Sense8 - Addio la privacy

Siamo connessi? O posso tranquillamente farmi gli affari miei? Posso andare in bagno tranquillo? Sai che mi blocco se c'è qualcuno con me!
Questo senso di angoscia mi è nato dopo aver visto Sense8, una serie televisiva di fantascienza in esclusiva Netflix creata da Lana e Lilly Wachowski con J. Michael Straczynski (usano tutti il metodo Stanislavskij, musiche di Stravinskij e gol di Nestorovski).

Sense8 parla di 8 (ma va?!) persone di diversa estrazione sociale, morale, cultura e orientamento sessuale, i quali, durante  il primo episodio (quindi è uno spoiler legerissimo) si ritrovano a vivere esperienze reciproche dopo che una donna si è suicidata. Nessuno di loro sa chi sia questa donna, ma tutti riescono a scorgerla vedendola come un fantasma, ognuno dal proprio paese (e sì, vivono anche in diverse zone del mondo). Dopo questa visione gli otto si connettono tra di loro, vivono esperienze extra sensoriali, si parlano e si comprendono pur usando lingue diverse. Ovviamente questo potere non funziona "a comando" e di conseguenza può capitare che si incontrano in momenti non adatti anzi, visto che si tratta di una serie e deve intrattenere, la maggior parte dei momenti sono inadatti.

Facciamo così la conoscenza dei nostri telepati, ovvero: Capheus chiamato anche Van Damme o Van Damn, autista di autobus di Nairobi, Sun Bad donna d'affari koreana esperta in arti marziali, Nomi Marks hacker transgender (che assomiglia terribilmente a una mia amica e ciò mi ha confuso non poco) di San Francisco, Kala Dandekar chimica di Mumbai, Riley Blue dj islandese che vive a Londra, Wolfgang Bogdanow scassinatore professionista di Berlino, Lito Rodriguez celebre attore omosessuale di Città del Messico e Will Gorski poliziotto di Chicago. Come in ogni serie e film dove ci sono personaggi dai poteri sovrannaturali, c'è un cattivo ricco, pieno di risorse e che ha dalla sua parte anche le forze dell'ordine; naturalmente non ci è dato sapere come abbia fatto ad acquisire tanto potere, tanti soldi etc etc. In Sense8 il nostro antagonista si chiama Whispers.

Fatte le giuste presentazioni è arrivato il momento di parlare di Sense8; questa serie tv è sicuramente spiazzante, infatti è zeppa di lacune ma non perché è stata sviluppata male ma, semplicemente, perché le motivazioni non sono rilevanti. Infatti Sense8 è più profondo di quello che può apparire, mascherato bene in un prodotto tipicamente action. Non è presente una vera e propria indagine del perché esistono persone con questi poteri, ma tutta la storia si incentra sull'accettazione e su un mistero molto più ampio: la connessione che si hanno con altre persone. Se non mi sono spiegato, possiamo dire che il nodo non è l'elemento fantascientifico, ma lo è l'individuo. Infatti si può leggere tra le righe molto della biografia delle (adesso) sorelle Wachowski: a partire dal loro cambiamento che viene (suppongo) descritto in maniera davvero eccezionale dalla vita di Lito, l'attore Messicano che essendo una persona di successo, deve nascondere la sua sessualità fingendo di uscire con donne bellissime per salvaguardare il rapporto amoroso con un professore universitario, e dalla vita di Nomi, transgender (come le sorelle) attivista per i diritti LGBT.

Oltre a tutto questo, Sense8 è costellato da citazioni autoreferenziali dei due registi, da MatrixJupiter Ascending, ma probabilmente con Sense8 sono riusciti a risollevare le dinamiche che avevano tentato di raccontare con Cloud Atlas, come si denota costantemente  tramite i dialoghi o addirittura con piccoli escamotage gustosi, che i più attenti avranno notato.
Sense8, in conclusione, è un ottimo lavoro ma potrebbe non piacere perché da dei presupposti forvianti, e per gli amanti del "solo azione" una serie del genere può risultare fastidiosa, ma per chi riesce ad affacciarsi a più generi notando la vera trama nascosta lo apprezzerà sicuramente. Ovviamente bisogna davvero voltare lo sguardo in alcuni casi, perché i buchi di trama si sentono, ma provate voi a fare un film (una serie) dalle estetiche e dal ritmo tipicamente action , che in realtà action non è, ma è un racconto intimo e sensibile. Insomma il risultato è una serie dalle tematiche tipiche dei pipponi filosofeggianti, ma che riesce a non farti sbadigliare perché c'è un costante scandalo, un esplosione, un mistero o un pestaggio.

Ora posso andare in bagno?

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