The Order: 1886- ma è un gioco?

Circa un anno fa, in televisione, girava in continuazione uno spot che parlava di un gioco in esclusiva PlayStation 4 dal nome The Order: 1886, tuttavia per quanto lo spot di per se mostrava delle immagini ad altissima qualità, così alta che sembrava il classico spot che NON mostrava i reali video del gioco, non si capiva minimamente a che genere appartenesse il videogame.

Durante il periodo natalizio, mi sono trovato a girare i negozi di vari centri commerciali per trovare i regali per la famiglia, ed è qui che ho trovato The Order: 1886 usato a un prezzo abbordabile, e decido di svelare l’arcano: che diavolo di gioco è The Order?.

The Order: 1886 “non è un gioco”, ma questo lo spiegherò durante la recensione.

Uscito nel febbraio 2015 sviluppato dalla Ready at Dawn e ideato da Ru Weerasoriya, questo videogame fu pubblicizzato con un’intervento marketing massiccio ma, nello stesso tempo, poco funzionale; come già detto in precedenza il teaser non era chiaro, ma in America riusciva a battere un record: 130.000 copie prenotate in novembre 2014.

Come avvio il gioco è subito chiaro che le immagini del teaser non sono state photoshoppate o create a parte, di sicuro il primo impatto è spettacolare!

La storia racconta di un’ordine di cavalieri eredi degli eroi della tavola rotonda di Re Artù, capaci di prolungare la propria vita grazie a un siero creato dal Santo Graal, che si distinguono per gradi con i nomi dei protagonisti del ciclo arturiano, come: Sir Percival, Sir Lucan, Lady Igraine e Sir Galahad (Grayson) che è il nostro protagonista. All’interno del gioco troviamo anche due personaggi storici: Nikola Tesla armaiolo e ingegnere dell’Ordine e il Marquis de Lafayette anche lui parte dei cavalieri, ma troppo giovane per avere un grado militare con il nome del ciclo arturiano.

Il nostro compito sarà proteggere Londra, una Londra steampunk e tecnologica, dai cosiddetti “mezzosangue” (lupi mannari) che, per un motivo a noi ignoto, si stanno moltiplicando all’interno della città creando disordine e morti.
Non andrò avanti a spiegarvi la trama.

Il gioco ha un impatto visivo davvero spettacolare, i dettagli sono studiati fino al più piccolo particolare, il realismo è quasi a livello film, e gli scorci e le architetture sono favolose. La trama, del quale non ho voluto raccontarvi niente, è sviluppata davvero bene con un doppiaggio che vanta sia nell’originale che nella versione italiana personaggi davvero di spicco come Graham McTavish, Steven Brand e nella nostra lingua Maurizio Merluzzo, Claudio Moneta, Marco Balzarotti e molti altri. Insomma The Order: 1886 è un gioco ma anche un bellissimo film dalla storia sofisticata e complicata, ma adesso analizziamo il gioco.

Se fin qui non abbiamo avuto niente da ridire su questo titolo, arrivano ora alcune note dolenti: il game è sviluppato come un TPS (sparatutto in terza persona), molto importanti anche le fasi in Quick Time Event e i minigiochi per scassinare le porte o mandare in corto circuito i macchinari. Tuttavia il gameplay risulta molto facile causa la scarsa Intelligenza Artificiale dei nemici che tendono ad attaccare (sparare) sempre dallo stesso punto; i pochi che si muovono vi correranno incontro senza preoccuparsi di nascondersi o schivare proiettili, quindi capito il meccanismo d’attacco, vi sarà facile intuire le intenzioni dell’offensiva. Il gioco oltretutto tende ad avere una struttura troppo “a tunnel”, l’esplorazione è ridotta al minimo e le stesse zone calde sono talmente strette da non creare una “vera sfida” in quanto possiamo controllare l’intera area interessata all’azione senza doverci spostare di molto, o attenderci attacchi alle spalle e ai lati. Gli stessi “boss” sono estremamente semplici da battere: i lupi mannari hanno una longevità maggiore ma attaccheranno sempre frontalmente dallo stesso lato, quindi basterà mettersi con le spalle in un angolo sparare dritto e quando sono vicini premere il tasto “schiva”; questa meccanica basterà ripeterla per tutta la durata del gioco.

Altro problema, o pecca, di The Order è la lunghezza del gioco, davvero breve, tanto che non appena impariamo ad usare bene tutte le armi, il gioco finisce. Oltre a questo ci sono molte cose di dubbio gusto all’interno del game: l’unico livello in stealth è noioso e facile, spesso a causa di un bug puoi sparare ben 5 proiettili in testa ad alcuni nemici senza che loro facciano una piega e interagire con gli oggetti risulta inutile, siccome non daranno mai nozioni o utilizzi maggiori. Tirando le somme The Order: 1886 è un gioco che poteva essere a un passo dal capolavoro assoluto, grazie a una storia e alla grafica davvero da urlo, purtroppo la pecca sta nel gameplay e arrivato a questo punto non so nemmeno se consigliarlo oppure no, quindi: volete godervi un film bello e fatto bene dove nelle parti d’azione dovrete essere voi a sparare? Allora compratelo perché è il gioco che fa per voi, ma se cercate una vera sfida o uno sparatutto lungo e complicato statene alla larga!

The Order: 1886 uno dei migliori film per PlayStation 4 mai creato, anzi l’unico mai creato per console.

Leave a reply

*