Vengo anch'io? No tu no.

Forse è banale ricordarlo, ma Facebook esiste dal 28 ottobre 2003. Durante il suoi primi anni di vita, le sue funzionalità erano circoscritte agli atenei americani ma, il 26 settembre 2006 Facebook aprì le sue porte sul mondo. Se questa può sembrare una ovvietà, anche solo per chiunque abbia visto "The Social Network" di David Fincher, non è altrettanto banale prendere una applicazione specifica di Facebook e ricostruirne la storia prima di entrare nel vivo della sua analisi.

Poco prima dell'apertura globale del social network più usato al mondo, il 6 settembre 2006 Ruchi Sanghvi ha annunciato una nuova funzionalità: l'Home Page basata sui News Feed. Da una versione piuttosto statica, il nuovo layout ha creato appunto l'ormai nota home page interattiva, in cui gli utenti potevano finalmente vedere le attività dei loro amici senza andare direttamente sulle bacheche. Il News Feed includeva tra gli aggiornamenti le modifiche al profilo, gli eventi e i compleanni. E dal 2011 Facebook ha costantemente aggiornato i News Feed, anche in seguito a comprensibili lamentele da parte degli utenti, inserendo le top stories (i post che, fino a poco fa, potevano essere messi in highlight o quelli più commentati). Solo in un secondo momento (ma ci arriveremo) ha concesso agli iscritti di scegliere cosa vedere, ad esempio se le top stories o le most recent stories, così da lasciare all'utente una Home più "pulita" dai News Feed (grazie anche all'introduzione di funzionalità di privacy personale avanzata, di unfollow di profili e pagine e così via).

La questione davvero interessante è che gli eventi su Facebook precedono di gran lunga un'altra serie di funzioni come ad esempio le Pagine, i Like e Messenger. Tutto questo è difficile da pensare, forse perché il boom del social network di Zuckerberg in Italia lo si ha avuto nel 2008 (con un +961% di utenti in un solo anno), e all'epoca la sola cosa che non potevamo fare era mettere "Mi piace".
Ma, tornando agli eventi Facebook, noi li conosciamo da sempre. Senza entrare in tecnicismi, ma basandomi sulla memoria personale, all'inizio gli eventi erano poco utilizzati, almeno da noi. Probabilmente da neofiti della piattaforma i primi tempi abbiamo ignorato l'applicazione, restando fedeli, per l'organizzazione della nostra vita e delle nostre uscite, a MSN e a MySpace. I più impavidi, non avendo la possibilità di creare chat di gruppo su Facebook, iniziavano a creare gruppi per accordarsi su cosa fare, quando e dove.

Poi è arrivato il 2010 e la nostra pianificazione è cambiata per sempre. Gli eventi Facebook hanno iniziato a prendere piede anche nel Bel Paese, soprattutto cercando di sostituirsi a quel MySpace in disuso, sul fronte serate, concerti ed eventi. Tuttavia, seguendo il modello di diffusione di Rogers che analizzava, già dagli anni '70, il legame tra innovazione ed ingresso di nuovi prodotti nel mercato, era prevedibile che, nel giro di poco più di un anno, gli eventi Facebook avrebbero avuto una crescita esponenziale anche al di fuori di locali & co.
In poco, pochissimo tempo, anche grazie all'introduzione di restrizioni sulla privacy, i singoli utenti hanno iniziato a creare eventi per organizzare cene, riunioni, vacanze, compleanni. E, quando anche alle pagine e ai gruppi è stato concesso di creare eventi, ci siamo trovati (ed era circa il 2012) letteralmente inondati di inviti e di spam in bacheca. Ricordo bene che, in quel periodo, esistevano anche un sacco di plug-in per invitare tutti i tuoi amici ad un evento.
Una manna dal cielo per chi, come la sottoscritta, lavorava come pr. Una gran rottura di scatole per gli altri, che si vedevano invitare anche da dieci persone diverse alla stessa serata. Ovviamente la cosa è durata ben poco, perché già nel 2012 quasi tutti i plug-in sono stati disattivati. Dalla California hanno iniziato a implementare le funzioni di sicurezza (con il potenziamento delle possibilità di blocco di post in bacheca e messaggi privati), a limitare il numero di contatti da invitare agli eventi e, infine, a lasciare libero l'utente di bloccare gli inviti di una persona specifica. Siamo arrivati nel 2014 con un aggiornamento molto importante: l'introduzione della funzione di unfollow di amici e pagine. Questo non solo ci ha permesso inizialmente di ripulire la nostra Home Page da News Feed di scarso interesse, ma ha portato ad ulteriori modifiche strutturali che hanno visto l'intervento su Pagine ed Eventi come primo punto della lista. Nel giro di pochi mesi gli eventi sono stati modificati quasi nella totalità: dall'introduzione del pulsante interested (che non è un parteciperò, ma un semplice promemoria che ha sostituito il maybe), alla possibilità di rimuoversi definitivamente dalla guest list, bloccando così chiunque dal poterci invitare di nuovo, fino alla più saggia introduzione di un vero e proprio calendario nella sidebar, dove possiamo vedere chiaramente eventi in programma e compleanni. Infine, se proprio qualcuno di voi è uno stalker incallito, Facebook permette ora di sapere, andando sul profilo del malcapitato, a quali eventi è interessato e a quali si suppone parteciperà.
Quel che tuttavia da Menlo Park non hanno considerato (ma forse è una casistica solo italiana) è che, nel modello di Rogers, ci sono due variabili non indifferenti: gli opinion leader e la relativa authority innovation-decision. Senza entrare nei particolari, e arrivando dritta al punto, se Facebook è riuscito a limitare gli eventi personali, nulla ha potuto contro gli eventi nati da opinion leader trend topic. Il 2015 è stato infatti l'anno di eventi demenziali ed assurdi per eccellenza nati semplicemente da "temi caldi" su Facebook (si veda Adele e non da ultimo il caso del Capodanno Alternativo all'Autogrill di Rovigo che, con 44k di partecipanti, ha persino allarmato la stampa e le forze dell'ordine.)
E forse ben venga questo fenomeno se visto come generatore di aggregazione sociale positiva, basata sull'ilarità e su una euforia passeggera.
Ma io e l'intera redazione riteniamo che i festoni, le serate e i capodanni resteranno gli stessi del 2006, quando ancora ci scrivevamo degli sms a mezzanotte, magari da una stanza all'altra della casa affittata in montagna.

(nell'ordine: Davide, Pietro, Ale & Andrea, Gionni, Paolo & Ale, Penelope, Matteo)

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