“Un bacio”

La seconda regia cinematografica di Ivan Cotroneo mi ha letteralmente folgorato, come molto di rado mi capita. Il film può essere definito bellissimo, interessante, divertente, intelligente, pulito, drammatico, senza che l’insieme di questi aggettivi possa apparire contraddittorio. Il primo merito del regista napoletano, infatti, è aver trattato temi importanti (bullismo, omofobia) senza mai cadere nella facile retorica o nella banalità; quello che è riuscito ad un normale borghese - questa l’impressione avuta in occasione di una breve chiacchierata prima di una proiezione speciale - non è ancora stato ottenuto da molti di coloro che operano nel cinema, a cui piace mostrarsi al pubblico con atteggiamenti radical-chic o da divi.

Lorenzo, un orfano sedicenne, arriva nella casa di una coppia di Udine che lo ha adottato: egli è gay e non fa nulla per nasconderlo. I due lo amano e lo accettano. Nel Liceo, il giorno seguente, conosce Blu, una ragazza in conflitto con gli altri compagni, perché considerata una poco di buono. Della stessa classe fa parte anche Antonio, ritenuto uno scemo e soprannominato da tutti “il ritardato”. Grazie alla loro condizione emarginata, i tre stringono una sincera amicizia che li porta a trasformare le loro presunte differenze in veri e propri punti di forza nei confronti dei coetanei. In breve, si rendono conto che il mondo può essere meno duro quando si hanno veri amici. Purtroppo, però, i background personali, le meccaniche dell’attrazione, l’ambiente in cui vivono e la paura dei giudizi altrui, non permettono di vivere l’adolescenza in serenità: il corso inatteso degli eventi distruggerà la dimensione di felicità da loro costruita.

Il secondo merito di Cotroneo è quello di aver individuato i tre protagonisti esordienti dopo migliaia di provini e di aver diretto tutto il cast in modo impeccabile. In esso spiccano Rimau Grillo Ritzberger nei panni del colorato Lorenzo e Leonardo Pazzagli in quelli di Antonio: del primo mi ha colpito la capacità di dare personalità ad un ruolo fuori dall’ordinario, di renderlo autentico e di non trasformarlo in una macchietta; del secondo, invece, lo sguardo sempre spento, privo dei guizzi di vivacità e di gioia tipici della gioventù. Inoltre, brava Valentina Romani, la problematica Blu, così come tutti gli altri attori: da Thomas Trabacchi a Susy Laude, da Giorgio Marchesi a Sergio Romano, da Laura Mazzi ad Alessandro Sperduti.

Il terzo merito del regista napoletano è quello di aver dato colore ai sentimenti di Lorenzo per mezzo di inserti animati vivaci, intelligenti e, forse, addirittura innovativi. Una nota davvero adatta in un film pieno di sorprese, di emozioni, di tenerezze e di passioni. Non è casuale che sia stato prodotto da "Indigo Film", da "Titanus" e distribuito da "Lucky Red": tutte società di alta qualità e di grande storia cinematografica.

Una menzione per la bella colonna sonora che comprende note canzoni dei: Placebo, Mika, Lady Gaga e Craig Armstrong (solo per citarne alcuni).

Consigliato a: tutti!! In particolare a chi ricorda la fragile ed irripetibile bellezza dell’età adolescenziale, a chi apprezza le pellicole sincere e coraggiose. Voto: 9 (ma anche 10).

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