Il tatto non è da tutti

Ci risiamo. Nemmeno il tempo di riprendere fiato, che già è passata una nuova giornata di Serie A. Vittorie quasi tutte preventivabili, come pure alcuni dei personaggi protagonisti con le loro gesta nel turno infrasettimanale.

Sappiamo tutti bene come questa settimana sia stata riempita mediaticamente dal tema razzismo e shoah; su tutto questo, l'esimio Claudio Lotito non ha lesinato perle di cultura  (come suo solito) e soprattutto di tatto. Le sue intercettazioni sono oramai fonte inesauribile di notizia; in principio Carpi e Frosinone ne furono oggetto, con Claudione che si era prodigato per trovare un accordo sui diritti tv tra Sky e Mediaset. Adesso il presidente della Lazio, riguardo alla sua necessaria presenza alla sinagoga di Roma, parla di "sceneggiata" e spera di trovare "er vice rabbino" perché quello principale è a New York. Tanto formale in pubblico, quanto informale (alquanto informale) in privato. Per non farsi mancare niente, confonde pure i nomi dei luoghi di culto, per cui Moschea o Sinagoga fa lo stesso. Forse il periodo esaltante della sua squadra lo sta confondendo più del solito.

A far compagnia al Claudione nazionale c'è una faccia già nota a queste pagine, l'ex laziale ed attuale allenatore del Toro, Sinisa Mihajlovic. Coinvolto pure lui nel tormentone Anna Frank, fa sfoggio d'invidiabile cultura e dichiara di non conoscerla minimamente. Ma il gioco della sua squadra è molto più preoccupante della sua preparazione scolastica. Sinisa non sa come uscirne (se non con l'aiuto del Gallo) ed inoltre viene affondato a Firenze dalla prestazione di Marco Benassi, ex granata fino a pochi mesi fa e messo alla porta da Sinisa per questioni tattiche. Avrà forse un problema d'allenatore il Toro? Mah, vedremo.

Nel frattempo il premio infrasettimanale "freddezza davanti al portiere" lo vince Moise Kean; con un minimo di cattiveria in più avrebbe forse consentito al Verona un risultato diverso. Mentre, mando un abbraccio al povero Pietro Iemmello, che immaginava già la sua statua ergersi nella piazza principale di Benevento, salvo poi maledire i propri difensori, che non sono riusciti a gestire il pari per un minuto, tutto quello che serviva. E sono 10 su 10 per la società campana. Come te nessuno mai.

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