozio, posso dedicarmi alla noia. Rientrare nella propria camera di ragazzino dopo tanti anni è come uno shock, ricordi perduti riaffiorano violenti e nitidi, tanto da sembrare fatti accaduti settimana scorsa. Che banalità! Continuo a essere banale e a frugare tra le mie cose, con famelica voglia di giovinezza, di sensazioni, sapori, odori di ormoni sopiti. Trovo di tutto; una lettera firmata con un bacio rosso di rossetto, del fumo che chissà da quanti anni sta lì, il cyloom di vetro, altre lettere, foto a iosa di quando la vita era solo gioco-sballo-sesso, giochi vari e il mitico album Panini. Quindi oggi parlerò proprio di questo, del gesto di Carlo Parola, immortalato da Corrado Banchi e diventato icona grazie a Giuseppe Panini.

Cominciamo dal buon Carletto. Torinese e juventino, nasce nel 1921, lavora in Fiat, fuma un pacchetto di Gauloiese al giorno e gioca nella squadra di calcio del dopo lavoro. Viene scovato non so da chi e a diciotto anni portato alla Juventus, dove si avvera il suo sogno di giocare nella squadra del cuore. Inizialmente nasce come attaccante, ma poi viene spostato più in difesa e mediana, dove può far valere la sua tecnica nella ripartenza dell'azione. Siamo negli anni 40-50 gli anni in cui esplode il grande Torino, avventura finita con la tristemente nota tragedia di Superga. Il nostro Carletto è uno dei giocatori italiani più forti del momento e, superata la guerra, si avvicina il momento che segnerà una svolta nell'immaginario collettivo e nelle tasche della famiglia Panini, rendendolo immortale

Corrado Banchi nasce a Firenze nel 1912, ma diventa maremmano d'adozione. Nella sua ultra decennale carriera, rimangono scolpiti dei passaggi fondamentali del suo lavoro di fotografo: immortala l'ingresso degli americani a Massa Marittima il 24 giugno del 1944, segue le varie vicissitudini partigiane nazi-fasciste, e poi, finita la guerra, sposta il suo obiettivo sulle star del cinema e lo sport. Corrado oltretutto, spinto dalla passione per lo sport e gli sportivi, diventa il primo cineoperatore mobile italiano e segue il giro d'Italia seduto come passeggero in motocicletta. Essendo fiorentino, inutile dire che è un tifoso della Viola e ne segue le partite in casa come fotografo. Ma è il 15 gennaio del 1950 che fa la storia, dimenticato da tutti come spesso avviene con i grandi eventi.

La storia di Giuseppe Panini la conosciamo un po' tutti; fonda iniseme al fratello Benito l'Agenzia Distribuzione Giornali Fratelli Panini e nel 1960 acquistano un lotto di figurine milanesi invendute; imbustano le figurine et voilà! Nasce il business del secolo.

Parte un lancio di Magli verso Pandolfini. Egli scatta, tra lui ed il portiere c'è solo Carlo Parola; l'attaccante sente di potercela fare ma il difensore non gli dà il tempo di agire. Uno stacco imperioso, un volo in cielo, una respinta in uno stile unico. Un'ovazione accompagna la prodezza di Parola.

(Corrado Banchi)

Il 15 gennaio del 1950 si gioca una noiosa Fiorentina Juventus, partita poi finita 0-0, e il caro Corrado si trova a bordo campo con la sua macchina fotografica. Verso fine partita però un bisogno fisiologico impelle, così decide di "liberarsi" dietro la porta juventina, dove trova una buca nel campo di atletica. La Fiorentina è in attacco e quello è per lui il momento topico di tutta la sua carriera, il gesto tecnico che regala l'immortalità a Parola ed ai fratelli Panini, venduto per sole trenta mila lire appunto a Giuseppe Panini.

Questa foto fa il giro del mondo, entra nell'immaginario collettivo di tutto il globo, stampata oltre duecento milioni di volte; apre le porte, forse, di un calcio nuovo, estroso e svincolato dalle rigide marcature a uomo o zone di campo ristrette. Ma probabilmente questa è solo una stupidaggine romantica. Quel che mi affascina è come un solo gesto (inusuale per l'epoca) abbia regalato alla storia, e al mito senza tempo, tre persone agli antipodi, tre fuoriclasse e innovatori assoluti del proprio tempo.

[Attenzione: La voce narrante di chupiti d'annata è un personaggio fittizio, così come tutti gli altri personaggi che interagiscono nel breve intreccio della rubrica, tutti liberamente tratti da film cult. Gli episodi sono frutto della mia fantasia, senza alcun legame con la realtà, pertanto rilassatevi e godete di questo chupito. Se è la prima volta che vi imbattete in questa rubrica e vi appassiona la parte romanzata, vi invitiamo a seguirla dal suo primo capitolo che potete trovare qui]

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