Prima che il gallo canti

Dopo una grande battaglia interiore tra me e le mie amate coperte, ho deciso di sperimentare quello che molti uomini di successo ritengono essenziale per la loro produttività: la sveglia prima dell'alba. Il tutto è nato qualche mese fa, quando mi sono imbattuta in un libro alquanto curioso, "The miracle Morning" di Hal Elrod nel quale questo invasato guru spiega non solo i benefici del risveglio prima che il sole sorga, ma anche delle tecniche straordinarie per riuscire a vincere la lotta con i cuscini.

Cercando qua e là ho poi scoperto che davvero personaggi di spicco come Anna Wintour (direttrice di Vogue America da cui prende spunto il film "Il diavolo veste Prada"), Barack Obama, Donald Trump, ma soprattutto figure legate al web e all'informatica, tra cui Steve Jobs, Marissa Meyer (Yahoo!), Jack Dorsey (Twitter) e Tim Armstrong (AOL), seguono questa vita da mattinieri. E io che ho sempre associato l'essere nerd alla vita notturna!

A questo punto, grazie ai consigli di un altro folle, Dan Luca, e al suo programma 5amcoaching.com, ho sfruttato la mia ultima settimana di ferie per provare anche io l'ebrezza di rientrare in ufficio piena di energie e più motivata che mai. Secondo Dan, infatti, chi si alza quando il sole è già alto nel cielo non solo perde grandi opportunità di carriera, ma vive una vita triste, priva di stimoli, tende al sovrappeso e alla solitudine. Insomma, se non ti alzi prima che il gallo canti, sei un poveraccio. All'inizio ero tentata di tenere questo miracoloso esperimento per me, ma poi ho ripensato alle vostre miserabili vite da pomeridiani e ho deciso di divulgare i risultati al mondo intero. Di seguito un breve reportage dei cambiamenti di cui hanno beneficiato il mio corpo e la mia anima in queste due settimane da allodola1.

 

La mia nuova routine 

Fregandomene altamente dei consigli (fissa la sveglia per le 05:30, scegline una "intelligente", crea una rilassante routine mattutina, sorridi, fai una cena leggera, dedica i primi minuti alla meditazione e vai a dormire sempre alla stessa ora) parto convinta puntando la suoneria dell'iPhone alle 06:00. Mi alzo e la prima cosa che percepisco è il freddo polare che mi circonda, mi dirigo quindi verso la cucina dove faccio colazione con latte, cereali e caffè. Fin qui niente di diverso da quando mi alzo normalmente. Dopodiché, avendo molto tempo da perdere, leggo notizie online, controllo tutti i social esistenti, sistemo la stanza, mi vesto e vado a correre. Rientro in casa che sono circa le 07:30, mi faccio una doccia, organizzandomi mentalmente gli impegni della giornata, e per le 08:00 sono pronta ad andare in ufficio.

Tempo di bilanci

A due settimane dall'inizio del mio esperimento ho avuto modo di verificare come, in effetti, alcuni dei benefici millantati dagli illuminati dalla luce dell'alba siano reali. Alle 08:30 sono piena di energia, il mio cervello è sveglio e reattivo e gli impegni della giornata sono ben organizzati nella mia mente. Inoltre, quando esco dal portone, non sembro più una scappata di casa: trucco, abiti e capelli sono impeccabili, mi sono anche ricordata il profumo e oso delle scarpe col tacco. Sembra una favola, che tuttavia termina qui. Se prima ricevevo complimenti sulla mia naturale bellezza al risveglio, adesso, alle 06:00 del mattino, neanche un cieco potrebbe dire lo stesso. A causa del freddo la mia tenuta da colazione è infatti diventata coperta di lana, berretta e Ugg, che si completa di occhiali da vista quando inizio a smanettare con il pc. Per non parlare poi dell'intrepida Penelope che si lancia nella corsa al sorgere del sole, quando le occhiaie non ancora coperte da chili di correttore fanno capolino su un viso stanco (per fortuna, a quell'ora sul mio cammino ho incontrato soltanto un paio di gatti). Se non bastasse, intorno alle 11:00, inizio a soffrire di una sicura malattia rara che mi impone di ingurgitare qualsiasi tipo di cibo mi passi per le mani fino alle 20:30, ora in cui mi stendo a letto stremata e con crampi a muscoli sconosciuti persino a un ortopedico. Dulcis in fundo, nel primo pomeriggio venderei persino mia madre per avere un'amaca da scrivania dove dormire quelle quattro o cinque ore.

Sarà che la cena l'ho sempre fatta a caso, che non ho certo speso 4,99€ per l'applicazione del dolce risveglio, che se mi fossi messa a meditare appena sveglia sarei ripiombata in tempo zero tra le braccia del mio amato cuscino, oppure semplicemente che l'andare a dormire alla stessa ora mi è stato vietato da amici complottisti e sovversivi, che mi chiamavano alle 22:00 per invitarmi ad uscire (facendo così ripartire da zero la mia routine di: alzati, togli il pigiama, lavati, vestiti etc.) ma personalmente io, di tutti questi benefici tanto millantati, non ne ho avuto la benché minima percezione.

Però oh, tra le 08:30 e le 14:00 sembro quasi la trentenne che sono e chi mi incontra può persino pensare che io sia la top manager di una società quotata in borsa, con un marito, due figli, un cane e la BMW in garage.

1 il termine ornitologico fa riferimento al cronotipo che distingue tra "persone allodola", mattiniere, e "persone gufo, "pomeridiane" fonte wikipedia.org/wiki/Cronotipo

1 comment

  1. Avatar
    Andrea 3 Settembre, 2015 at 15:28 Rispondi

    Ottima riflessione.
    Secondo me il punto è semplicemente 1: dipende dal momento della giornata in cui una persona ha il picco di energie. Può essere il mattino, allora svegliati alle 5. Ma se non lo è, come nel nostro caso, inutile forzare.
    Però hai fatto bene a provare, come ho fatto io… 🙂

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