L'arroganza al servizio dell'arte: Salvador Dalí

[Attenzione: La voce narrante di seguito è un personaggio fittizio, così come tutti gli altri personaggi che interagiscono nel breve intreccio che segue, tutti liberamente tratti da film cult. Gli episodi sono frutto della mia fantasia, senza alcun legame con la realtà, pertanto rilassatevi e godete di questo chupito. Se è la prima volta che vi imbattete in questa rubrica e vi appassiona la parte romanzata, vi invitiamo a seguirla dal suo primo capitolo che potete trovare qui]

La testa rimbomba il vuoto, sdraiato a terra vedo una luce dalla porta finestra accanto, e l'alba è un pugno in faccia verso cui tendo le braccia, scopro Dick che fuma sul divano. Sono nudo, attorno a me tre ragazze giovanissime, tutte tatuate, con i capelli verdi, azzurri e fucsia e piercing un po' ovunque. Mi torna in mente qualche scena sfuggevole, e il piacere sembra accogliere il mio risveglio, che però risulta traumatico e pieno di insidie "Che cazzo stai facendo?" Domando a Dick, intento a godersi la scena. "Eeehhh stai calmino." "Dio che schifo, ho la morte addosso; ho qualche vago ricordo dello squallore festoso; mi ricordo questo groviglio di corpi, i capezzoli di piercing, una tigre che mi divorava insieme ai draghi, legato alle giarrettiere che mi sparavano". "Tra sogno e realtà, benvenuto nel mondo dei vivi; mi sento come Dalí mentre aspettava per ore l'ispirazione davanti alla tela vuota. Mio paranoico amico, grazie a te un nuovo libro sta per nascere". Alzandomi scorgo la Gradisca e Jess, anch'esse nude, che dormono abbracciate sul divano. La paranoia è una malattia mentale cronica, la cui sintomatologia più caratteristica consiste nelle delusioni sistematiche, con o senza allucinazioni dei sensi. Le delusioni possono prendere la forma di mania di persecuzione o di grandezza e di ambizione. Parola di Salvador Dalí.

Nasce il l' 11 maggio del 1904 a Figueres in Catalogna, da una famiglia benestante che già aveva perso un figlio di meningite, di nome Salvador. Probabilmente questa insolita dimensione lo condizionerà per il resto della sua vita, vissuta in maniera altezzosa e a tratti odiosa agli occhi dei suoi contemporanei. La sua vena artistica si manifesta sin dall'infanzia, così come il suo carattere stravagante, che trova conforto nella madre che però muore proprio negli anni della formazione del nostro ancora giovane amico. Nei primi anni 20 viene prima ammesso e poi cacciato dalla prestigiosa Accademia Reale San Ferdinando di Madrid, causa comportamenti provocatori, il cui apice viene raggiunto quando Salvador ritiene che nessun professore sia all'altezza di poterlo giudicare. In quegli anni di fermento intellettuale dalla scoperta dell'inconscio da parte di Freud, nasce una nuova corrente artistica ad opera di André Breton: il Surrealismo, che vede la luce nel 1924 nel primo Manifesto del Surrealismo, in cui viene posta l'attenzione sul tempo che l'uomo trascorre sognando e sull'importanza di riuscire a creare una realtà superiore che riesca a conciliare i due momenti di veglia e sogno. Scrive a tale proposito: "Credo alla futura soluzione di questi due stati, in apparenza così contraddittori, che sono il sogno è la realtà, in una specie di realtà assoluta, di surrealtà, se così si può dire". È questo il periodo in cui Salvador si trasferisce a Parigi, e tramite l'amico Mirò entra prepotentemente in questo nuovo circolo di artisti, dove può finalmente liberare tutta la sua forza di artista a metà tra la formazione accademica e l'estro del suo personaggio, che proprio nella capitale francese trova libero sfogo.

Nel 1929, oltre che collaborare con Luis Bunuel alla realizzazione di due cortometraggi, esce la prima sua opera surrealista "Il gioco lugubre" che dà subito scandalo, tanto che tutti ne prendono le distanze, Breton in primis. Come se non bastasse intrattiene una relazione con la moglie del poeta Paul Èluard, che diventerà la sua musa negli anni a venire, oltre che sua amatissima moglie.

Del 1931 è la sua opera più famosa, "La persistenza della memoria". La sua visione del surrealismo passa attraverso la paranoia che ritrae attraverso la razionalizzazione del delirio, attraverso il suo famoso "metodo paranoico critico", dove il momento critico riesce a prendere un lucido sopravvento attraverso esseri mostruosi, animali ripugnanti, forme quasi indecifrabili, che danno voce ai tabù, alle pulsioni e fobie più disparate. Gli anni trenta sono i suoi più ruggenti sotto questo punto di vista, attraverso il periodo della rappresentazione a cassetti di "Giraffa infuocata" e "La città dei cassetti" dove appare evidente la simbologia psicoanalitica che sposa l'inquietudine della guerra civile spagnola, che ritorna prepotentemente con un'altra celebre opera: "Costruzione molle con fave bollite". Questi sono anche gli anni di rottura verso il movimento che lo caccia formalmente per le sue presunte simpatie fasciste; la cosa però non lo disturba e anzi, tiene a precisare che :" Sono io il surrealismo". Una giusta dose di umiltà accompagna la vita del nostro amico, che trova nuova linfa e successo a New York negli anni 40. Probabilmente però il meglio della sua arte figurativa si ferma qua, anche se la sua figura è molto importante per lo sviluppo di numerosi altri artisti, che si appoggiano al suo talento per la realizzazione di svariati progetti, dal cinema alla fotografia; a tal proposito è degno di nota il percorso del fotografo Philippe Halsman, attraverso un sodalizio trentennale, il cui apice è forse rappresentato da due celebri fotografie: "Dalí atomicus" del 1948 e "Il teschio di nudi" del 1950. Numerosi sono poi i ritratti dell'artista più antipatico del 900, il più celebre è forse quello di Jean Deieuzaide del 1953: "Dalí in acqua".
Dal punto di vista cinematografico merita una menzione la collaborazione negli anni 70 con il celebre regista Alejandro Jodorowsky per la realizzazione di un'opera epica mai venuta alla luce, ossia la trasposizione del romanzo di fantascienza "Dune" di Frank Herbert. Il film non vede mai la luce, ma rimane capostipite e fonte di ispirazione di molti registi a venire, in primis David Lynch che porterà a termine il progetto, ridimensionandolo notevolmente. Questa storia meriterebbe più attenzione, purtroppo però è ora di pranzo.

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