“Viaggio nel mondo di Jason Bourne - Parte II”

Gli incassi superiori a 214 milioni di dollari di “The Bourne Identity” (2002) rendono inevitabile il seguito. Per prima cosa, la Universal Pictures, a causa delle divergenze avute con Doug Liman che avevano rallentato le riprese e causato l’uscita posticipata del film, provvede alla sostituzione del regista. Nasce così “The Bourne Supremacy” (2004), alla cui direzione viene chiamato Paul Greengrass, il quale instaurerà un feeling professionale talmente intenso con Matt Damon da avere conseguenze non solo sullo sviluppo del franchise.

Due anni dopo gli eventi narrati, Jason Bourne e Marie vivono in India; la loro quotidianità è segnata dagli incubi che quasi ogni notte affliggono l’ex agente segreto, incubi di certo legati al suo non chiaro passato. E', però, proprio l’addestramento ricevuto a salvare Bourne, a differenza di Marie, da un killer molto determinato comparso all'improvviso. Così, egli torna in Europa, deciso a comprendere chi si celi dietro l’attentato ed a vendicare la sua donna. I 108 minuti del film si dipanano tra la ricerca della verità ed inseguimenti mozzafiato in città come Napoli, Monaco, Berlino e Mosca: in ognuna di esse il protagonista compie uno o più passi avanti per comprendere chi sia lui e quale macchinazione sia stata organizzata da Ward Abbott, Vice Direttore (che tanto Vice non è) della famigerata e già conosciuta Treadstone. Matt Damon si conferma perfettamente a suo agio nel ruolo e Greengrass dona nuova linfa grazie ad un montaggio frenetico; la regia e la sceneggiatura danno vita ad una storia che mescola con perfetto equilibrio la suspense di un thriller con il ritmo di una pellicola di spionaggio e d'azione. Non a caso, gli incassi si confermano grandiosi battendo addirittura il primo capitolo: oltre 288 milioni di dollari contro un investimento di 75 milioni.

Nel 2007 “The Bourne Ultimatum” (il titolo in Italia è stato accompagnato dall’inutile “Il Ritorno dello Sciacallo”) chiude la trilogia con il personaggio che, dopo aver appreso la verità sul suo passato, vuole scoprire chi l’abbia e perché sia stato trasformato in una perfetta arma mortale. Così, muovendosi tra Torino, Londra, Madrid e Tangeri, egli affronta nuovi diabolici avversari; alla fine, però, la verità non è assolutoria e Bourne non risulta migliore di quanti abbia affrontato ed eliminato. Come nelle precedenti pellicole il ritmo incalzante, sottolineato da riprese movimentate e da inquadrature esagitate, accompagna lo spettatore dall’inizio al finale, in cui viene svelato ogni particolare su Jason Bourne/David Webb.

La prestigiosa rivista “Sight & Sound” del British Film Istitute ha inserito il film nei trenta del primo decennio del XXI secolo e, tra i numerosi riconoscimenti ricevuti, mi limito a ricordare i tre Premi Oscar (Miglior Montaggio, Miglior Sonoro, Miglior Montaggio Sonoro). Ancora una volta gli incassi superano i precedenti, arrivando ad oltre 442 milioni di dollari. Matt Damon visibilmente molto più fisicato rispetto al primo capitolo ha ottenuto parere favorevoli ed unanimi dalla critica per l’incisività donata al personaggio e per la sua versatilità come attore. Non è stata una sorpresa, infatti, se il successivo spin-offThe Bourne Legacy” (2012) ha disatteso le aspettative del pubblico e dei giornalisti di settore...

Consigliato a: chi vuole vedere come sia cambiato il genere dello “spionaggio cinematografico” (James 007 Bond compreso) dopo l’avvento di Jason Bourne sul grande schermo. Voto: 8.

(Continua...)

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