"Il serpente dell'Essex" di Sarah Perry

Nella lunga storia della letteratura mondiale, ci sono stati dei periodi e dei luoghi di maggior fioritura di un genere letterario. Per quello che riguarda il romanzo, uno di questi è stata sicuramente l’Inghilterra del 1800, nella cosiddetta epoca vittoriana, che prende il nome dalla regina regnante in quel periodo, Vittoria appunto, il cui regno fu uno dei più longevi della storia del paese, dal 1837 al 1901. Molte delle opere più famose della letteratura inglese, che leggiamo ancora oggi come esempi di classici, furono scritte proprio in questo periodo; Charles Dickens, Bram Stoker, Robert Louis Stevenson e George Eliot sono solo alcuni dei nomi degli illustri autori che in questo periodo storico contribuirono a creare un vero e proprio canone. Infatti, venne coniato il termine romanzo vittoriano, che indica lo stile letterario perseguito nell’epoca. Non ci deve stupire, quindi, come molti scrittori contemporanei abbiano cercato di ricreare questa atmosfera così magica e particolare. Uno dei più riusciti, a mio parere, è un romanzo recentissimo, pubblicato proprio quest’anno, e scritto dall’autrice Sarah Perry: “Il serpente dell’Essex”.

Londra, fine del XIX secolo. Cora Seaborne è una giovane donna che ha appena perso il ricco marito. Pur essendo vedova e madre del piccolo Francis, Cora non ci pare addolorata, anzi. Finalmente libera dal vincolo del matrimonio può finalmente dedicarsi alla sua passione, la ricerca di fossili, sulle tracce di alcune illustri scienziate che hanno appena iniziato a fare capolino nella scena mondiale. Così parte con il figlio Francis e l’amica/governante Martha per l’Essex, una regione in cui sembra potrà fare dei ritrovamenti interessanti. Nella cittadina di Colchester si imbatterà per la prima volta nella leggenda del serpente dell’Essex, un mitologico rettile simile ad un drago che vivrebbe nel fiume Blackwater. Alcuni avvenimenti particolarmente strani dell’ultimo periodo hanno fatto credere agli abitanti della zona che il mostro sia tornato, scatenando il panico e la superstizione. Contro questi ultimi lotta il pastore del luogo, William Ransome. I destini dei due personaggi si incroceranno, portando entrambi a ricredersi sulle loro convinzioni e creando un particolare rapporto di amicizia/amore.

Una delle tematiche centrali dell’opera è il rapporto tra religione e scienza e come queste due componenti possono coesistere. La stessa autrice, cresciuta nell’Essex da una famiglia battista e profondamente credente, ha spesso raccontato come l’ispirazione per il romanzo sia nata proprio dal conflitto interiore che lei più volte ha vissuto. La scelta del periodo storico, la fine dell’800 quando iniziavano a farsi largo le teorie sull’evoluzionismo di Darwin, ha reso l’argomento ancora più significativo; il diffuso interessa per le scienze naturali dell’epoca ha inoltre una particolare importanza per quello che riguarda il serpente, una leggenda risalente al XVII secolo, riproposta duecento anni dopo, con risultati particolarmente interessanti. In ultimo, ma non meno fondamentale, l’emancipazione femminile gioca un ruolo centrale nella storia: sia Cora, la protagonista scienziata e ricercatrice, che Martha, emblema della donna politicamente attiva, appassionata delle teorie di Marx, sono due ottimi esempi di come in quel periodo le donne fossero molto più che angeli del focolare.

Sarah Perry, Il serpente dell’Essex, Neri Pozza, 2017

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