Uncharted- un gioco piacevolmente buggato

Uncharted è probabilmente uno dei giochi che riesce al meglio a creare sindromi di bipolarismo violento in ogni videogiocatore, o almeno nel mio caso. Il contrasto sta nell'incredibile capacità della Naughty Dog nel creare un gioco che ha dei pregi favolosi, e dei difetti che... "mannaggia mi viene voglia di lanciare la PlayStation fuori dalla finestra".
Con questo non voglio dire che non bisogna giocare alla serie Uncharted, si perché si tratta di una serie, anzi! Io ho adorato questa serie, ma non è possibile che alcune volte, in automatico, ti senti costretto ad alzarti in piedi per esclamare: "No, dai questo no!".

Ma rimandiamo a dopo le noti dolenti, iniziamo parlando del gioco. Al momento ci sono tre episodi di Uncharted: Uncharted: Drake's Fortune  (2007), Uncharted 2: Il covo dei ladri (2009) e Uncharted 3: L'inganno di Drake (2010), creati da Naughty Dog in esclusiva PlayStation 3 e PlayStation 4.

Il primo capitolo, uscito praticamente (se non ricordo male) contemporaneamente alla nuova generazione di allora, la PlayStation 3, ci introduce il nostro protagonista: Nathan Drake "Nate", avventuriero e cacciatore di tesori, che vanta la parentela con Sir Francis Drake. Senza troppi preamboli facciamo la conoscenza di "Sully" (Victor Sullivan), miglior amico del nostro protagonista, e della giornalista Elena Fisher. Il gioco in questione non tratta approfonditamente il legame tra Sully e Nate, né la vita del nostro eroe. Ad ogni capitolo ci viene svelato qualche cosa sul passato di Drake lasciando sempre un alone di mistero; una trovata molto piacevole che crea un vero collegamento con tutti gli altri episodi. In Drake's Fortune siamo alla caccia di El Dorado combattendo contro un gruppo di mercenari alla ricerca dello stesso tesoro.

In Uncharted 2, ci viene svelato parte del passato di Drake, ovvero il periodo in cui lavorava come ladruncolo su commissione, ed oltre a qualche altro piccolo dettaglio ci vengono presentati altri due personaggi secondari: Harry FlynnChloe Frazer, vecchia fiamma di Nate. Anche qui siamo alla ricerca di un tesoro leggendario:  la pietra Cintamani da Shambhala. E, come nel precedente capitolo, troviamo come avversario un criminale con una numerosa guarnigione di violenti mercenari. Questo capitolo viene considerato il migliore di Uncharted; sono favolose le ambientazioni, a mio parere, soprattutto quelle nelle zone cittadine dove incombe la guerra civile nel Nepal.

Arriviamo all'ultimo capitolo al momento acquistabile (udite udite il quarto uscirà a maggio); in questo episodio scaviamo più a fondo nella biografia di Nate, veniamo alla conoscenza della sua infanzia e da dove arriva il forte legame con Sully. A mio parere questo è il miglior gioco della saga, in quanto la storia si distacca, finalmente, dalla trama dei precedenti, impostati sempre con ricerca del tesoro mitologico, livelli finali dal forte contenuto fantascientifico con boss annesso. Infatti per la prima volta il videogioco tende a non raccontarti esclusivamente qualche nozione biografica del nostro eroe, ma a farti vivere il legame con lui e i vari personaggi secondari. Non c'è molto da aggiungere sulla trama, anche perché essendo strettamente legata al nostro eroe, se vi dicessi di più rischierei lo spoiler.

