Steins;Gate: travelling (in time) without moving

Ho volutamente lasciato il titolo in inglese per citare l’album dei Jamiroquai. Chi ha orecchie per il funky, funka. Invece chi ha orecchie per i viaggi nel tempo, temporeggi. Ma non troppo perché c’è sempre il rischio che Netflix tolga la serie prima che abbiate finito di vederla (come alle volte accade).

Steins;Gate non ha nulla a che vedere con i Jamiroquai, però c’entra coi viaggi nel tempo e centra in pieno l’obiettivo di attirare l’attenzione dei fan di fantascienza. Il cartone si ispira all’omonimo videogioco e, seppur sia generalmente contrario a questo genere di trasposizioni, nel caso specifico non posso che ammettere quanto sia figa questa serie. Innanzitutto il tema trattato, i viaggi nel tempo, è uno dei miei preferiti fin da quando Einstein è riuscito a scoprire la relatività fumando una pipa sull’autobus. Poi la mia passione per i salti nel tempo ha avuto un paio di picchi grazie a Marty McFly e Doc. Infine è arrivato Kurt Russell, ha preso a pugni degli alieni durante il periodo dei faraoni e da quel momento in avanti mi sono messo a studiare la fisica quantistica. Con scarsi risultati.

Su consiglio di un amico iniziai a vedere il primo episodio in uno stato di non totale lucidità. Questa cosa ha portato a farmi dimenticare di aver visto l’episodio e quando mi sono messo a vedere nuovamente la serie ero convinto che fosse la prima volta che mi accingevo a guardarla. Nello scorrere dell’episodio avevo come la sensazione di sapere cosa stava accadendo (chissà come mai…) e quindi ho sospettato di aver davvero viaggiato indietro nel tempo e di avere mantenuto il ricordo di quell’episodio. Vi posso giurare che per alcuni minuti ho davvero creduto ciò. Poi mi sono ricordato che faccio schifo e la mia memoria non è più quella di una volta, quindi ho realizzato l’accaduto: avevo DAVVERO viaggiato nel tempo! Grazie a qualche bicchiere di troppo.

Veniamo alla serie. Vedremo un gruppo di amici inventori che svilupperà il primo modello di macchina del tempo utilizzando un microonde e un cellulare. E fin qua nulla di assurdo, siccome il microonde di per sé è una macchina che funziona per magia nera. Siccome in un fornellino una persona intera non ci entra / si scioglie, l’unica cosa che i nostri eroi riescono a spedire nel passato è una mail. Pensate di ricevere una mail dal futuro con un messaggio che potrebbe alterare il corso degli eventi. Sono sicuro che a me è già successo più volte, solo che gli spam non li guardo mai. All’inizio potrà sembrare confusionale (detto da chi era convinto di aver viaggiato nel tempo solo per vedere questa serie), ma fidatevi che man mano si avanza con la storia si riesce a comprendere il quadro generale, arrivando a picchi di dramma che mi hanno portato a piangere non poco sulla seconda parte della serie. Tutto perfettamente collegato e volutamente citazionale, vedremo una lotta all’ultimo minuto tra i protagonisti e il SERN (o CERN, che dir si voglia) per lo sviluppo della macchina del tempo.

Storia ricca di eventi, con molteplici linee temporali, azione e TUTTURU a non finire. Se vi state chiedendo cos’è un TUTTURU vi posso solo dire di guardare la serie ed innamorarvi di tutti i personaggi. Steins;Gate è più di un semplice TUTTURU. Sono più TUTTURU concentrati e messi giù come se fossero un mega TUTTURU spaziotemporale. E come non citare i vari TUTTURU. La sigla stessa è talmente TUTTURU che spacca i culi.

Devo ammettere che però c’è almeno una nota negativa da mettere in risalto. I protagonisti amano bere la Dr. Pepper, la bevanda gasata dall’odore delle pastiglie degli orinatoi e dal sapore anche peggio. Ma forse perché “orinatoio” è una parola che suona tanto giapponese. Orinatoio-mas! Ah, giusto, la serie è tratta da un videogame giapponese, ergo è un anime. Come citavo prima, trovate l’intera serie di 25 episodi su Netflix. Per ora, siccome non è una serie originale Netflix. Quindi prima che rischi di sparire cercate di vedervela. Oppure potreste sempre chiedere a me che ho il potere di tornare indietro nel tempo di raccontarvela tutta, spoilerandovela alla grande. Tipo che c’è un episodio, il 23 per l’esattezza, che ha le due sigle leggermente diverse. Quell’episodio è stato rifatto in un’altra versione, come se fosse su una linea parallela della storia, con avvenimenti diversi, e da lì inizia un’altra serie, Steins;Gate 0. Questa però l’ho ancora in lista da vedere. Vi farò sapere.

Tutto a tempo debito.

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