SIATE PAZIENTI SU BUFALE MEDICHE & CO.

Mi alzo presto anche se è lunedì e c’è il ponte del 2 giugno. Scorro velocemente la mia bacheca facebook: elezioni, elezioni e ancora elezioni. Poi l’occhio mi cade sulla sconvolgente notizia: la causa principale del cancro fu scoperta nel 1931 ma nessuno vi ha mai detto qual è. La scoperta è stata fatta, secondo l’articolo, dallo scienziato tedesco Otto Heinrich Warburg, che ha pure vinto un Nobel per aver deciso che (sintetizzo) “le sostanze acide respingono ossigeno, a differenza delle alcaline che attirano ossigeno. Tutte le cellule normali hanno il bisogno assoluto di ossigeno, ma le cellule tumorali possono vivere senza di esso. Le cellule tumorali sono anaerobiche (non respirano ossigeno) e non possono sopravvivere in presenza di alti livelli di ossigeno”.

Ho subito pensato che se così fosse basterebbe mangiare sei kg di bicarbonato al giorno e tutto tornerebbe nella norma. Poi però mi è tornata in mente di un’altra teoria, ben più recente, nota come teoria della montagna di merda che, sempre con la dovuta sintesi, sostiene che “se centomila scimmie battessero a casaccio su una tastiera (a patto che lo facciano abbastanza velocemente) finiranno per scrivere il miglior romanzo della storia.” In sostanza un idiota può produrre più disinformazione (merda) di quanto tu (competente) riesca a spalarne. Con i social network poi il fenomeno si è esteso così tanto che servirebbe un esercito di competenti, che però sono fortunatamente impegnati altrove, a cercare di agire concretamente piuttosto che usare il loro QI per rispondere a certe bufale. Sociologicamente parlando ci sono due aspetti da considerare in merito al fenomeno della montagna di merda. In primis la rabbia, sentimento umano legittimato e causato sicuramente dall’incapacità della scienza di dare risposte a tutto. Siamo abituati ormai ad avere a portata di mano ciò che desideriamo, e lo pretendiamo anche sulla salute. Quindi ci arrabbiamo con la scienza che crediamo non all’altezza. E come effetto otteniamo un sentimento collettivo: chi semina vento raccoglie tempesta, immaginatevi spargere semi di odio tra menti più o meno pensanti che sono terreno fertile. Va poi considerata anche una nuova sindrome che mi piace personalmente chiamare tuttologia: al giorno d’oggi, con internet a portata di click siamo tutti medici, veterinari, esperti di diete, specialisti di inquinamento e per questo ci sentiamo in diritto di condividere tutto, dal video della donna stuprata dagli alieni all’articolo su come mangiando sei kg di bicarbonato al giorno guarirebbe chiunque dal cancro.

Ma siccome parlare di tutto questo potrebbe aprire un ginepraio assurdo di leggende metropolitane e quanto altro, e io sono una semplice laureata in materie umanistiche, decido di lasciare la parola a un esperto, Salvo Di Grazia. Medico specialista in ginecologia ed ostetricia, da qualche anno si occupa anche di divulgazione scientifica e ha scritto anche un libro sulle cure truffaldine, sia appartenenti al mondo della medicina alternativa che di quella scientifica. Molto attivo a livello web con il blog Medbunker e una pagina Facebook, decido dunque di porgli qualche domanda per entrare meglio nel discorso relativo alla disinformazione medica.

Come mai parlare di cellule tumorali e ossigeno è errato?

In realtà non è errato ma corretto. Le cellule tumorali sono caratterizzate da una elevata “vitalità” (è questo che fa crescere il tumore e ne rende difficile la cura) e per riprodursi velocemente usano grandi quantità di ossigeno ed in contemporanea hanno bisogno di consumare molti zuccheri. Questa “ricerca” di energia rende l’ambiente tumorale acido, ovvero il suo pH si abbassa. Questo è un fenomeno basilare e conosciuto da decenni, tanto che il consumo di zucchero da parte delle cellule tumorali è usato anche per diagnosticare questa malattia con degli speciali macchinari. Il problema è che per “cambiare” il pH delle cellule tumorali dovremmo cambiare quello di tutto l’organismo e questo ci ucciderebbe, questo è un ostacolo serio alla cura del cancro.

Qual è secondo lei la più grande bufala scientifica mai divulgata?

