"Va' e metti una sentinella" di Harper Lee

Ho sempre pensato che esistessero principalmente due categorie in cui dividere gli scrittori: gli autori prolifici, quelli che fanno uscire in media un libro nuovo ogni anno per intenderci, e gli scrittori da una botta e via (termine infelice, ve lo concedo, ma non sono riuscita a trovare una definizione meno colorita), quelli che pubblicano un unico romanzo (o poco più). Sono convinta che esistano autori validi appartenenti ad entrambe le categorie. Adoro sia Stephen King che Donna Tartt, autrice americana che ha scritto solo tre libri nella sua carriera (che personalmente ritengo tre grandi capolavori, perciò li consiglio vivamente).  Parlando di letteratura americana, tuttavia, la più grande scrittrice, sparita nell’anonimato dopo la sua opera prima, è sicuramente Harper Lee, che con il suo “Il buio oltre la siepe” ha sconvolto la scena letteraria dei primi anni Sessanta, per poi non pubblicare più nulla per il resto della sua vita. Fino ad oggi. È uscito infatti lo scorso anno, a luglio negli Stati Uniti e il 19 novembre in Italia, l’atteso sequel “Va’, metti una sentinella”.

Giusto una breve sinossi per rinfrescare la memoria: “Il buio oltre la siepe”, uscito nel 1960, racconta la storia di Scout, una ragazzina che vive a Maycomb, in Alabama, nei tardi anni '50. Altro protagonista è il padre di Scout, Atticus Finch, brillante avvocato che si appresta ad affrontare un processo apparentemente impossibile, nel Sud della segregazione razziale: difendere uno schiavo nero dall’accusa di stupro nei confronti di una ragazza bianca. La tematica anti-razzista che sta al centro del romanzo ha contribuito a renderlo uno dei capolavori assoluti della letteratura di tutti i tempi. Cosa aspettarsi dunque dall’atteso sequel? Niente di buono, se leggiamo la critica estera: lamentano incoerenze molto forti in questo secondo romanzo di Harper Lee, tra le quali forse la più sconvolgente è il fatto che Atticus Finch, paladino dei diritti civili, sia diventato niente meno che un membro del Ku Klux Klan.

Credo sia doveroso premettere che ancora non ho avuto il coraggio di leggere “Va’, metti una sentinella” forse proprio per non togliermi il gusto del ricordo di un libro che ho amato così tanto (“Il buio oltre la siepe”) da rileggerlo per ben tre volte. Sono convinta che bisognerebbe comunque, prima di approcciarsi alla lettura, mettere in conto conto che, per quanto questo nuovo romanzo sia un sequel, in quanto racconta la storia di Scout da grande, che torna a Maycomb dopo aver studiato a New York, fu in realtà scritto prima. La curiosità vera e propria, che potrebbe aprire la visione sulle varie recensioni del libro sta racchiusa in un aneddoto. L’editore a cui Harper Lee lo aveva proposto chiese alla giovane autrice di scrivere quello che noi adesso potremmo definire un prequel, che raccontasse l’infanzia della giovane protagonista che tanto l’aveva affascinato. È quindi significativo che Harper Lee scelga di pubblicare il suo primo/secondo romanzo a così tanto tempo di distanza e, soprattutto, proprio ora. Penso che in questo periodo, dove la violenza contro i neri, ma in generale razzista, sia tornata così in “voga”, un romanzo del genere, che parla della stessa tematica del primo, seppur diversamente, valga comunque la pena di essere letto, anche perché di integrazione totale ancora non si può parlare. Mi sento di chiudere con una citazione del “Il buio oltre la siepe” che per altro non riguarda direttamente l’argomento, ma che muove la coscienza: “Ma prima di vivere con gli altri, bisogna che viva con me stesso: la coscienza è l'unica cosa che non debba conformarsi al volere della maggioranza.

Harper Lee, Il buio oltre la siepe, Feltrinelli, Milano, 1960.
Harper Lee, Va’, metti una sentinella, Feltrinelli, Milano 2015.

Libri consigli, perché pur non parlando direttamente di razzismo, trattano comunque di integrazione del diverso:

Donna Tartt, Dio di Illusioni, Rizzoli, Milano, 1992.
Donna Tartt, Il piccolo amico, Rizzoli, Milano, 2002.
Donna Tartt, Il cardellino, Rizzoli, Milano, 2014.

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