scheda elettorale referendum

RefeRenzi: SI o NO?

Da settimane il leitmotiv del teatrino politico-mediatico è il “referendum costituzionale”. Giornali, trasmissioni d’approfondimento e opinionisti più o meno qualificati, vomitano quotidianamente punti di vista non richiesti. Senza convincervi della bontà di una posizione o dell’altra, Nastorix vuole mettervi nelle condizioni di scegliere quando sarete nella cabina elettorale.

Perché sceglierete, vero?

Domenica 4 Dicembre vi troverete davanti a questo quesito:

quesito elettorale referendum 2016

 

Nei scorsi mesi il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha legato la sua sopravvivenza politica alla vittoria del SI, cosa che non sembra averlo avvantaggiato per il momento, ma che anzi ha compattato i suoi avversari di sinistra, quelli fuori e dentro il PD, e di destra, da Brunetta a Salvini, passando per Grillo.

Le ragioni della scelta non dovrebbero fermarsi alle conseguenze su questo o quel politico. Entrambe le posizioni hanno ottimi motivi per essere sostenute, senza dover per forza inserire la convenienza o la simpatia politica all’interno del ragionamento.

Meno senatori = meno spese?

Il punto centrale della modifica costituzionale è l’abolizione del Senato come lo conosciamo. La riforma propone di portare i senatori da 315 a 100, trasformando il Senato della Repubblica in un Senato delle Regioni.

Mentre la Camera continuerà a essere eletta dai cittadini e sarà l’unica ad approvare le leggi, il nuovo Senato sarà composto da sindaci e consiglieri regionali e si occuperà di rappresentare appunto i territori e di fare da ponte tra Stato ed enti locali.

I sostenitori del SI puntano tanto sui risparmi che questo “taglio” porterà: non solo 100 senatori costeranno meno ma riceveranno solo lo stipendio da amministratori locali che già gli spetta. I sostenitori del NO, invece, ritengono che i costi non cambieranno tanto, visto che rimarrà in piedi la struttura del Senato e che i suoi nuovi componenti riceveranno comunque rimborsi d’oro per tutta la loro permanenza a Roma.

Approvazione delle leggi

Il sistema legislativo attuale impone che le leggi siano approvate da entrambe le camere. Questa doppia approvazione viene vista dai sostenitori del SI come un freno all’attività del Parlamento, e per questo la riforma attribuisce solo alla Camera, l’unica ad essere eletta dal popolo, il potere di legiferare insieme a quello di dare la fiducia al Governo. La riforma prevede però che il Senato possa proporre modifiche ai progetti di legge approvati dalla Camera, ma questa sarà libera di non accoglierle.

I sostenitori del No sostengono che il bicameralismo non verrà superato in quanto le due Camere continueranno a legiferare insieme su materie importanti come la legge di bilancio. Il procedimento legislativo inoltre sarà più complesso, dato che passerà dalle attuali 4 vie possibili ad averne 9.

Cambiano anche i referendum

Non è solo l’attività del Parlamento a essere investita dalla riforma, ma anche le modalità con cui i cittadini partecipano al procedimento legislativo attraverso i referendum.

I sostenitori del SI salutano con favore queste modifiche, che dovrebbero aumentare le occasioni di democrazia diretta soprattutto grazie all’istituzione del referendum propositivo.

Il quorum necessario per rendere valido il risultato di un referendum abrogativo rimarrà quello attuale (50% +1 degli aventi diritto al voto), ma nel caso in cui i cittadini che propongono la consultazione dovessero essere almeno 800mila, basterà che vada a votare il 50% +1 dei votanti alle ultime elezioni politiche per renderne valido l’esito.

I sostenitori del NO vedono invece all’orizzonte il pericolo di referendum più difficili da fare e una democrazia diretta meno realizzabile. Le firme necessarie per un referendum abrogativo, infatti, aumenteranno da 500mila a 800mila, mentre quelle per la richiesta di leggi d’iniziativa popolare passeranno da 50mila a 150 mila.

Governo e Stato più forti

La riforma cambia anche il rapporto tra Regioni e Stato, riportando alla competenza esclusiva di questo materie come l’ambiente, l’energia e le politiche per l’occupazione.

Anche il Governo si rafforza, in quanto è prevista l’approvazione a data certa dei disegni di legge governativi, anche se è prevista una limitazione del ricorso ai decreti legge.

Dal punto di vista dei sostenitori del SI, un Governo più forte è qualcosa che non ha bisogno di motivazioni, se non quella del rendere più semplice e veloce la capacità della politica di fornire risposte veloci alle richieste che gli sono fatte.

Proprio il maggior potere dato al Governo, secondo i sostenitori del NO potrebbe portare a derive autoritarie. Rischio già materializzatosi, secondo alcuni, visto che la riforma va a modificare circa un terzo degli articoli della Costituzione.

Concludo rompendo la regola dell’essere neutrale, dicendovi quello che secondo me dovreste fare: andare a votare. Ecco tre buoni motivi per farlo.

  1. Andate a votare: non potrete più dire che in questo paese i cittadini non contano nulla;
  2. Andate a votare: è un referendum confermativo e non c’è alcun quorum da rispettare, quindi la voce dei cittadini sarà ascoltata a prescindere da quanti voteranno;
  3. Andate a votare: non lasciate il potere di decidere a votanti foraggiati dai partiti, o ai complottisti impauriti dalla scie chimiche.

 

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