Shigurui – Death Frenzy: morti frenetiche al lento ritmo dei samurai

Esiste un universo parallelo dove i samurai sono considerati degli sfigati. Fortunatamente non è il nostro caso. Shigurui è un cartone giapponese che narra di formidabili guerrieri con katana, vendette personali, donne nude, tradimenti, tecniche di combattimento e soprattutto donne nude.

Takayuki Yamaguchi è l’ideatore della storia originale, pubblicata su una serie manga di 15 volumi conclusasi nel 2010. Io vi parlerò dell’adattamento anime che mi è stato da poco suggerito dal caro collega nastorixiano Andrea, che ringrazio vivamente. Visti i contenuti della trama così avvincente e violenta (e con le donne nude, se non si era capito) molto probabilmente passerò a leggermi anche il cartaceo non animato.

Gennosuke Fujiki, che non è il marito di Fujiko della serie Lupin III, è un allievo del dojo di Kogan Iwamoto. Se avete letto quest’ultima frase senza biascicare vi faccio un applauso. Non mi perdo in dettagli sul fatto che il dojo non è un Pokemon, tanto sapete bene a cosa mi riferisco. Nella scuola del maestro Kogan arriva un nuovo allievo, un certo Seigen Irako che si fa beffa della tecnica del nostro Fujiki, spaccandogli anche un paio di dita. Il secondo in comando, il gigantesco Gonzaemon Ushimata prende le difese e sfida Irako, mostrandogli una parte della tecnica insegnata nel loro dojo. Irako spaventato a morte chiede umilmente di essere preso come allievo, con l’ambizione di voler arrivare oltre tutto e tutti.

Vi ho raccontato del cartone da un punto di vista cronologico, seppur il vero inizio della storia parta diversi anni dopo, quando Fujiki e Irako si trovano a sfidarsi in un duello mortale per la gioia del signore feudale (chiamati Daimyo). Tutta la serie si svolgerà poi come un flashback, ripercorrendo il loro primo scontro, i loro allenamenti insieme e le loro tecniche di spada. Oltre che le donne nude, che ormai avrete capito essere piuttosto presenti.

Questo cartone può sembrare lento, molto lento. Classici paesaggi soleggiati con cicale in sottofondo, meditazioni, allenamenti calligrafici nella sabbia (i famosi kanji) e scene che spesso sono difficili da comprendere possono portare a pensare che questo cartone sia una palla filosofica che solo chi ha studiato cultura giapponese può capire. Diciamo che chi ha di questi studi alle spalle è avvantaggiato, ma se da un lato può essere lento, dall’altro i combattimenti sono una bomba. Violenza senza pudore: arti smembrati, teste che volano, dita che non stanno attaccate alle mani e un po’ di sano bondage. Perché, si sa, ci sono anche donne nude in questa serie.

Dai grandi maestri di spada in stato di demenza a pugni che frantumano crani, dalle facce buffe di chi è appena stato tagliato a metà alle teste mozzate usate come particolari trofei di caccia, dalle donne nude ai capezzoli strappati a mani nude, Shigurui è l’anime che vi catturerà per la crudeltà e la fantasia. Oltre che, da un punto di vista scientifico, è interessante vedere come è fatto un essere umano all’interno, senza per forza andare al museo dei corpi plastinati.

12 episodi, circa 20 minuti ad episodio, ambientato oltre 400 anni fa e migliaia di arti e teste sezionate con cura. Insomma, un cartone e un manga da scoprire per chi non l’ha ancora fatto.

Sconsigliato a chi non porta rispetto al proprio Sensei.

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