The Young Pope - Dio è donna

Sebbene abbiamo già parlato di The Young Pope nella rubrica di cinema ho deciso comunque di dire la mia, perché nessuno mi deve rubare il lavoro!
Scherzi a parte, ho deciso di parlarvi di questa serie perché, come la maggior parte della produzione di Paolo Sorrentino, The Young Pope si presta a molteplici interpretazioni.

Approdata su Sky Atlantic il 21 ottobre 2016, The Young Pope nasce come una serie evento, sia per le tematiche trattate, sia per il cast d'eccezione.

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La trama principale narra le vicende di Lenny Belardo, un giovane cardinale diventato Papa, che decide di prendere il nome di Pio XIII. Se il nome non vi dice niente, potete andare a cercare la biografia del papa precedente che portò il nome Pio, e capire che fin da subito Sorrentino ci mette alla "prova"; infatti Pio XII fu soprannominato "il Papa di Hitler" ed è stato al centro di svariate controversie per le sue posizioni durante la Seconda guerra mondiale.

Facile pensare a una serie maschiocentrica ambientata all'interno delle mura vaticane, e invece ci sbagliamo di grosso! Infatti, con grande maestria, il regista riesce a far roteare la storia tra scandali, paure, pedofilia, controversie e politica riuscendo però a mettere in dubbio ogni personaggio grazie alla presenza femminile, che diventa fondamentale per creare il contrapposto tra il divino e la perdita di fede. 

Siamo davanti alla storia di un Papa in piena crisi di fede, che però si mostra forte e machiavellico con la sua Chiesa; egli non può credere in Dio a causa della ricerca costante della figura materna persa in giovane età dopo essere stato abbandonato dai genitori al centro per orfani gestito da Suor Mary, che, affettuosamente, nell'intimità chiama "Ma". Suor Mary, interpretata magistralmente da Diane Keaton, diventa su richiesta di Pio XIII la "consigliera" del Papa, ruolo mai affidato prima ad una donna. Nella stessa cerchia vaticana possiamo trovare Esther Aubry, moglie di una guardia svizzera che tradisce sporadicamente, fervente religiosa, che da la colpa dei suoi peccati all'impossibilità di avere figli in quanto, sia lei che il marito, sono sterili. Per ultima, ma non meno importante, troviamo Sofia Dubois, responsabile marketing della Chiesa Vaticana. Al centro dell'attenzione, quasi fosse il vero crocefisso cui inginocchiarsi, c'è la Venere di Willendorf, simbolo divino posto nell'ufficio del Papa e che nessun ospite riesce a fare a meno di osservare, anche a costo di distogliere lo sguardo dal nostro "Papa giovane", tanto è forte la figura della statua di una "dea pagana"; persino il Segretario di Stato, il Cardinale Angelo Voiello (Silvio Orlando), confessa più volte di far pensieri impuri sulla statua e su quello che rappresenta.

Il fil rouge, fin qui, dovrebbe essere più che chiaro: la maternità in tutte le sue forme, sia fisiche che simboliche. Anche se le simbologie in questa prima parte non finiscono qui, infatti, dopo la forte dichiarazione di Lenny che vuole rendere illegale l'aborto, possiamo vedere una delle scene più evocative della serie: un gruppo di manifestanti esce dai cespugli dei Giardini Vaticani durante la passeggiata notturna di Pio, mostrandosi a seno scoperto, immobili come tante Venere di Milo (questa è una scena che avviene negli ultimi episodi).



Sebbene abbiamo già detto tanto sulla preponderanza della presenza di questa "Dea Madre", abbiamo solo iniziato ad aprire il vaso di Pandora. Infatti abbiamo un susseguirsi di eventi che mostrano come Sorrentino decida che il ruolo del divino sia legato al mondo femminile.

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Ed è grazie ad Esther Aubry che tutto inizia a prendere una svolta; dopo aver tentato di sedurre il Papa (sotto ricatto del Cardinale Voiello) Esther rimane incinta in seguito a una preghiera del Santo Padre stesso. Questo avvenimento mette sottosopra quello che pensavamo di aver capito di The Young Pope (per chi seguisse la serie puntata per puntata). Infatti Lenny rimane talmente entusiasta che per la prima volta lo vediamo perdere il controllo, e lasciarsi andare a gesti goffi e a sorrisi; Voiello capisce che non è più il caso di tramare alle sue spalle e, come si distacca dal mondo della politica ecclesiastica, torna "umano" e si innamora lentamente di Suor Mary.

Nel frattempo facciamo la conoscenza di altre figure femminili che ricoprono il ruolo del Divino: abbiamo una escort che sfida Lenny a guardarla negli occhi per vedere Dio, l'amore proibito del Cardinale Andrew Dussolier (miglior amico di Lenny), che dichiara di non aver coraggio con la chiesa e mettersi contro la malavita, ma la seduzione per questa donna è talmente forte che non riesce a fare a meno di incontrarla pur sapendo che è la moglie di un narcotrafficante. Infine abbiamo il secondo miracolo di Pio, dopo aver conosciuto Suor Antonia (simbolo della maternità crudele), che gestisce un centro della misericordia in Africa dove si fa trattare come fosse la madre di tutti i giovani del villaggio. Pio scopre che la suora in questione ruba l'acqua e il cibo ai bisognosi, e dopo una preghiera la suora muore di arresto cardiaco. Come non bastasse, la figura materna è talmente forte che riescono a far distrarre il Papa da questioni importanti con la falsa notizia del ritrovamento dei suoi genitori.

Nell'ultima fase scopriamo di come Lenny ha "visto Dio" per la prima volta: in gioventù grazie a una preghiera, guarisce la madre di un amico. Da qui possiamo vedere le ultime fasi della serie e di come il concetto di donna e madre è il punto centrale. Pio XIII inizia a mettersi in discussione, grazie alle lettere d'amore mai spedite (rinvenute in America e pubblicate sui quotidiani) all'unica donna con cui ha avuto un rapporto fisico (la donna è felicemente sposata con figli). Ovviamente non ci siamo dimenticati dei racconti della santa Juana, morta a soli 18 anni per aver aiutato i bambini malati raccontandogli delle favole miracolose, personaggio che inizialmente sembrava infastidire Lenny e che ora guarda con ammirazione.

Pochi giorni dopo, nel tentativo di divertire una scolaresca riesce a far spaventare i bambini. Qualcosa in lui si rompe, anche nel momento in cui trova un bambino nei Musei Vaticani osservare il quadro dello Spagnoletto: Maddalena Ventura con il marito e il figlio.

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Insomma la vita di Pio XIII gira costantemente intorno alle figure femminili, e per quanto i personaggi di questa serie possano provare a ribellarsi ne verranno sempre schiacciati, confortati, delusi o amati. La ricerca costante dell'amore, che sia quello di una madre o dell'amante; l'ossessione, la passione e il desiderio sono la Dea che tutti vogliono ma che non possono avere.

Ci sarebbe altro da raccontare su questa serie, ma chiudo dicendo che Sorrentino, oltre aver scelto degli attori davvero eccezionali, come Jude Law nei panni di Lenny, è riuscito a creare un'opera che rimane in bilico tra la blasfemia e il religioso, senza mai sbilanciarsi da nessuna parte. Con intelligenza ed eleganza The Young Pope vacilla senza mai essere un pretesto contro il cattolicesimo né un omaggio, ma riesce perfettamente a descrivere l'importanza del mondo femminile. Ovviamente non mancano le tre tematiche tanto care al regista: l'amore, le sigarette e l'età.

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