"Ragazze di Riad" di Rajaa Alsanea

I romanzi rosa sono sempre stati molto amati dal pubblico, soprattutto ovviamente da quello femminile, a cui sono rivolti; tuttavia la critica non li ha mai molto apprezzati. Infatti, benché alcune pioniere del genere, quali ad esempio Jane Austen e le sorelle Bronte, siano universalmente considerate come grandissime scrittrici, raramente i romanzi del genere hanno toccato picchi di eccellenza letteraria. Detto questo, è anche vero che molto spesso, pur non essendo opere di altissimo valore letterario, questi libri rappresentano delle interessanti proposte, che spesso portano con sé anche un importante contributo rivoluzionario, soprattutto per quello che concerne la tematica relativa all’emancipazione femminile. Se poi, come nel caso dell’opera di cui vi parlerò oggi, si parla di un paese dove per antonomasia i diritti delle donne sono ancora molto controversi, il valore che il libro assume è sicuramente superiore.

Parliamo infatti di “Ragazze di Riad”, scritto dalla giovane autrice Rajaa Alsanea e pubblicato nel 2008.

Essendo stato definito da molti “il Sex and the City arabo”, ovviamente non possono mancare le quattro protagoniste femminili, Sadim, Qamra, Michelle e Lamis, che si raccontano a vicenda i propri problemi amorosi e non tramite email, creando un moderno romanzo epistolare. In quello che a noi occidentali può sembrare un’ abitudine normalissima, si cela tutto il potenziale rivoluzionario dell’opera; perché non siamo a New York, a Londra o a Parigi, siamo a Riad, capitale dell’Arabia Saudita, paese simbolo della cultura patriarcale musulmana.

Perciò, quando quattro giovani donne completano i loro studi universitari si trovano davanti non solo le normali difficoltà di tutte le loro coetanee, la ricerca di un lavoro, la definizione di se stesse, etc, ma anche e soprattutto i limiti oggettivi che vengono posti allo sviluppo femminile nel loro paese. Per questo, dove i contatti tra i due sessi vengono ritenuti sconvenienti, assumono particolare importanza le nuove tecnologie, che assurgono a mezzo per comunicare senza filtro i propri pensieri, emozioni e sentimenti, anche con gli uomini.

Non ci si stupisce sicuramente se si scopre che questo romanzo, originariamente pubblicato in patria nel 2005, sia stato condannato per i suoi contenuti ritenuti sconvenienti e contrari alla morale islamica. Tuttavia, molte copie illegali dell’opera giravano già in tutto il Medio Oriente, prima della pubblicazione autorizzata nel 2008, anno che coincise anche con la diffusione del romanzo anche in Occidente. Sicuramente Rajaa Alsanea, anch’essa giovane donna nata in Arabia Saudita, figlia di dottori e laureata in Ortodonzia, ha toccato un nervo scoperto. Le ragazze di cui parla l’autrice sono sicuramente diverse dal prototipo di donna araba a cui siamo abituati, povera, costretta a matrimoni forzati, vittima di violenze e senza voce; qui infatti si parla sostanzialmente di una classe abbiente, di donne privilegiate, che hanno la possibilità di viaggiare e di studiare. Tuttavia, non per questo il messaggio di emancipazione risulta meno incisivo, anzi, la scelta di rappresentare delle donne più simili al prototipo occidentale rende il lettore più partecipe della vicenda. Un’opera nell’insieme leggera, ma che nasconde molti spunti per la riflessione.

Rajaa Alsanea, Ragazze di Riad, Mondadori, 2008

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