“Southpaw - L’Ultima Sfida”

Sopravvissuto alla kermesse cinematografica nel Lido di Venezia - con relative proiezioni, file, accrediti, caos e conferenze stampa - spero di non deludere nessuno se rinvio, alla date di uscita nelle sale, le mie analisi sulle pellicole proiettate alla 72ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Pertanto, oggi desidero dedicare queste righe ad un film, il cui protagonista è un attore che ammetto di aver sottovalutato in passato, non avendolo compreso in pieno. Durante la visione di “Southpaw - L’ultima sfida”, invece, ho aperto gli occhi e mi sono reso conto di aver peccato di superficialità nei suoi confronti. Il fisico scolpito e muscoloso di Jake Gyllenhaal è la cornice nella quale l’attore costruisce un personaggio assolutamente esplosivo, così come Robert De Niro aveva fatto trentacinque anni fa in “Toro scatenato” di Martin Scorsese. Sebbene la storie siano del tutto diverse, la tecnica risulta davvero molto simile. Billy, un campione imbattuto dei pesi medio-massimi, mancino, dallo stile brutale ed aggressivo, ha una carriera al top, abita in una villa meravigliosa, è sposato con una donna bellissima ed ha una figlia piccola, Leyla, che lo circondano con il loro amore. Prima di abbandonare la boxe, come promesso alla moglie, un proiettile vagante la colpisce e la uccide. Così, la sua esistenza viene inaspettatamente sconvolta: la carriera finisce e Leyla è affidata ai servizi sociali. Billy deve trovare la bussola e la forza per ripartire da zero con l'aiuto ed il sostegno di un vecchio pugile. Solo i grandi attori sono in grado di rendere vari e differenti stati d’animo dello stesso personaggio in maniera convincente e inappellabile. E Gyllenhaal si qualifica come uno di questi! Nei mesi precedenti alle riprese egli si è impegnato in duri allenamenti per raggiungere gli obiettivi fisici, indispensabili per questo ruolo, ma la sua bravura va ben oltre. La regia di Antoine Fuqua - già apprezzata in “Training Day” (2001), “King Arthur” (2004), “Attacco al Potere” (2013) e “The Equalizer” (2014) -  si conferma particolare nel raccontare con asciuttezza e pathos le storie di personaggi al limite. Un meritato applauso va rivolto anche a Forest Whitaker ed a Naomie Harris, due coprotagonisti che contribuiscono a rendere la pellicola una gran bella pellicola. Questo è un periodo d’oro per Jake Gillenhall: nei prossimi giorni arriverà nelle sale “Everest” ed in autunno “Demolition”. Un anno ghiotto per tutte le sue fans o fans!!

Consigliato a: chi è per i film di due ore piene ed intense; chi ha amato colui che ha condiviso lo schermo con Heath Ledger ne “I segreti di Brokeback Mountain” (2005) di Ang Lee; chi apprezza meditare sugli insegnamenti ed i messaggi rilasciati dalle pellicole. Voto: 7.

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