Storia e ribellione: stronzi di oggi e vizi antichi

[Attenzione: La voce narrante di seguito è un personaggio fittizio, così come tutti gli altri personaggi che interagiscono nel breve intreccio che segue, tutti liberamente tratti da film cult. Gli episodi sono frutto della mia fantasia, senza alcun legame con la realtà, pertanto rilassatevi e godete di questo chupito. Se è la prima volta che vi imbattete in questa rubrica e vi appassiona la parte romanzata, vi invitiamo a seguirla dal suo primo capitolo che potete trovare qui]

Devo essere sincero, ancora oggi provo momenti di sconforto e scoramento che credevo potessero passare con l'agiatezza e quel sano egoismo tipico degli arricchiti; ovviamente non è così, intanto perché la natura umana è soggiogabile fino a un certo punto, poi tanto per essere maligno, io ci sguazzo e ci guadagno su questo malessere. Comunque, sono da Storix sorseggiando amarezza, quando la radio ci informa dello slittamento del decreto Cirinnà; purtroppo i commenti si sprecano come al solito, rasentando violenza e ignoranza tipica del cattolico medio, come se la negazione dei diritti fosse un dovere divino. Antico vizietto. Non entro nel merito della questione, ma cito i meno volgari: "Sti froci dimmerda" "Dovrebbero ammazzarli tutti" "Comunisti, froci lesbiche sono da mettere al rogo"; il più confuso recita "Meglio un figlio prete che un figlio frocio". Ora io non voglio certo elevarmi a voce universale, però sta gente dice quello che sente in tv, sono quelli del "Pray for Paris", quelli del "Delfino morto per colpa dei selfie", quelli che "L'Italia detiene il 70% del patrimonio artistico mondiale" quelli che la "Tradizione è importante" "L'Italia è uno Stato cattolico". Esatto, tutte bufale, eppure talmente radicate nell'informazione di massa che ormai è reale, e chi se ne frega che sia vero oppure no, a qualcosa bisogna pur aggrapparsi; leggere i classici, gli autori del Novecento, i capolavori del cinema, sono fatiche inutili e infatti in Italia esistono persone che non hanno mai letto un libro o sono mai entrate in un museo. Sono tanti, noi siamo la minoranza che cerca di reggere la baracca, evitando che i nuovi barbari ci riportino al medioevo delle indulgenze e delle inquisizioni, del Terzo Reich, del filo spinato e delle frontiere chiuse. Ah no, ormai ci siamo quasi. Dimenticavo questa foto.

Warren Richardson "Speranza per una nuova vita" foto vincitrice del World Press Photo edizione 2016

Insomma la memoria corta. La nostra cultura da brandire in difesa dei valori, contro chiunque sia minoranza, con la violenza tipica degli ignoranti. Eppure molti degli artisti che hanno rivoluzionato il Novecento erano in vita drogati, omosessuali, lesbiche, dissidenti, antifascisti, disertori e figli di puttana vari, tra vizi, arte, ribellione e morti violente. Mi viene in mente Freddie Mercury, istrionico genio assoluto, che tutti cantano e osannano, che nel 2006 fu negata a Zanzibar (suo luogo di nascita) la festa del suo ipotetico 60° compleanno dall' Islamic Mobilization and Propagation in quanto personaggio degradante per l'isola; oppure Gianni Rodari, scomunicato dal Vaticano nel 1951 e i cui libri venivano bruciati negli oratori; Jimi Hendrix, Kurt Cobain, Jim Morrison, icone senza tempo e senza mezze misure; i poeti maledetti Baudelaire e Rimbaud; Oscar Wilde condannato di sodomia o Gertrude Stein nota lesbica in tempi difficili, ebrea nella Parigi occupata dai nazisti, mecenate della Lost Generation e del Cubismo; per non parlare di Leonardo da Vinci o Galileo Galilei; Artemisia Gentileschi costretta a dipingere all'aperto per dimostrare che i suoi quadri non fossero opera maschile; Anna Kulischoff, paladina dei diritti delle donne, costretta a ritirarsi a vita privata e aggredita anche durante il suo funerale; Giordano Bruno e tutti i martiri laici vittime del Cattolicesimo; per non parlare di tutta l'astronomia, la fisica e la matematica venute dall'Oriente; vogliamo parlare di Pier Paolo Pasolini o Albert Einstein?

Potrei andare avanti per delle ore. Noi siamo anche figli della ribellione, della rottura degli schemi tradizionali nella costante ricerca di una verità più grande, di grandi personalità spesso condannate in vita e anche dopo la morte. E allora mi vergogno di stare seduto accanto a questi stronzi, mi incazzo perché questi sono gli idioti che hanno condannato e cercato di fermare la cultura nel corso dei secoli.

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