Sanditon - l'ultima Jane Austen è come la prima, anzi meglio

Non era accaduto niente di particolare.

Virginia viveva di aria condizionata nel suo appartamento, mentre Adriano era in vacanza al mare. Non aveva la forza di leggere nulla, voleva solo dormire e dimenticare la sua vita. In sentore del pericolo, la dottoressa M. le aveva quindi ordinato di leggere qualsiasi cosa e questa volta, addirittura, di farne una relazione scritta da inviarle per mail.
Virginia aveva protestato e aveva rimandato per due settimane, ma una sera che era particolarmente agitata aveva deciso di provare, giusto per vedere se fosse riuscita a calmarsi. Aveva scelto uno tra i libri più brevi che possedesse, e aveva cominciato. Si era sentita esaltata.

Quella che segue è la sua relazione.

Jane Austen ha quarant’anni quando si ammala. Ha pubblicato cinque romanzi, nessuno porta il suo nome. Ora, nel 1817, sta lavorando a un nuovo libro, forse non sapendo che lo lascerà incompiuto ma di certo non illudendosi che gli sopravvivrà a lungo. La malattia è incurabile e sconosciuta: oggi la si ritiene una forma del morbo di Addison o forse il linfoma di Hodgkin, quello che è certo sono  i dolori lancinanti e la progressiva debilitazione fisica – ma non mentale.

Infatti, quello che è conosciuto come Sanditon, mentre in realtà non aveva mai ricevuto un titolo ufficiale dall’autrice, è un romanzo incompiuto di una sagacia e una causticità che mancavano, o erano diluiti, nei precedenti romanzi della cosiddetta età adulta. Sembra ci sia stata una regressione ai juvenilia, i lavori della gioventù. Quando Jane Austen era una nichilista terribile.

Troppe letture superficiali hanno condannato la Austen al ruolo di scrittrice di romanzi d’amore. E anche in Orgoglio e Pregiudizio, la sua opera più famosa, così come negli altri romanzi pubblicati in vita, la satira è onnipresente ma molto più sottile, meno scoperta.

Non era cominciato così. Jane Austen da giovanissima non aveva rispetto per niente. Rideva impietosa di tutto, pur conducendo una vita rispettosa delle convenzioni. L’abbazia di Northanger, pubblicato postumo nel 1818 ma scritto anni prima, è l’ultima forma di satira prima dei romanzi “adulti”, e ne presenta già le caratteristiche: un’eroina femminile, un eroe maschile abbiente, altri personaggi più o meno ridicoli di contorno, un matrimonio finale per mettere al sicuro le questioni economiche e di rango oltre che quelle del cuore. Ma si avverte chiaramente un voler ridicolizzare, in questo caso la moda di allora per i romanzi gotici e la loro struttura: l’eroina Catherine viene descritta come una ragazza che si fa decisamente troppo influenzare dai romanzi, e questo avrà conseguenze pratiche poco piacevoli nella sua vita.

Sanditon è l’estremo della satira. Non c’è abbastanza spazio qui per fare tutti i paragoni con i juvenilia, anzi così sarete forse più spronati a leggerli, vi basti sapere che la causticità della giovinezza è tornata in grande pompa. Inoltre, manca una vera eroina femminile: Charlotte è quasi semplicemente uno sguardo assennato, un punto di vista per criticare maggiormente la follia e l’insulsaggine degli altri personaggi.

Un minimo di trama: Mr Parker, un facoltoso trentacinquenne dotato di più soldi e immaginazione che giudizio, si è messo in società con una gretta e spilorcia lady Denham, che ha fatto fortuna seppellendo due mariti e che ha ora una pletora di parenti assiepati intorno, che sperano di figurare nel testamento. Lo scopo dei due è far fiorire e fruttare la cittadina balneare di Sanditon. Mr Parker era venuto a conoscenza in modo fortuito (e comico di per sé) all’inizio del racconto con la famiglia Heywood, e aveva portato in visita a Sanditon la loro figlia ventiduenne Charlotte. Si accenna a un fratello assennato, per il solo motivo che si fa beffe costanti di quest'ultimo via lettera, e si immagina come potrebbe essere lui il destinato ad essere l'eroe positivo e sensato del romanzo: è ricco, e Charlotte è povera, quindi ciò è ulteriore motivo di certezza sulla loro unione. Ma fa in tempo a comparire solo per poche righe, quasi beffarde nella loro mancanza di significato.
Mi diverto quindi a pensare, contro le probabilità, che anche Sidney non sarà un buon partito per Charlotte, che il matrimonio non conterà nulla e che si penserà solo a lasciare spazio alle insulsaggini di Parker e lady Denham e ai loro altri parenti stretti, come il fratello minore e le sorelle Parker, terribili ipocondriaci e nevrotici dalla salute eccellente, o il nipote di lady Denham, che come la Catherine de L'abbazia di Northanger legge troppi romanzi, questa volta di genere sentimentale e che quindi vuole diventare un tenebroso seduttore.

Tutti parlano in Sanditon, a vanvera per lo più, aumentando gli effetti comici per i contrasti con le loro autentiche personalità, contrasti a volte davvero così forti da sembrare quasi caricaturali. Ma soprattutto parla Jane Austen: che si diverte in modo micidiale a combattere la malattia e la paura della morte con un ritorno al suo sé più autentico: non si tratta infatti di una regressione alla gioventù, ma di una estrema maturità: la sofferenza la rivela per come veramente fosse, e l’indubbia rabbia per la sua situazione fa la punta ancora più acuminata al pungiglione del suo genio: non a caso qui i più sciocchi credono di avere malattie inesistenti mentre lei sta morendo tra dolori atroci, non a caso i ricchi sono volgari e avidi mentre lei ha avuto problemi economici per tutta la vita…

In conclusione, Sanditon è una piccola delizia, ancora più deliziosa perché incompiuta. Qualche autore minore in ogni senso ha avuto il coraggio di “finirlo”, in realtà facendo danno ai lettori non solo perché incapace di cogliere il genio dell’autrice originale, ma anche perché privandoli del piacere, come già accennavo prima, dell’immaginare svolgimenti e finali del tutto fuori dal canone, e dell’immaginare di starsene in un angolo con Jane a puntare il dito sulla gente e sghignazzare.

[La voce narrante di seguito è un personaggio fittizio, così come tutti gli altri personaggi che interagiscono nel breve intreccio che segue. Gli episodi sono frutto della mia fantasia, senza alcun legame con la realtà, pertanto rilassatevi e godete di questo chupito. Se è la prima volta che vi imbattete in questa rubrica e vi appassiona la parte romanzata, vi invitiamo a seguirla dal suo primo capitolo che potete trovare qui]

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