Il videogame è un TPS, con molte parti Stealth e adventure, la cui bellezza si basa molto sul gameplay che risulta molto dinamico e quasi mai ripetitivo. Caratterizzato anche dalla grande quantità di cambio stile di gioco: dalla guida, alle parti di fuga, gli enigmi da risolvere, l'esplorazione e molti altri. Il gioco, nei momenti di sparatoria, è molto divertente perché vi dà più possibilità per affrontare la situazione, rispettando in questo modo i gusti dei giocatori: potete essere stealth, statici utilizzando un buon riparo, o usare attacchi più letali con armi pesanti, corpo a corpo e altro. Anche la scelta delle armi durante un combattimento offre varie possibilità: ci sono armi da usare da riparo, come il fucile da cecchino o mitragliatori, armi per un approccio più frontale e dinamico come i fucili e le pistole pesanti, oppure armi esplosive come bombe e bazooka. Molto piacevoli anche le parti acrobatiche!

620273_20120213_embed023

Ma come può un gioco che sembra avere solo molte qualità infastidire così tanto? Ebbene Nate, per quanto ci si possa affezionare, è antipatico, ha una comicità che ricorda quella di Ralph Malph, fastidiosa e irritante. Con il tempo ci si affeziona a lui, ma porca miseria che fastidio! Come se non bastasse, se fate un po' di ricerca, ovunque troverete scritto che il personaggio di Nathan è stato creato prendendo ispirazione da Indiana Jones e Lara Croft... No! Quello non è prendere ispirazione, quello è prendere i due personaggi e schiantarli insieme. Nathan Drake è un mostro geneticamente modificato con il DNA di Lara Croft e Indiana Jones.

Infatti io desidero fortemente un episodio con Sully come protagonista, lui è davvero un figo!

Un'altra cosa che a me non è piaciuta è la composizione dei primi due capitoli, che sono praticamente identici, per non parlare dei personaggi "horror/fantascientifici" un po' fuori trama ed evitabili, come yeti, zombie nazisti e degli specie di "Avatar" (quelli blu del film) pieni di steroidi.

I bug, vogliamo davvero parlare dei bug? Si! In questa saga ho trovato, penso, il maggior numero di bug in assoluto (soprattutto nel secondo episodio), che portano quasi sempre alla stessa conclusione: la morte, ed è quindi praticamente impossibile riuscire a fare la partita perfetta! Adesso, giusto per documentazione, vi descriverò alcuni di quelli in cui mi sono imbattuto io:
LA CROCEFISSIONE: Nathan inizia a fluttuare come se fosse crocefisso, in questo momento è impossibile sparare, saltare o fare altro; potrai solo fluttuare avanti e indietro finche non muori trivellato dai nemici.

LE PALLE PESANTI: quando fai un salto da una piattaforma all'altra le tue palle diventano pesanti una tonnellata, e Nate cadrà nella voragine ad una velocità improbabile; questo capita sempre mentre sei già a metà salto, quindi, se nella prima fase il salto è corretto e, se segue una traiettoria ad arco, all'improvviso cadrete in linea verticale e a velocità aumentata.

NEMICI A PROPULSIONE: alle volte schizzeranno nemici a velocità di una formula 1 schiantandosi direttamente contro di voi, uccidendovi.

CAMPIONE DI NUOTO: senza nessun motivo inizierete a nuotare nell'aria, bello da vedere e letale se siete in mezzo a una sparatoria

L'ARROGANTE: il Boss finale decide di non rincorrervi né di spararvi, ma continuerà ad insultarvi... in questo momento potete scaricargli addosso tutto il vostro arsenale, ma niente lo scalfirà; l'unico modo per sbloccare la situazione e avvicinarsi così tanto al boss da far partire il suo attacco corpo corpo, ovviamente questo è l'attacco più doloroso che potete subire.

E ce ne sono molti altri!.

Tirando le somme il gioco ha un ottimo gameplay, fluido, diversificato e dinamico; ma succederà, perché succederà, che vi alzerete in piedi esclamando: "ma che cazzo!". Speriamo che Uncharted 4: Fine di un ladroche  dovrebbe essere l'ultimo capitolo della serie (se tutto va bene uscirà il 10 maggio), sia stato completamente ripulito da questi difetti; se così fosse forse saremo presto al cospetto di un vero capolavoro.

Leave a reply

*