"Il Tribunale delle Anime" di Donato Carrisi

Tra tutte le questioni filosofiche che, a vario titolo, sono diventate oggetto di opere letterarie, una delle più importanti è sicuramente l’eterno dilemma tra bene e male, tra giusto e sbagliato, tra morale e peccato. Di sicuro questo non deve stupirci, trattandosi appunto di una delle dicotomie più antiche della storia del pensiero e dell’umanità. Quello che è cambiato nel corso dei secoli è il modo in cui l’eterna lotta tra bene e male viene raccontata in letteratura. Inoltre il tema, essendo per sua stessa natura intrinsecamente legato a questioni etiche e morali, molto spesso la religione ha giocato un ruolo fondamentale nella sua rappresentazione letteraria. E quale espressione peggiore del male possiamo trovare di uno spietato serial killer? Questi i presupposti alla base del romanzo “Il tribunale delle anime” di Donato Carrisi, uno dei giallisti italiani attualmente più noti al mondo. Il libro, uscito nel 2011, è stato il primo capitolo di una trilogia di successo, sempre con gli stessi protagonisti.

In una Roma insolitamente plumbea e grigia, si aggira un personaggio molto misterioso; di lui non sappiamo molto, solo che il suo nome è Marcus e sembra fare parte di un gruppo religioso segreto con un unico scopo; risolvere misteri e trovare i più pericolosi assassini, sconfiggere il male insomma. La missione di Marcus riguarda un serial killer e la posta in gioco è la vita di una ragazza. Parallelamente conosciamo anche il personaggio di Sandra Vega, giovane agente della polizia di Milano esperta in foto-rilevazioni, recentemente rimasta vedova in uno strano incidente. Le sue indagini sulla morte del marito la porteranno a contatto con un ordine centenario e segreto, e a scontrarsi proprio con Marcus. Solo l’unione delle due menti investigativa riuscirà a dipanare il bandolo della matassa di un mistero molto più contorto e complesso, il tutto in un’ambientazione tipicamente romana, come chiese, mausolei e archivi. Senza trascurare degli importanti flashback che si alternano alla narrazione principale, volti a spiegare come mai Marcus non si ricordi nulla del suo passato.

In questo romanzo, che possiamo definire come thriller religioso, seguendo il fortunato filone inaugurato ad esempio dalle opere di Dan Brown, Donato Carrisi ci porta magistralmente all’interno di una storia avvincente e interessante, non risparmiando al lettore nemmeno un colpo di scena. La stessa città di Roma, che vorrete sicuramente visitare dopo aver finito la lettura, assurge al ruolo di vera e propria coprotagonista, presentando una personalità, oscillante tra la sua allegra vivacità e caoticità diurna, e la sua crudeltà e spietatezza notturna. Ovviamente, la psicologia del carnefice è molto importante nello svolgimento della storia; l’autore sembra voler realmente arrivare alle radici del male, per cercare di capire cosa possa rendere una persona all’apparenza normale uno spietato assassino. Sono sicura che non rimarrete delusi da questo thriller emozionante, che vi spingerà a proseguire la trilogia ma anche a leggere altri titoli di questo autore così interessante.

Donato Carrisi, Il Tribunale delle Anime, Longanesi, 2011

Leave a reply

*