Sei di Corvi & Il Regno Corrotto - Recensione (SPOILER FREE)

Era dal 2015 che la aspettavamo in Italia e finalmente, l'anno scorso, Mondadori ci ha fatto la sorpresa: una delle duologie di maggior successo degli ultimi anni è sbarcata sullo stivale. Dopo anni di attesa Six of Crows Crooked Kingdom approdano in Italia come Sei di Corvi Il Regno Corrotto tradotti da Fabio Paracchini e Lorenza Pellegri, a qualche mese di distanza l'uno dall'altro per la gioia dei suoi lettori. La duologia Sei di Corvi è un romanzo fantasy per ragazzi ambientato nell'universo Grisha, scritto da Leigh Bardugo, autrice nata a Gerusalemme e cresciuta a Los Angeles. L'universo Grisha è un mondo creato ad hoc dall'autrice, nel quale sono ambientati gran parte dei suoi romanzi e racconti. La storia narrata nella duologia di Sei di Corvi è successiva alle vicende raccontate nella cosiddetta Grisha trilogy (composta da Shadow and BoneSiege and Storm Ruin and Rising), ma può essere tranquillamente letta anche senza aver prima letto la trilogia, che tra l'altro non è ancora stata tradotta in italiano (ma di cui sta per uscire una serie per Netflix).

 

La Grisha Trilogy

 

WORLDBUILDING

La storia inizia a Ketterdam, una città caotica, per la quale l'autrice ammette di essersi ispirata ad Amsterdam. E come Amsterdam anche Ketterdam ha un porto, fondamentale per i commerci dei mercanti che di fatto governano la città, è attraversata da canali e abbonda di case di piacere e sale per il gioco d'azzardo. La disparità tra ceti sociali è nettissima: da una parte appunto i ricchi mercanti che vivono in ville enormi e spesso gestiscono le case di piacere e i casinò, e dall'altra gli schiavi e i servitori che lavorano per tirare a campare: il tutto per dare vita ad una città che vive di turismo e commercio. Ketterdam risulta una città sudicia, puzzolente a causa del porto e delle attività commerciali, metafora della pressoché inesistente etica dei mercanti, votati al profitto, alle truffe e agli inganni. I furti e le risse sono all'ordine del giorno, sia tra bande rivali spesso assoldate dai mercanti, che ai danni dei poveri turisti che vengono rapinati o truffati nelle sale da gioco.

 

La copertina di Sei di Corvi con alcuni oggetti essenziali della trama

 

In questo contesto si muovono anche i Grisha: esseri umani con particolari poteri che vanno dalla guarigione all'alchimia, dal piegare al proprio volere le forze della natura al modificare l'aspetto fisico o le emozioni delle persone. Nello stato in cui si trova Ketterdam, chiamato Kerch, la maggior parte dei Grisha vive alla stregua degli schiavi. Questi vengono impiegati infatti dai mercanti come loro dipendenti. Altri, proprio per non incorrere in questo triste destino, vivono nascosti e sopravvivono di espedienti. E non sono neppure quelli che se la passano peggio: nello stato di Fjerda, per esempio, ai Grisha viene data letteralmente la caccia, proprio come alle streghe durante il nostro Medioevo. In altri stati invece, come a Ravka, i Grisha sono rispettati e possono vivere dignitosamente, motivo per il quale la maggior parte di questi aspira a fuggire lì.

 

I continenti in cui è ambientata la duologia di Sei di Corvi

 

TRAMA E PERSONAGGI PRINCIPALI

Quello che turba questo già precario equilibrio è l'arrivo a Ketterdam di un carico di una strana sostanza chiamata jurda parem. Questa droga, se assunta da un Grisha, ne aumenta e ne distorce i poteri in maniera esponenziale e imprevedibile. Fin dal primo momento dunque iniziano svariati esperimenti a discapito dei Grisha per scoprire più precisamente che effetti e che ripercussioni provochi, con l'obiettivo di poterla impiegare nella migliore maniera possibile. Diversi personaggi quindi iniziano a sviluppare interesse per la sostanza per gli scopi più disparati. Un ricco mercante di Ketterdam in particolare, volendo preservare l'equilibrio commerciale della città e del mondo intero, vorrebbe evitare che la formula della jurda parem trapelasse. Lo scienziato che l'ha creata però si trova nello stato di Fjerda, nel carcere chiamato Corte di Ghiaccio. La prigione è nota a tutti per essere la più sicura del continente. Il piano del mercante è quello di far evadere lo scienziato senza infangare la sua propria reputazione e senza entrare in aperto conflitto con i fjerdiani. Per questo affiderà la missione a Kaz Brekker.

Kaz è noto a tutti a Ketterdam per essere uno dei ladri e truffatori più abili della città. Fa parte di una gang, chiamata gli Scarti, votata alle rapine e alle truffe. Per Kaz nessuna serratura è un problema: le sue mani, costantemente inguantate, rapide e sfuggenti, fanno miracoli sia quando si tratta di gabbare un giocatore di carte sia quando si tratta di aprire una qualsiasi serratura. Caustico nel fare battute, è estremamente pragmatico e spietato e ha molta difficoltà ad esternare i propri sentimenti ed emozioni. Purtroppo è zoppo a causa di una brutta caduta e per questo utilizza un bastone che all'occorrenza diventa un'arma letale.

