The Tick: Cucchiaio!

Ogni supereroe ha il suo grido di battaglia. E il Tick ha forse uno dei meglio riusciti tra tutti. “Cucchiaio!”, urla questa figura blu con le antenne mentre si lancia dal tetto di un condominio (fracassandone il cornicione in pietra) e gettandosi sul supercriminale che come al solito infesta le strade della città. Che città? Bah, fate voi. Una vale l’altra. Ogni città ha sempre i suoi supereroi e suoi supercattivi. Per quanto vale il nome della città dove si svolgono le imprese del Tick è semplice. Si chiama La Città.

Scritto e ideato da Ben Edlund nel lontano 1986, il Tick nasce come mascotte per un bollettino per ragazzi. Diventa successivamente un fumetto indipendente nel 1988 e una serie animata nel 1994. E giusto l’anno scorso è iniziata una nuova serie sponsorizzata da Amazon, passando dall’animazione al live-action. Ci fu già un tentativo di trasposizione del Tick con una sitcom del 2001 che però venne cancellata per poca audience.

Ma chi è il Tick? Nella serie a fumetti era un evaso dal manicomio mentre nel cartone animato viene assegnato alla Città dopo aver passato l’annuale test per supereroi. I suoi poteri sono l’invincibilità e una forza sovrumana. Onesto e coraggioso, possiede una mentalità di un ragazzino di 6 anni. Devoto alla giustizia, salterà di tetto in tetto per sorvegliare La Città dall’alto, grazie all’aiuto della sua spalla Arthur, un ex-impiegato d’ufficio stanco della vita sedentaria e monotona che decide di combattere il crimine aiutando il Tick. Aiutandolo con quello in cui egli manca di più, il cervello. Arthur è in grado di volare e riesce sempre a trovare una soluzione nei momenti più difficili, ma per il resto non è né forte, né robusto. Con quella pancetta messa in risalto dalla tutina bianca, Arthur veste i panni di una tarma, ma tutti lo confondono per un coniglio.

Il punto forte di questa serie è sicuramente l’umorismo parodistico. A parte i monologhi pieni di sentimento fatti dal Tick dove enfatizza qualunque cosa succeda o dovrà accadere, a parte la sigla iniziale che ha un testo bellissimo ("Dà duiiiii, da da da dui dàu"), a parte questo e a parte quello nel cartone troviamo una serie di personaggi genialmente comicizzati. American Maid e Die Fledermaus, rispettivamente la parodia di Wonder Woman e Batman, sono due altri eroi de La Città che spesso faranno gruppo con il Tick e Arthur.

Tra i vari personaggi di margine, Speak è sicuramente uno dei miei preferiti. Per via della faccia. Un capibara gigante che verrà inizialmente confuso per un cane, adottato dal Tick dopo una delle sue avventure. Lo chiama Speak perché dopo aver subito un grosso colpo in testa gli sembrerà di vederlo parlare per pochi istanti. Seppur invulnerabile non è comunque immune a stordimenti o malattie.

E a proposito di malattie vorrei fare un piccolo spoiler all’episodio 8 della prima stagione, dove c’è una delle scene che più mi ha fatto ridere e schifo al tempo stesso. Un alieno nemico riesce a creare un clone del Tick usando il suo muco, creando quindi un clone fatto di solo muco (ovvio, no?). Scena finale, il clone di muco circonda completamente il Tick che non può fare che una mossa sola. “Non avrei voluto arrivare a tanto. Voglio dire, DAVVERO non avrei voluto arrivare a tanto, ma l’hai voluto tu!”. E si tira sul il muco dal naso per poi sputarlo in faccia al nemico.

Se da un lato fa ridere, dall’altro fa sorridere. Comicità infantile unita a sana parodia e sottile umorismo fanno di questo cartone una serie da non perdere. Oltre al fatto che ho visto anche il primo episodio del nuovo live-action di Amazon e sembra niente male anche quello. Nell’attesa che producano il resto della serie, perché non farsi una cultura sul Tick con questa perla d’animazione ben invecchiata. Ne vale la pena.

CUCCHIAIO!

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