Thrill Kill, un videogioco diventato leggenda

Thrill Kill è un videogioco ideato dalla casa produttrice Virgin Interactive nel 1998, pensato per la prima console PlayStation. Il gioco è un picchiaduro, nato probabilmente come concorrente a Mortal Kombat, non tanto per la scelta dei personaggi e degli scenari, ma per i contenuti estremamente violenti e per la sequenza video che ci offre la fine di un match. Questo videogame infatti, esattamente come Mortal Kombat, presenta la fine del match con l’uccisione dello sconfitto, ma la vera “chicca” che differenzia Thrill Kill dagli altri picchiaduro è l’assenza della barra della vita (la classica barra che troviamo in alto che si consuma ogni volta che subiamo un colpo), al suo posto troviamo la “kill-bar” che parte vuota e si riempirà grazie ai colpi che andranno a buon fine, finché, una volta piena, il nostro personaggio viene colpito da un fulmine e può eseguire una “thrill kill” ad un avversario (una sorta di “fatality”).

Questo piccolo ma geniale cambiamento della vecchia “life-bar” porta il giocatore ad essere meno dedito alla sopravvivenza (parlo personalmente) ma ad attaccare a testa bassa, insomma questo gioco riesce a scatenare il lato violento dei gamer, anzi, visto il genere, possiamo dire il lato “ancora più violento” del gamer.

Fin qui sembra che parliamo di un gioco abbastanza classico nel suo genere, allora perché parliamo di leggenda?

Ebbene Thrill Kill non è mai uscito ufficialmente, le copie in circolo sono rarissime e la maggior parte sono versioni pirata. Ci sono voluti ben 4 anni per lo sviluppo e, quando il prodotto ormai era pronto, la Virgin Interactive venne acquisita dalla Elettronics Arts, che ne vietò l’uscita a causa della eccessiva violenza fine a se stessa, la grande quantità di scene e di atteggiamenti a sfondo sessuale e per la “crudezza” della trama; tutti questi fattori potevano secondo la EA (Elettronics Arts) danneggiare l’immagine della casa produttrice; oltretutto, sempre la EA, si rifiutò di vendere il progetto ad altre case di sviluppo videogiochi, questo fatto generò il mal contento di tutto lo staff che lavorò a questo progetto e, probabilmente non accettando che 4 anni di lavoro andassero nel dimenticatoio, fecero in modo di far circolare varie versioni pirata nel mondo.

Ebbene questo gioco è tutt’ora in circolazione e, probabilmente, basterebbe sapere questo per incuriosire ogni hardcore gamer in circolazione, ma andiamo ad analizzare la trama anche per capire le motivazioni che portarono la EA a rifiutarsi di pubblicare Thrill Kill.

Iniziamo dicendo che il termine "thrill kill" viene usato in lingua Inglese per indicare un omicidio commesso anche da persone non mentalmente instabili, un omicidio avvenuto solo per il gusto di uccidere.

Bene, ci troviamo all’inferno, un inferno strano e distorto molto simile ai luoghi più angusti della Terra, come orinatoi, fogne, manicomi, mattatoi, camere di tortura etc etc; i nostri personaggi sono 8 anime peccatrici, tutti assassini e tutti vestiti in modo tale da portare subito all’occhio la loro psicologia e le loro devianze (quando l’abito FA il monaco). Essi si ritrovano in questo luogo perché un dio di nome Marukka, annoiatosi del solito andamento delle cose, decise che sarebbe stato divertente creare una sorta di torneo mortale dove l’ultimo “superstite” avrebbe avuto l’onore di confrontarsi con lui e, in caso di vittoria, il premio sarebbe stato la reincarnazione e una nuova vita terrena.

La nostra scelta iniziale è tra otto anime, ognuna davvero.. davvero assurda:

Belladonna: una casalinga dedita al bondage, ovviamente dominatrice, uccise suo marito dopo averlo sorpreso con sua sorella. Finisce all’inferno dopo il suicidio avvenuto in vasca da bagno con un bastone taser. E’ il personaggio sessualmente più esplicito, geme e si passa le mani sul corpo prima di ogni combattimento. Nella versione non censurata può eseguire una “Thrill Kill” che da l’impressione di un atto orale ma che, si scoprirà grazie a un cambio di inquadratura, in realtà è tutt’altra cosa; questa mossa viene chiamata nel gioco “Go Down” (se ve lo chiedete non succede nulla di strano).

Cleetus: cannibale redneck, che combatte sempre con una gamba umana mozzata come arma, morì a causa della tenia.

Dr. Faustus: un chirurgo plastico sadico che si divertiva a mutilare i suoi pazienti, al posto della bocca ha una specie di dentiera metallica simile a una tagliola, ed è proprio a causa  dell’infezione dovuta a questo innesto che finisce agli inferi a combattere.

Mammoth: un gigante mostruoso, impazzito dopo il licenziamento dal suo posto di lavoro alle poste (se volete capire perché la follia nasce proprio dal suo lavoro cercate il termine "going postal"), uccise molti innocenti finché non si sparò in bocca.

Oddball (nello slang americano significa tipo strano): un criminale pazzo e serial killer, morì ucciso dal suo protettore. Oddball combatte con la camicia di forza (con una skin particolare possiamo vederlo con le braccia amputate), infatti attacca esclusivamente con la testa e i piedi. Tra le sue “mosse” c’è ne una che simula la sodomia su un altro avversario (altro motivo di censura).

The Imp: un nano ex dipendente del governo, soffriva del complesso di Napoleone e infatti camminava sempre con i trampoli. Suscettibile e violento, morì a causa di complicazioni dovute all’assurdo tentativo di innestarsi i trampoli al posto delle gambe.

Tormentor: Un giudice particolarmente sadico, assolveva i criminali per poterli catturare, imprigionare e torturare all’interno della propria dimora, fu condannato a morte per sedia elettrica.

Violet: Una giovane contorsionista che sviluppò un violento odio per gli uomini dopo aver ucciso un molestatore che l'ha aggredita in camerino dopo una sua performance. Finisce all’inferno dopo essersi rotta la schiena durante un numero da circo.

Cain: Piromane morto dopo essersi dato fuoco.

Judas: due gemelli siamesi senza gambe e uniti per il tronco, morti a causa delle complicazioni dovute alla deformità. Stranamente somigliano a Ken e Ryu della serie Street Fighters.

La storia e i personaggi sono pieni di citazioni e di riferimenti, come Cleetus riferimento al bifolco dei Simpsons, Cain e Judas sub-boss che portano il nome di due traditori della Bibbia, ma per scrivere tutte queste curiosità bisognerebbe dilungarsi troppo.

Come potete notare questo gioco è davvero “spinto” e possono essere comprensibili le difficoltà della EA a rilasciarlo. La fascinazione di un videogame così grottesco, misterioso, censurato e difficile da reperire hanno reso Thrill Kill una vera e propria leggenda tra i gamer e, forse, tutti questi fatti lo rendono uno dei giochi più controversi del panorama videoludico.

Per chiunque si sia incuriosito girano dei rumors (ancora non esistono notizie sicure) sulla possibile uscita in versione remastered per PlayStation 4 nel 2016 con il titolo di Kill Thrill Returns.

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