The Artist's Way di Julia Cameron: un percorso per artisti bloccati

“It's my belief that the Great Creator led us all”.

Questa frase è alla fine dei ringraziamenti a chi abbia contribuito a far sì che Julia Cameron scrivesse il suo libro The Artist’s Way.

Puzzava di religione a me come credo puzzi ora di religione a voi. Ma bisogna andare oltre, bisogna leggere le prime pagine, per rendersi conto che non si sta affatto parlando di un Creatore nel senso “creazionistico” del termine, ma di tutt’altro genere: un’energia creativa presente in tutto l’Universo e dentro ogni essere umano e che è solo naturale raggiungere e liberare, perché è questo il Destino di ciascuno di noi.

Sì, è ancora tutto molto, troppo, New Age, lo so.

Il fatto è che questa volta, anche di più delle precedenti, è necessario leggere il libro per capirlo davvero. Io posso solo cercare di incuriosirvi – e vorrei davvero riuscirci perché ne vale la pena. Tra l’altro, The Artist’s Way (pubblicato anche in italiano con il titolo La via dell’artista) non è neppure un vero e proprio saggio ma piuttosto un corso, suddiviso in dodici settimane, con tutta una serie di esercizi da affrontare e di strumenti da adoperare.

Lo scopo è distruggere i blocchi – innaturali secondo questa visione – che abbiamo dentro e che ci impediscono di creare, meglio ancora, di vivere una vera e propria Vita Creativa, che la nostra arte sia scrivere o dipingere o recitare eccetera, e si rivolge davvero a tutti, non solo a chi cerchi di fare di un’arte il proprio mestiere a tempo pieno ma anche ad avvocati, costruttori, meccanici, casalinghe, pensionati… tutti. Chiunque. Qualsiasi cosa faccia nella vita e qualsiasi opinione abbia della propria creatività e del proprio livello. Perché, come Julia Cameron spiega subito, non è possibile con questo libro (o con altri mezzi) insegnare la creatività, perché essa è come il sangue: è già dentro ogni essere umano, pronta a scorrere. Quello che si può – e che si deve – insegnare è come liberare vene e arterie e farla fluire. Dissolvere quei blocchi che la vita e il crescere e le esperienze hanno costruito, e far diventare la vita e il crescere e le esperienze nuovo materiale per creare, ancora ed ancora.

Il primo passo è uno strumento che potete usare fin da subito, ed è assolutamente essenziale. Viene addirittura ripreso da artisti o da chiunque voglia dare consigli sulla creatività come una tecnica a parte, un qualcosa che ormai ha “vita propria” al di là del saggio.

Sono le Morning Pages, le “pagine del mattino”. Ogni mattino, appena svegli, il vostro cervello è nel suo momento più “libero” possibile, non ci sono ancora, o meglio non del tutto e non così forti come durante la giornata che ci aspetta, le sovrastrutture del giudizio, degli impegni, della paura, dell’ansia e di qualsiasi altra cosa. Ed è per questo che il prima possibile bisogna afferrare carta e penna e scrivere tre pagine di quadernone di qualsiasi. Cosa. Ci. Passi. Per. La. Testa.

E con qualsiasi intendo qualsiasi. È l’essenza dello scrivere a flusso di coscienza, letteralmente ogni pensiero che attraversa la mente andrà messo su carta. Per questo motivo le frasi potranno essere inframmezzate, punteggiatura e grammatica dimenticate, senso logico, bellezza, tutto lo sforzo che cerchiamo normalmente di mettere insieme quando scriviamo qualcosa deve sparire. Bisogna solo ascoltare. E riportare, fedelmente.

Vi sentite già intimoriti? Io mi ci sentivo.

Julia Cameron ha capito questa paura perché è quella che abbiamo tutti: dove ci porterà tutto questo? Cosa diventeremo?
Secondo l’autrice e, a quanto sembri, chiunque negli ultimi venticinque anni abbia seguito questo corso, diventeremo felici.

Non resta che provare.

Ericucci

“Scopri chi sei, e cerca solo di non avere paura di esserlo”. Lo dicono in una commedia romantica americana degli anni Novanta, quindi deve essere proprio vero.

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