The Leftovers - il 2% che conta

Ricordo ancora quando mi sono imbattuto in questa serie, avevo letto delle recensioni discordanti, e lo stesso incipit non mi aveva convinto per niente.
Leggendo esclusivamente alcuni articoli, sembrava un telefilm con un mistero da risolvere, una serie destinata a inseguire questo grande interrogativo con colpi di scena sempre tra il paranormale e il giallo; insomma l'ennesima tv series media americana.
Poi il giorno che iniziai a guardarla rimasi piacevolmente stupito e, quando ormai ero arrivato alla fine della prima stagione, capii che ero davanti a qualche cosa di diverso, piacevole, intelligente e innovativo.

Adesso immaginate una produzione televisiva che racconta una storia misteriosa, ovvero: il 2% della popolazione sparisce da un momento all'altro, senza motivo. In automatico la mente fa un balzo importante, spinti dalla curiosità naturale vogliamo sapere come è successo e perché.
Non è così? È questo che vi siete chiesti? Giusto?

leftovers-sigla-500x261

Io subito ho pensato ad alieni, eventi magici, buchi neri e chi più ne ha più ne metta.
Ed qui che The Leftovers trova il suo lato geniale, e riesce (a mio parere) a differenziarsi, fino a rendersi una delle serie tv più interessanti che ho visto fino ad ora (sperando che non succeda niente di anomalo nelle prossime stagioni).

La serie è un adattamento televisivo del romanzo Svaniti nel nulla (The Leftovers), scritto da Tom Perrotta. Ha debuttato il 29 giugno 2014 negli Stati Uniti sul canale via cavo HBO.

Torniamo a noi. In un giorno di ottobre il 2% della popolazione mondiale (circa 140 milioni di persone) scompare, senza nessun motivo apparente e senza uno schema; tutti nello stesso momento.
La nostra avventura televisiva inizia tre anni dopo al tragico avvenimento, ed è così che facciamo conoscenza con il nostro protagonista Kevin Garvey (Justin Theroux), capo della polizia di Mapleton. Ebbene tutti noi siamo pronti a scommettere che il nerboruto poliziotto tamarro sia pronto a investigare a suon di calci in culo al mondo fino a trovare una risposta.

merec2z6vjaewfdxsnpq

E invece no.

Leftover scava più a fondo e supera l'esigenza di voler scoprire il motivo, entra nelle tematiche più profonde della tragedia, ovvero, come il mondo ha reagito a questa tragica sparizione, e come ogni persona tenta di superare questo evento inspiegabile. Ci troveremo così a vivere la vita privata di Kevin, uomo di legge ma anche padre, che cerca di recuperare la famiglia così duramente colpita da questi fatti e che si è sfaldata: la moglie è diventata devota alla setta "Colpevoli Sopravvissuti", dove vige il divieto di parlare, vestono tutti di bianco, fumano in continuazione e il loro compito sembra essere portare messaggi di "non speranza" al popolo.

The_Leftovercopertina-1x1-768x301

La figlia Jill che incolpa il padre per l'abbandono della madre; il figlio acquisito Tom, che ha abbandonato il college per seguire il guru chiamato "Santo Wayne", che sembra essere capace di rendere felici le persone.
Ma la storia si fa complessa ed entrano altri personaggi sempre più interessanti e sempre più misteriosi, come Nora Dust, una donna che ha perso sia il marito che i due figli, e quindi considerata una sorta di "vip" degli scomparsi (matematicamente è improbabile che ti spariscano tutti i legami affettivi), Patti Levin leader della sezione di Mapleton dei "Colpevoli Sopravvissuti", con cui Kevin ha un rapporto di odio e di protezione, Matt Jamison reverendo della comunità che dopo l'evento, in contrasto con il suo mestiere, cerca di dimostrare che non tutti gli scomparsi erano dei "santi". E molte altre cose: vedremo deliri, paranoie, cani impazziti, violenza, tutto senza un motivo apparente. Tutto molto "umano".
La bellezza di questa serie sta nel fatto che il mistero degli scomparsi non è il punto focale, sono i "rimasti" il vero mistero, piegati da questo evento fino a perdere la ragione o le speranze; e di come cercano in ogni modo di dare un senso alla loro vita o a quella degli altri.
Da sottolineare è la bravura di Justin Theroux, capace di recitare in maniera eccezionale e incredibilmente comunicativa. Riesce benissimo in ogni sua eccezione, sia nei momenti di delirio, che in quelli di disperazione, una vera "stella" capace di offuscare attrici presenti nella serie del calibro di Liv Tyler.
Non è facile per me riuscire a spiegarvi senza spoiler perché questa serie "bisogna vederla", ma posso dirvi che difficilmente si riesce a creare una struttura così solida, riuscendo a mantenere i personaggi così coerenti e far si che parti del mistero si risolvano con pochissimi indizi che vengono dati allo spettatore.

Insomma è un telefilm che più che innovativo direi sperimentale, ma a mio parere è davvero un'ottima alternativa a ciò che ci viene proposto ormai da anni, un'alternativa unica dove i legami e la psicologia dei personaggi sono i veri protagonisti.

Leave a reply

*