“Revenant - Redivivo”

Tratto da un romanzo di Michael Punke, il film racconta la lotta per la sopravvivenza dell’esploratore Hugh Glass, ridotto in fin di vita da un orso ed abbandonato nei boschi del Nord Dakota dai cacciatori per il quale svolgeva il ruolo di guida. Animato dallo spirito della vendetta, l’uomo si trova al centro di un’incredibile odissea lungo la Frontiera americana del 1823, in cui deve affrontare i mille pericoli della natura incontaminata (freddo, gelo, mancanza di cibo, coperte, medicine) e delle tribù indiane. I 156 minuti di “Revenant” sono quasi totalmente un’esclusiva di un Leonardo DiCaprio in stato di grazia il cui volto, coperto per lo più da capelli lunghi, si presta a mostrare uno spessore interpretativo ed una bravura consolidati: di certo, non una novità per chi ne ha seguito la crescita e la maturazione attraverso tutti i suoi film precedenti, ad iniziare da “Romeo + Giulietta di William Shakespeare” (1996). Gli occhi intensi e disperati, insieme alle poche parole pronunciate dal suo personaggio, sembrano i biglietti da visita più validi perché riesca finalmente a stringere tra le mani il tanto ambito Oscar nel Dolby Theatre di Los Angeles. Non si deve dimenticare, infatti, che alla celebre statuetta è già stato candidato quattro volte - come Migliore Attore non Protagonista per “Buon Compleanno Mr. Grape“ (1993) e come Migliore Attore Protagonista per “The Aviator” (2004), “Blood Diamond - Diamanti di Sangue” (2006) e “The Wolf of Wall Street” (2013). Altro asso nella manica della pellicola è il britannico Tom Hardy, il quale, nei panni del traditore ed assassino del figlio di Glass, offre un’interpretazione spregevole, maledetta, altrettanto intensa. Non a caso, anch’egli è candidato come Migliore Attore non Protagonista. E’ bene sottolineare che per l’attore britannico si chiude così un anno pieno di soddisfazioni, iniziato con il grande successo di “Mad Max: Fury Road” (2015), presentato al Festival di Cannes. Infine, merita un’adeguato applauso la regia di Alejandro Gonzàlez Inàrritu - vincitore proprio nel 2015 del Premio Oscar per “Birdman” - che dona un respiro ampio, ma tragico, ad una vicenda umana priva di nobiltà d’animo e, forse, di speranza. Per riuscire a trasmettere il massimo realismo possibile, ha preteso di girare il film interamente con la luce naturale e il risultato è talmente incredibile da lasciare gli spettatori senza fiato: la resa, infatti, è perfetta!

Consigliato: ai fans di DiCaprio (lontano anni luce della bellezza da copertina di “Titanic”), agli amanti dei vasti territori americani privi di tracce umane invasive, a chi preferisce vedere il film prima della probabile consacrazione del prossimo 28 febbraio. Voto: 7,5.

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