A Poem For Every Night Of The Year - una poesia per ogni sera dell'anno.

Virginia era più bloccata e persa del solito. La situazione della sua agorafobia non era cambiata né in meglio né in peggio, ma non per difficoltà oggettive, ma a causa di una completa mancanza di sforzo.
“Sforzo” a dire il vero non è il termine più adatto da utilizzare, e la stessa dottoressa M. lo ripeteva durante le loro sedute via Skype, fattesi meno frequenti. Non è adatto nemmeno il termine “forza di volontà”. Si poteva invece parlare di “motivazione”. Ecco, quella era di sicuro se non assente, almeno in forte, fortissimo calo.

“Calo di motivazione” a sua volta, potrebbe essere sostituito da termini più adatti alla condizione particolare di questo personaggio che avete seguito per ormai quasi un anno. “Spirale depressiva”. Ecco, forse abbiamo trovato la definizione più corretta. “Schifo e rifiuto per il mondo”, una sua versione meno aulica.

<<Se ne andassero affanculo tutti>>, quello che Virginia stava effettivamente dicendo al telefono con suo fratello. <<Pensa che bella roba: il mio obiettivo è uscire da questa casa e vivere nel mondo, e il suddetto mondo fa cagare. Non ti sembra fantastico? ...no, no, non provarci nemmeno – lo aveva interrotto mentre Adriano stava per replicare – non provarci nemmeno a dirmi che non è così. Sticazzi se non è così, è così per me. ...sì, sono volgare, problemi? Oggi mi va di essere volgare, e scusa se non uso un linguaggio poetico...>>

Non succede sempre (ma succede più spesso di quanto sembri), ma a volte si viene indirizzati sul binario del quale si ha bisogno proprio percorrendo una strada che sembra opposta. Virginia stava sbraitando al telefono in preda alla rabbia, e proprio durante quello sbraitare, anzi una parola specifica di quello sbraitare, avrebbe portato un cambiamento di percorso. Forse lo aveva già dentro di sé. Fatto sta che subito dopo aver detto “poetico”, le era venuto in mente un grosso libro che sapeva essere su una mensola della sua camera da letto. Quell’ultimo anno era stato costellato di letture ma quel volume non era mai stato preso in considerazione.
Alla fine della telefonata, era andata in camera e lo aveva disincastrato da una pila di testi in attesa di venire portati alla sua attenzione – o forse destinati a rimanere lì per sempre.
Lo aveva soppesato, lo aveva aperto ad una specifica pagina e aveva dato inizio a quello che, anche se non lo sapeva ancora, sarebbe divento un sacro rituale giornaliero che le avrebbe dato una piccola ma costante e positiva sferzata.

A poem for every night of the year è, per l’appunto, una raccolta di poesie, una per ogni giorno dell’anno (29 febbraio incluso, naturalmente) ognuna accompagnata da una breve e semplice introduzione che riporta la chiave di lettura intesa dall'autore e dai critici, e che voi potete usare a vostro piacimento e pure ignorare del tutto.

Pubblicato nel 2016, è stato pensato come un libro per bambini, ma come i migliori libri per bambini non ha età e chiunque può trovarci qualcosa.

Di sicuro può servire in tanti modi. Può essere essere letto da cima a fondo, al contrario, aprendolo a caso, saltando le pagine, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Può essere poi trasformato in un rituale come il titolo fa intendere: una poesia letta ogni sera dell'anno, prima di dormire, senza dover scegliere quale perché già assegnata.

Anche questo ha risvolti molteplici. Nel modo più semplice, somministra una dose giornaliera di poesia anche e soprattutto a chi non ne assume regolarmente (o, come chi scrive, praticamente mai) e questo già è positivo di per sè, un approccio leggero e non invasivo. Una visione leggermente diversa e molto più divertente è quella della serendipità: non il film con John Cusack, ma il concetto di trovare per caso dei significati, delle risposte, dei riferimenti a qualcosa che ci tocca dentro mentre si sta facendo qualcosa di totalmente diverso o in un contesto totalmente estraneo alla faccenda in questione. Allie Esiri, l'ex attrice e ora scrittrice e antologista inglese che ha compilato questa raccolta, non poteva sapere che il 14 marzo, nella poesia destinata da lei a quel giorno, uno di voi avrebbe trovato una risposta che cercava, o una domanda che aveva bisogno di porsi. Magari il 14 marzo non è successo nulla di tutto ciò. Ma come dicevamo prima, meglio una poesia in più che una in meno.

È ancora inedito in Italia, per goderne non è necessaria una conoscenza eccelsa dell'inglese, ma ogni tanto il vocabolario vi servirà, specie naturalmente per i pezzi più classici.

Questo articolo esce il 23 novembre, e vi lascio con la poesia assegnata. In qualsiasi momento lo leggiate, provate a vedere come vi fa sentire.

"Nothing Gold Can Stay" di Robert Frost

Nature's first green is gold,
Her hardest hue to hold.
Her early leaf's a flower;
But only so an hour.
Then leaf subsides to leaf.
So Eden sank to grief,
So dawn goes down to day.
Nothing gold can stay.

Ericucci

“Scopri chi sei, e cerca solo di non avere paura di esserlo”. Lo dicono in una commedia romantica americana degli anni Novanta, quindi deve essere proprio vero.

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