"Il terzo gemello" di Ken Follett

I lettori più fedeli delle mie recensioni avranno ormai capito che sono un’appassionata di gialli e thriller. Che si parli di psicologia, di serial killer o di gialli alla vecchia maniera, amo molto il genere e, per questo motivo, spesso scelgo di recensire quelli che mi sono piaciuti di più. Tuttavia, per quante sfumature possano esistere, non molti sono i romanzi di questo tipo che trattano anche la tematica scientifica. La scienza è entrata sempre di più nella vita delle persone nel corso dei secoli; la divulgazione è sempre più efficiente e, grazie a questa,  anche ai meno esperti sembra di poter comprendere facilmente i concetti più complessi. Nonostante ciò, ci sono ancora delle ampie zone d’ombra, tematiche che l’uomo non è ancora riuscito a spiegare oppure, che per la loro stessa natura, scatenano il dibattito, come ad esempio l’eugenetica. Sotto questo punto di vista, appare chiaro come l’argomento scientifico ben si possa sposare con il genere thriller, che è misterioso per definizione. Uno dei primi a sfruttare questo dualismo è stato sicuramente il giallista gallese Ken Follett, che nel 1996 pubblicò il romanzo “Il terzo gemello”.

Siamo a Baltimora dove, fra le mura di una prestigiosa università, avviene un terribile stupro. Ad esserne coinvolta è Lisa, assistente di laboratorio, nonché amica, della dottoressa Jeannie Ferrami. Jeannie è una giovane e avvenente scienziata che conduce ricerche sulla formazione della personalità e sulle differenze di comportamento tra gemelli allo scopo di dimostrare che, se i tratti di una mente criminale sono ereditari, possono altresì essere contrastati con un’opportuna educazione. Attraverso un potente software di ricerca da lei creato, vengono selezionate coppie di gemelli che per ragioni ignote sono state separate dalla nascita affrontando percorsi di crescita differenti. Il caso vuole che ella si innamori proprio di Steve, soggetto ideale per le sue ricerche perché ha inconsapevolmente un fratello gemello in carcere. Ma Lisa, l’assistente, riconosce in lui il suo aguzzino e lo fa arrestare dalla polizia. Qualcosa però non torna. Jeannie è assolutamente convinta dell’innocenza di Steve, così decide di approfondire le sue ricerche. Ma non è così semplice, infatti qualcuno nelle alte sfere della società cerca di contrastarla con ogni mezzo. In ballo ci sono l’acquisizione di una società per centinaia di milioni di dollari e una candidatura alla presidenza degli Stati Uniti. Steve si ritroverà, suo malgrado, a scoprire una triste verità sulla sua vita ma, dopo varie vicissitudini, gli eventi prenderanno la giusta piega e la giustizia vedrà il suo trionfo.

La genetica, la clonazione e l’inseminazione in vitro sono solo alcune delle complesse tematiche scientifiche affrontate in questo romanzo, che per la loro natura così ambivalente si scontrano ovviamente anche con la questione etica. Pur essendo un’opera di più di dieci anni fa, Ken Follett è stato sicuramente un precursore nello scegliere questi temi, ancora oggi molto attuali. Risulta molto interessante il dibattito sulla natura criminale, se sia innata o se si sviluppi a causa delle condizioni ambientali (anch’esso riportato in auge molto recentemente dai media, soprattutto grazie alla fortunata serie tv di Netflix “Mindhunter”). In tutto questo, l’autore non dimentica tuttavia il suo pubblico, rendendo la storia e gli avvenimenti molto accattivanti e tenendo il lettore col fiato sospeso fino all’ultima pagina.

Ken Follett, Il terzo gemello, Mondadori, 1996

 

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