Se parliamo in generale direi che l’omeopatia sia quella più diffusa e dura a morire. Spacciare per medicina una pratica ottocentesca che va contro la logica e le conoscenze scientifiche più elementari mi sembra sia una mancanza di rispetto per l’intelligenza umana. Nel campo dell’oncologia sono tantissime, la più recente da noi è il “metodo Stamina” ma da quando esiste l’uomo esistono le false medicine e le pozioni magiche, è un fenomeno storico, sociale e umano che non finirà mai. Se pensiamo che prima di Stamina in Italia si parlava di “metodo Di Bella” o “metodo Bonifacio” forse si può capire che non dimentichiamo gli errori del passato.

Come mai attualmente vi è la tendenza a divulgare informazioni scientifiche errate e talvolta fataliste?

Come ho detto prima, questa non è una tendenza attuale, esiste da sempre. Noi esseri umani abbiamo bisogno di sperare, di aggrapparci a qualcosa, ad un miracolo e, nel caso della malattia, siamo pronti a credere a qualsiasi cosa, la richiesta di miracolo produce venditori di illusioni. Quando un nostro caro è molto malato cerchiamo disperatamente una soluzione, ognuno di noi sa che consulterebbe pure uno stregone. Chi è da condannare non è il malato o chi lo assiste ma gli vende speranze inutili. Non troveremo mai un ciarlatano che regala la sua cura (a volte lo dicono ma non è così), il ciarlatano pensa solo al suo portafogli e sa che ci sarà sempre un ingenuo o un disperato pronto a riempirglielo

Nello specifico, come vede un medico il divagare di diagnosi fai da te? Crede che questo abbia un impatto sulla salute effettiva della persona? E sul sistema sanitario?

È semplicemente un gesto pericoloso. In molti credono che internet sia una soluzione per ogni problema e non sanno distinguere una notizia vera da una falsa. Internet è un mezzo, bisogna saperlo usare e se può essere utile per ottenere informazioni o meglio ancora per entrare in contatto con chi ha il nostro stesso problema, può diventare un pericolo quando si cercano rimedi per la salute. Non è solo la presenza di truffatori in rete a preoccupare ma anche il fatto che le risposte che si trovano sul web sono per ovvi motivi “generali”, superficiali e non possono essere adatte al singolo. Oltre agli effetti negativi sulle persone può esserci un effetto sulla sanità nazionale, in molti, dopo aver provato il “fai da te”, si rivolgono alle strutture pubbliche per risolvere una situazione che poteva essere risolta in maniera più veloce, economica ed efficace.

Seguendo la teoria che vede come arma contro la disinformazione una risposta autorevole e preparata, crede che la sua presenza online possa essere una vera soluzione oppure teme che i suoi contenuti vengano letti soltanto da persone attualmente già informate?

Questo era anche il mio timore ma posso dire che non è così. Ricevo tantissimi messaggi che testimoniano come chi è davvero alla ricerca di una risposta e di informazione corretta (molti genitori, persone con malattie, parenti di malati) preferisce un’informazione sincera, onesta e scientifica rispetto a quella chiassosa, superficiale e pericolosa che si può trovare su internet. Molte mamme mi ringraziano per le informazioni sui vaccini, ho aiutato persone in difficoltà a trovare una diagnosi per i loro cari e qualcuno mi ha testimoniato come, grazie all’informazione corretta (che naturalmente non faccio solo io), abbia evitato di cadere nelle grinfie di ciarlatani senza scrupoli. È già un grande successo.

Alla luce di ciò, ha un’idea personale su come questo fenomeno della disinformazione scientifica possa essere quantomeno arginato?

Prima di tutto proprio con l’informazione corretta e poi con la collaborazione delle istituzioni. Non dimentichiamo infatti che la maggioranza di coloro che fanno informazione su internet in tema di salute, lo fanno in maniera volontaria e gratuita. Spesso le istituzioni sottovalutano un fenomeno che non solo danneggia il cittadino ma, indirettamente, anche la salute pubblica, si pensi semplicemente alle campagne antivaccino, un rischio per tutti noi, ecco, se lo stato facesse solo un decimo di quanto fanno i “volontari” del web sarebbe un bel regalo, per tutti.

In conclusione, lei ha pubblicato un libro “Salute e bugie”: a chi si sente di consigliarlo e perché.

Sicuramente a chi cerca informazioni su come i ciarlatani attirano gli ingenui ed a chi è curioso di conoscere il fenomeno “storico” e sociale. Noterà come le truffe sulla salute non sono un fenomeno nato con internet e soprattutto come non siano solo i ciarlatani ad imbrogliare i cittadini ma anche rispettabili aziende farmaceutiche. Io lo definirei un manuale della ciarlataneria indicato soprattutto a chi non conosce questo mondo e le sue atrocità.

Non so voi, ma personalmente ancora un'idea su ossigeno, acidità e cancro non sono riuscita a farmela, ma di una cosa sono certa: dalla sindrome della tuttologia sono perfettamente guarita.

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