Kaz stipula quindi un accordo col mercante e, in cambio di una enorme somma di denaro, accetta di introdursi alla Corte di Ghiaccio, liberare lo scienziato e riportarlo sano e salvo a Ketterdam. Per portare a termine il colpo, Kaz decide di assoldare una banda di malviventi composta da altri cinque membri:

Inej Ghafa è un'ex acrobata e abilissima spia. Viene anche chiamata Spettro proprio per la sua abilità formidabile a muoversi senza farsi notare e senza fare rumore, a nascondersi nell'ombra e ad arrampicarsi e introdursi dappertutto. Inej ha un passato molto doloroso: è stata rapita dal carrozzone del circo dei suoi genitori per poi essere impiegata a Ketterdam in una casa di piacere. È proprio Kaz che la libera pagando un riscatto col fine di arruolarla nella banda degli Scarti. Inej è un personaggio estremamente intelligente e devoto alla causa. È sempre pronta a sacrificarsi affinché tutto vada secondo i piani. Tuttavia è spesso pervasa dai sensi di colpa per la strada intrapresa;

Jesper Fahey è un tiratore infallibile con il vizio del gioco d'azzardo. Si è trasferito a Ketterdam per frequentare l'università, ma poco dopo ha sperperato tutti i risparmi di famiglia nel gioco. Rimanendo invischiato in dinamiche tipiche dei bassifondi ed essendosi indebitato fino al collo, decide di entrare a far parte degli Scarti. Jesper è il personaggio più giocondo della banda. Ha sempre la battuta pronta, si diverte costantemente a fare ciò che fa. Ha un'attitudine positiva nei confronti della vita ed è quasi sempre solare;

Nina Zenik è una Grisha proveniente da Ravka, impiegata a Ketterdam in una casa di piacere proprio per le sue doti magiche: Nina infatti non ha rapporti sessuali con i clienti, ma provvede a modificare le loro emozioni semplicemente toccando loro la fronte e la nuca. Nina è un personaggio molto emotivo e non ha paura di mostrarlo. È sfacciata, romantica ed estroversa. Non è una di quelle persone che passano inosservate, anzi è tutto il contrario: è affascinante, sensuale e sa di esserlo;

Matthias Helvar è un ex soldato di Fjerda recluso nel carcere di Kerch per colpa di Nina. È un ragazzo esteticamente molto bello e muscoloso. La sua militanza nell'esercito lo ha segnato nel profondo: Matthias incarna tutti gli ideali della sua cultura ed è un fedele devoto della divinità venerata a Fjerda. Sembra che nulla possa smuoverlo dalle sue convinzioni;

Wylan Van Eck è un ricco giovane scappato di casa e dotato di un certo talento per la fabbricazione di esplosivi. Essendo cresciuto negli agi, nonostante le angherie del padre, Wylan non si muove spigliatamente nei bassifondi di Ketterdam. È spesso preso in giro dagli Scarti e per questo (e per il trattamento ricevuto dalla famiglia) non crede assolutamente in se stesso. È tremendamente insicuro nonostante le grandi doti che possiede, il suo lato raffinato fa a pugni con le situazioni in cui si ritrova. È molto sensibile, arrossisce al minimo complimento e risulta essere quello un po' più infantile, canzonato bonariamente dai compagni.

La banda così assortita lascia Ketterdam per tentare quella che sembra una missione impossibile.

 

Il motto degli Scarti prima di ogni missione

 

STILE E RITMO

Lo stile adottato dalla Bardugo è estremamente accattivante. Ogni capitolo è raccontato dal punto di vista di uno dei sei personaggi principali o da altri personaggi importanti per la trama. Il lessico è semplice e scorrevole, senza per questo tralasciare nulla. Le descrizioni sono dettagliate, ma mai lunghe o noiose. La caratterizzazione dei personaggi è formidabile, nonostante ad alcuni venga lasciato più spazio che ad altri. Con l'evolversi della storia impariamo a conoscerli sempre meglio, ne comprendiamo i modi di pensare e di agire. Nonostante la loro condotta, non possiamo che affezionarci e giustificare le loro azioni. Il bene e il male non sono così separati, ma si mescolano nei personaggi rendendoli tremendamente umani. Ognuno di loro ha i suoi demoni interiori da affrontare che influenzano non poco le loro azioni. Inserendo dei personaggi del genere, in costante evoluzione e spesso costretti a fare i conti con i propri mostri che non li lasciano agire come vorrebbero, in una trama ricca di eventi inaspettati, l'autrice dà vita ad una storia in cui le caratteristiche del romanzo character-driven e del romanzo plot-driven sono in equilibrio perfetto e si fondono l'uno nell'altro. I personaggi devono sì perseguire degli obiettivi, ma al contempo le loro azioni sono determinate dal loro modo di essere, dettato dal loro passato e dai loro traumi.

