GUIDA PRATICA SU COME SOPRAVVIVERE IN HANGOVER

Alzi la mano chi di noi non si è mai svegliato maledicendosi per aver bevuto quella birra di troppo la sera prima. Ecco, testando la nostra risposta cervello – articolazione deduco di poter entrare nel vivo della faccenda: come si sopravvive a un hangover.

 

Prima di tutto mi diletto a descrivervi come mi sento generalmente io quando di vodka, la sera prima, non ne ho bevuta solo una in più, ma due tre quattro… ecco già ho perso il conto. Generalmente la canzone che ho scelto come sveglia mi piomba direttamente nel bellissimo sogno psichedelico che sto facendo, e lo tramuta in un incubo. Apro gli occhi, metaforicamente parlando, perché so che sono aperti ma vista la patina biancastra che li annebbia non vedo comunque un bel niente. Che forse è meglio, perché se vedessi, il mondo ancora starebbe girando. Mi dirigo in bagno, sperando che lavarmi il viso con l’acqua gelida aiuti il mio corpo ad ambientarsi in questa nuova dimensione spazio-temporale, anche semplicemente levandomi i residui di bava che mi ritrovo spalmati sulla guancia. Niente da fare, sono ancora nell’iperspazio. “Proviamo con il caffè” mi dico, ma non appena finisco la tazzina mi sale un ruttino, con quel retrogusto che “se l’avessi ordinato corretto sarebbe stato uguale”. Rassegnata, e con il mal di testa che sale, lentamente ma inesorabile, prendo i primi vestiti che mi capitano a tiro ed esco di casa.

Riproviamo con l’esperimento: ora, se vi ritrovate in quello che ho scritto, alzate di nuovo la mano. Bene, vedo che la risposta cervello – articolazione almeno l’avete ripresa.

La giornata che passo poi è semplice da immaginare: seimila caffè che quasi mi viene un attacco cardiaco e sembro fatta di cocaina perché rispondo malissimo a chiunque, dalle tre alle cinque tappe al bagno con la scusa “ieri ho mangiato giapponese, credo fosse avariato” e lo sguardo fisso sull’orologio del pc dove i secondi sembrano ore e l’orario di uscita prossimo alla pensione.

Ma visto che oggi non è uno di quei giorni, sarò magnanima e vi svelerò un segreto. Parlando dell’hangover con un mio amico inglese, ho capito che ne sapeva davvero molto più di me e quindi ho preso nota, studiato, ripassato e ancora ripassato fino a raggiungere il paradiso di chi vive nell’universo parallelo mantenendo il suo ologramma nella realtà.

Kit essenziale

regola 1: non mischiare. No, non sto parlando di non miscelare con la cannuccia il cocktail che avete tra le mani, semplicemente se bevete una cosa, continuate con quella. Alla regola 1 si aggiunge la regola 1 bis che vi consiglia di non partire con un Negroni all’aperitivo, o siete fottuti.

regola 2: bevete. “Grazie, dircelo prima no?” penserete. No, non parlo di alcol, ma di acqua. Per non so quale strana legge chimica bere acqua insieme all’alcol e dopo sembra che diluisca la concentrazione di etanolo nel sangue. Questo etanolo provoca in sostanza vasodilatazione, aumentando la sudorazione e inoltre vi fa fare più pipì. Bevendo acqua il vostro corpo non si deve sbattere troppo per regolare i liquidi sani al suo interno e quindi sicuramente la mattina dopo non ve la farà pagare per il falso allarme. (Nel link comunque ve lo spiega, leggetevelo se non vi ho convinti).

regola 3: fate colazione. Da evitarsi caffeina e teina che sono eccitanti per i motivi di cui sopra, la colazione ideale per i postumi è composta da: frutta o succo di frutta, pane, uova o semplicemente un toast. Non ci crederete, ma una volta superato lo scoglio del “oh mio dio devo vomitare” vi sentirete molto più energici. regola 3 bis: se proprio vomitate, chiamate in ufficio e dite che vi è morto un parente, drastico ma necessario.

regola 4: sali e integratori. Vi siete mai chiesti come mai in UK vadano tanto di moda le acque vitaminizzate e i preparati all’aloe? Semplice. Loro sì che sanno come gestire una sbornia. Quindi via libera durante il giorno a acqua e beveroni salini, che magari vi aumenteranno il metabolismo ma questo non farà altro che liberarvi dall’alcol in eccesso più velocemente e magari nel tardo pomeriggio riuscirete anche ad avere un aspetto tendente al sano. Redbull, Gatorade e affini sono sconsigliati, sempre per la caffeina nemica: andate di sali da farmacia e non rompete le balle che costano come un drink (che potevate non prendere ieri sera ma non potete avere moglie ubriaca e botte piena sia chiaro).

regola 5: zenzero. Non mi dilungo perché qui ne parlano molto meglio di me.

Kit opzionale

regola 6: riposate. Non vi sto dicendo di dormire tre ore sulla scrivania, anche se sarebbe bellissimo, ma semplicemente cercate di fare il minimo indispensabile. Appisolatevi in pausa pranzo, stendetevi su una panchina, tornate a casa e buttatevi in doccia e poi a letto. Se riusciste anche a dormire 8 ore tra la sbronza e il lavoro sarebbe il massimo, ma non raccontiamoci cazzate, se stiamo messi così ne abbiamo dormite al massimo 3.

regola 7: niente farmaci. Lo so che la testa vi esplode e compagnia bella, ma se potete fatene a meno, proprio perché il nostro amico fegato ha già abbastanza lavoro da fare. Se invece vi trovate come spesso capita a me ad un passo dal cavarvi le tempie con un trapano non vorrei fare pubblicità ma l’Oki in gocce funziona che è un portento.

regola 8:  mentite. Sin da piccoli siamo stati abituati a raccontare bugie ai nostri genitori per coprire le nostre bravate, ora che siamo adulti, saremo poi in grado di dire che i segni viola sotto agli occhi sono causati dal cane del vicino che non ha smesso di abbaiare e che quel pene disegnato sul braccio è in realtà un uomo col nasone disegnato dal nostro caro cuginetto di quattro anni mentre lo facevamo giocare la sera prima. regola 8 bis: se mentite, fatelo bene. Foto di pargoli sul telefono da mostrare subito dopo alla collega, informazioni sui peggiori sushi di Milano, “sono vestito come ieri perché mia sorella ha lasciato le chiavi nella toppa di casa e ho dormito da un amico”, video amatoriale di cane che ringhia con tanto di bava alla bocca e commento polemico di chiusura del tipo “e me l’avevano venduta come casa in un complesso tranquillo”.

Kit del me l’ha detto un amico

Questo ultimo kit non contiene regole ma una sola grande verità: non importa se il tuo amico ti dice che per farti passare i postumi ti devi svegliare bevendo di nuovo oppure mangiando costolette di maiale o ancora facendo trenta km di corsa all’indietro. Perché tutto questo funzionerà solo se siete Iron Man, ma non siete né un supereroe né state recitando in un film: questa è la vita vera, quel che c’era nel vostro bicchiere di ieri non era acqua ma gin, e nessun truccatore suonerà alla vostra porta alle 7 del mattino per rimettervi in sesto. Quindi rassegnatevi e tornare alla regola 1.

Credo di avervi detto tutto ciò che ho faticosamente appreso e compreso su come affrontare un hangover. Ho scritto più di milleduecento parole, si sono fatte le 13.00, quindi vogliate scusarmi, ma ho una bottiglia di Belvedere che mi aspetta in frigorifero.

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