The Harder They Fall: Primo Carnera

[Attenzione: La voce narrante di seguito è un personaggio fittizio, così come tutti gli altri personaggi che interagiscono nel breve intreccio che segue, tutti liberamente tratti da film cult. Gli episodi sono frutto della mia fantasia, senza alcun legame con la realtà, pertanto rilassatevi e godete di questo chupito. Se è la prima volta che vi imbattete in questa rubrica, e vi appassiona la parte romanzata, vi invitiamo a seguirla dal suo primo capitolo che potete trovare qui]

La vita talvolta è inspiegabile: mi trovo nuovamente seduto al mio angolo, con Lloyd a centro ring ad aizzare la folla, che scommette, fuma, beve come nei migliori film del ballerino volante. L'adrenalina sale, il cervello elabora nuovi lavori, l'arte si spande nell'attesa di essere massacrato. Klaus è morto, e il mio silenzio mentre ero piantonato nel mio letto d'ospedale mi ha aiutato. Come ci troviamo ancora qua è un mistero che non voglio svelarmi, come una musa che tiene in vita l'uomo e l'artista. Chi è in realtà Lloyd? Una donna si avvicina: "Cosa vuol dire il tuo nome?" "Sono americano, i nomi non significano un cazzo" "Ma tu non sei americano!" "Lo è il nome" Si allontana confusa mentre scorgo una montagna di due metri che si avvicina al proprio angolo, è identico a Primo Carnera. Dunque, vi parlerò di lui.

Nasce il 25 ottobre del 1909 a Sequals, in provincia di Udine, da una famiglia molto povera. È un bambino con una crescita anormale, con il carattere tipico dei giganti, buono e ingenuo, dedito al lavoro sin dalla tenera età. Con lo scoppio della Grande Guerra, la madre lo manda dagli zii in Francia. Adolescente, comincia a girovagare come attrazione di un circo, finché non viene notato da un ex campione di boxe, Paul Journée, che lo consegna al manager Leon See, catapultandolo nel giro della boxe che conta nel giro di pochi mesi. È un pugile improvvisato, così come i suoi primi incontri, che gli permettono di approdare negli USA, ormai pronti ai trucchi della mafia italo americana, secondo il più classico degli scenari; incontri truccati, soldi, successo, lucro sulle percentuali del povero Primo ignaro di tutto. La carriera prosegue veloce, con una serie incredibile di incontri e di vittorie tra gli USA e l'Europa, acclamato dalla folla che vede in lui il riscatto di tanti poveri migranti. Gigante ingenuo e generoso, si allena duramente ma la tecnica non è eccelsa, così come la sua struttura muscolare; ha però ha una potenza straordinaria che nella breve distanza risulta devastante. L'anno della consacrazione sportiva è il 1930, quando batte ai punti Paulono Uzcudum, affermato pugile ed ex campione europeo, e il nostro amico conquista anche i più scettici. Purtroppo i guadagni, nonostante l'ascesa sportiva, rimangono bassi: si accorge che il suo manager gli frega le percentuali, quindi torna in Italia povero e sconsolato. Si affida ad un nuovo manager, Luigi Soresi, che nel giro di pochi mesi lo riporta a New York, alla conquista del titolo mondiale dei pesi massimi. Il sogno passa attraverso Ernie Schaaf, ultimo ostacolo da superare prima dell'incontro con Jack Sharkey, detentore del titolo. Purtroppo la disgrazia è dietro l'angolo. Primo Carnera con un pugno non solo manda al tappeto, ma uccide Ernie, che probabilmente porta le lesioni di un incontro precedente molto duro. Turbato, Primo decide di disputare comunque l'incontro valevole per il titolo. È un trionfo: il 29 giugno del 1933 Carnera diventa il primo italiano a indossare la prestigiosa cintura dei pesi massimi. Inutile dire che diventa l'icona del maschio fascista, e gli incontri disputati in Italia sono un trionfo del regime. Il Duce non appare mai accanto all'icona, o forse sì ma non si nota. Intraprende la carriera cinematografica, tutti lo vogliono, tutti lo pagano e lui incassa col suo sorriso e la sua bonaria bontà, che lo rendono celebre anche all'estero. Il declino è vicino, e dopo aver perso il titolo ai danni dell'amico Max Baer, nel 1935 diventa la vittima sacrificale di una giovane promessa: Joe Louis. Nel frattempo arrestano il suo manager e si trova nuovamente in difficoltà economiche. Torna in Italia, dove forma una famiglia. Rischia di essere fucilato dai partigiani per le sue amicizie a tutto tondo, ma per sua fortuna la ragione vince sulla politica. È comunque molto povero, probabilmente anche malato, quindi quando gli propongono di fare il Wrestler negli Stati Uniti non ci pensa due volte, e nel 1946 torna a calcare i ring del pianeta alla ricerca di soldi, lotta e sudore. Diventa un icona anche di questo sport, un gigante imbattibile, che stende uno dietro l'altro i migliori campioni della disciplina. Nel frattempo però sistema le finanze di famiglia, che permettono ai figli di studiare per garantirgli un futuro lontano dalle fatiche e miserie che ha dovuto combattere per una vita intera. Continua ovviamente anche la carriera televisiva e cinematografica. Ormai malato, negli anni sessanta decide di ritirarsi in Italia, per spegnersi definitivamente il 29 giugno del 1967 nella sua Sequals. La sua vita è l'emblema dell'uomo, coi suoi pregi e difetti, ma con un umanità sempre pronta a dare il meglio, soprattutto nelle tante difficoltà che ha dovuto affrontare.

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