Tradito da una bottiglia di vodka con Pannella

Anche Pannella è morto, ora mi chiedo come faremo ad andare avanti senza la luce guida del nostro faro; lutto nel mondo della politica, cordoglio attorno all'uomo dello sciopero della fame, radicali in lutto. Minchia quanti siete! Però aspetta un attimo, non è che bisogna essere bravi a dire la cosa giusta al momento giusto? La fazioni sono tendenzialmente tre: chi santifica, chi polemizza e chi trova spiegazioni e strade trasversali per dire le stesse banalità che potrei dire io dopo una bottiglia di vodka. Ormai non ci frega un cazzo di niente e nessuno, ci pensavo prima, abbiamo la mente talmente corta che ci scordiamo anche che Fonzie in realtà è un personaggio inventato. Stavo facendo la barba dopo mesi, e mentre la faccia cominciava a tirarmi per trasformarsi in una chiazza rossa, con tagli e sangue a fiotti, mi ricordai la solita promessa: è l'ultima volta che mi faccio la barba con la lametta. Sono un coglione io, figuriamoci tutti quanti insieme che livello di ignoranza abbiamo ormai raggiunto. Non intendo titoli di studio, la nostra pare più un arretratezza culturale che paralizza il cervello, sedimenta nelle gambe, formicola le mani e gonfia il culo in una sana scorreggia, pronta a prendere aria dopo una bella grattata, unendo laureati e chi? Operai, baristi, parrucchieri, mio saccente mondo social, sempre online anche quando in realtà dovremmo essere live. Che slang ragazzi! Le donne le ho escluse a priori, sono un maschilista, Pannella è morto quindi andate a farvi le unghie senza rompere i coglioni. Scherzavo. Tanto basterebbe per far esplodere un piccolo caso giornalistico e culturale, poi però tornereste veramente a farvi le unghie, davanti a Maria de Filippi, mentre leggete Barbara d'Urso su Gente o TV sorrisi e canzoni, o mentre stilate i vostri programmi di donna emancipata e di successo, o partecipate a quei dibattiti noiosissimi dopo il film documentario di uno sfigato girato con la Go Pro. Insomma, se foste donne vere non ve ne fregherebbe una sega, pensando che in realtà o era uno scherzo o lo aveva scritto un povero coglione. Un po' come i crocifissi nelle scuole, guai a chi li tocca, guai a chi li appende. Vorrei sapere che cazzo frega a voi che ci siano non ci sia. Solo una volta mi ha dato fastidio, quando mi hanno operato e il prete doveva per forza parlarmi, confessarmi, rompermi i coglioni sulla sofferenza di nostro Signore che ci guarda. Ecco, in quel momento ammetto che mi è salito l'Olocausto, e gli lanciai il crocifisso in testa, rompendoli tutti e due. Basta poco per scandalizzare il cupo perbenismo che piano piano ci ha trasformato, anzi vi ha trasformato, in bigotti senza morale, proprio voi che la manifestate in piedi con un libro in mano in attesa di negare diritti a qualcun'altro, solo perché avete le risposte del vostro dio, cui dovremmo obbedire anche noi laici. Non vorrei deludervi, ma in teoria l'Italia è uno stato laico. Ma ormai non sono più sicuro di niente, di me stesso con la faccia squartata come un pesce, di voi, di noi. Solo i cani meritano il nostro amore, ah no, tutti gli animali sono migliori dell'uomo che è poi il vero animale, ma se non hai mai avuto un cane non sai cos'è l'amore. Anche se il Papa si è sbilanciato sulla questione, aprendo un dibattito ancora irrisolto: cane o maiale? Ma cosa avete capito! È riferito all'uomo, brighella! E insomma, proprio come questo articolo, la vita ci fotte piano piano e noi manco ci accorgiamo di quanto miseri stiamo diventando, togliendoci una cosina per volta ogni giorno: un diritto, una gentilezza, un atto di onestà o di generosità, spinti verso la meta che tutti divide anziché unire. Stavamo parlando di Pannella, ci siamo persi in un turpiloquio senza uscita. Volete sapere cosa ne penso io? Pannella, per qualche decennio è stato una figura necessaria nel panorama politico nazionale, con la sua voce grossa e rauca di sigarette, leggendario per le sue provocazioni e girate di tacchi repentini, con la mano sempre pronta per portare a casa qualcosa. A me stava sul cazzo. Un po' come voi d'altronde, ma solo perché sono invidioso delle vostre vite fantastiche, dei vostri amori, cani, gatti, vacanze, scarpe, serate vip, champagne, macchine fighe, le fighe, i fighi, la musica giusta, l'orologio, il look che ti rispecchia, la sincerità delle vostre vite, la falsità dei vostri falsi amici, la vostra superiorità circa la gente che parla alle spalle, avete dei figli e ormai avete trovato il senso della vita, la zingarata, la vera felicità, l'aperitivo, la consapevolezza della vostra vita impegnata, il lavoro all'estero perché l'Italia sta morendo, le vostre aspirazioni, le vostre vite così colme di tutto in questo mio misero mondo di merda. Mi sento solo, sono cattivo. E terribilmente banale, ma tanto lo sapete, devo strizzarvi l'occhio.

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