South Park: il capolavoro eccelso.

Non sto esagerando. Volete botte? Eh?!
Scusate, scusate. È che sono piuttosto fanatico di questa serie. E ora sarà divertente parlarne cercando di non buttare giù un tomo. Perché tanto c’è da dire.

Come ad esempio che la mamma di Cartman, donna fin troppo facile e col vizietto del crack prende il suo nome dalla ex ragazza di uno dei due autori, dopo che lei l’ha tradito con un altro il giorno del matrimonio.

Oppure del fatto che sono stati minacciati dalla Jihad perché hanno parlato di Maometto. Due volte.

O ancora il caso del doppiatore di Chef, famoso cantautore soul facente parte del gruppo di Scientology che lasciò il cast di South Park dopo che fecero uscire l’episodio in cui si spiega la vera storia di questa assurda “religione”. E che poi loro abbiano montato un episodio dove Chef muore, utilizzando vecchi campioni vocali registrati in passato.

E di quella volta che i due autori, Trey Parker e Matt Stone sono andati alla premiazione degli Oscar in acido e vestiti come Jennifer Lopez e Gwyneth Paltrow.

Per non parlare del loro musical fuori a Broadway, The Book of Mormon.

Siccome quasi tutti conoscono questo cartone ed i loro geniali autori, vorrei saltare direttamente all’ultima stagione, finita giusto questo giovedì con il decimo episodio. È la 19esima stagione, che vuol dire 19 anni sulle spalle. E se si è già visto nella stagione precedente quanto siano diventati “adulti”, collegando tutti gli episodi tra loro, in quest’ultima hanno fatto molto di più. Come sempre hanno trattato singolarmente in ogni episodio temi d’attualità, dai commenti su internet alle moda del biologico, ma con una trama di fondo pensata fin dall’inizio.

A mio avviso una gran bella stagione, con riferimenti a film come Ex-machina e James Bond, riesce a far ridere con la sua solita sfacciataggine e l’esagerazione dei contenuti, mostrando sempre un lato geniale della comicità.

In questa stagione la città di South Park viene rivisitata completamente. Partendo dal primo episodio in cui viene sostituito il personaggio della preside Victoria con un palestrato platinato, P.C. Principal, il quale schiaffa in faccia ai cittadini che South Park è la città più denigrata al mondo. E lui è lì per cambiare questa cosa, per dare una speranza nuova alla città.

Ed è così che prende piede un’evoluzione bizzarra e diversa dalla solita routine della serie. Vengono aperti negozi e ristoranti alla moda, supermercati di prodotti biologici, vengono rivisitate zone malfamate e tutti vivono in un’aria più solidale, dove non si denigra più l’emarginato o il diverso.

Beh, tranne i Canadesi ovviamente.

Una città moderna, all’avanguardia. Molto più Sodosopa. No, scusate. Mi sono lasciato influenzare. Poi capirete, vedendola. Perché dovete vederla!

Vi lascio con una piccola perla, che seppur sia il finale di un episodio stupendo, è anche una delle mie canzoni preferite. È una dedica a tutti i cosiddetti critici che lasciano recensioni riguardo ristoranti su comunità come TripAdvisor o Yelp: http://southpark.cc.com/clips/jz0mty/the-yelper-special

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