Il ritmo è incalzante fin dalla prima pagina. La vicenda inizia quasi in medias res. Ci sono giusto un paio di pagine che descrivono la situazione iniziale e poi si è catapultati nell'azione. Gli avvenimenti si susseguono rapidi, si intrecciano gli uni con gli altri e non appena iniziano a sbrogliarsi succede qualcosa che li ingarbuglia ancora di più. I colpi di scena sono frequenti e inaspettati e, a mio avviso, studiati perfettamente. Proprio questi tengono il lettore incollato alle pagine e non gli lasciano tirare mai un sospiro di sollievo. Non si sa mai cosa aspettarsi, quando sembra andare tutto liscio ci si preoccupa che possa accadere proprio quello che si teme, si è costantemente col fiato sospeso con la paura che qualcosa di tremendo stia per avvenire. Il ritmo rallenta leggermente ne Il Regno Corrotto, in cui l'approfondimento psicologico dei personaggi viene investigato ulteriormente, ma nonostante questo l'azione ovviamente non manca.

La copertina dell'edizione italiana de Il Regno Corrotto

LE TEMATICHE

Le tematiche affrontate sono molte, dalle più banali alle più profonde. In nessun caso sono affrontate in maniera paternalistica: la Bardugo non vuole dare consigli, commiserare e neppure sminuire i problemi che emergono, ma si limita a descriverli, inglobarli nella trama come parte integrante del vissuto e del carattere dei personaggi. E dunque si parla di un handicap fisico come la claudicazione di Kaz. Viene descritto in maniera magistrale il suo disturbo post-traumatico e come questo influenzi la sua vita quotidiana. Si parla di minoranze discriminate e perseguitate. Si parla della dipendenza dal gioco d'azzardo e dalle droghe, del tema dell'abbandono, della difficoltà ad esternare i propri sentimenti per paura o vergogna. Del senso di colpa per quello che si è diventati e della possibilità di redenzione. Un altro tema importante è poi il problema dei limiti che una determinata cultura o una religione inculca a chi vi appartiene e della difficoltà di fare propri altri punti di vista. E nulla di tutto questo è affrontato da un punto di vista didattico. È semplicemente un dire "guardate che queste cose esistono, sono sotto gli occhi di tutti costantemente e dunque non ha senso trascurarle nello scrivere una storia".

Un altro tema curioso che emerge è l'attaccamento alla vita. All'inizio delle vicende i personaggi accettano di intraprendere la missione proprio perché nessuno ha più nulla da perdere. Sembra che la vita abbia regalato ai membri della banda solo tanta sofferenza e frustrazione. È proprio in preda a questa sorta di disperazione che decidono di tentare il colpo, mettendo a repentaglio le loro vite a cui non tengono più nemmeno loro stessi. Ed è proprio grazie a questa scelta che, durante le loro mille peripezie, si renderanno conto di quanto in realtà siano ancora attaccati alla vita, alla quale si avvinghiano con le unghie e con i denti, per difendere i nuovi valori e i nuovi affetti che nel frattempo sono sbocciati. In questo senso Sei di Corvi si configura quasi come un moderno romanzo picaresco, in cui i personaggi evolvono e maturano.

Infine, all'interno della storia, sono rappresentate tutte quelle minoranze che di solito nei fantasy occidentali per ragazzi vengono dimenticate: ci sono personaggi di colore, amori omosessuali, personaggi perseguitati perché appartenenti a minoranze considerate pericolose. E credo che questo sia importante, soprattutto in una serie per adolescenti come questa, perché tutte queste categorie (passatemi il termine) fanno parte della quotidianità di ogni lettore, ma poi, guarda caso, i personaggi principali sono sempre tutti bianchi caucasici etero, bellissimi e bravissimi.

 

LA SAGA DI SEI DI CORVI FA PER VOI?

Se vi piace il genere fantasy young adult è difficile che non vi piaccia Sei di Corvi. La trama è a dir poco avvincente. I pezzi del puzzle sono rovesciati sul tavolo fin dalle prime pagine, si mescolano, vanno a posto, vengono rimescolati nuovamente, e alla fine non ne rimarrà neppure uno fuori posto. I colpi di scena si susseguono uno dopo l'altro. Chiunque inizi a leggere non riuscirà a scollarsi facilmente. I personaggi sono caratterizzati in maniera impeccabile e a loro ci si affeziona subito. Proprio per questo, anche una volta terminata la lettura, rimarranno nei vostri pensieri a lungo e vi ritroverete spesso a fare paragoni tra loro e i personaggi delle vostre letture successive. Ovviamente bisogna fare i conti con il genere: nel suo genere, ovvero il fantasy young adult, penso che la saga di Sei di Corvi sia estremamente valida per i motivi suddetti. Va da sé che deve piacere il genere. Anche se non fate parte del target a cui si rivolge l'autrice (come me d'altronde) non è escluso tuttavia che questa saga vi farà impazzire e saltare sul divano comunque. Il mio consiglio spassionato? Datele assolutamente una chance se siete amanti del fantasy per ragazzi: non ve ne pentirete.

 

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