Viaggio nel mondo di Jason Bourne (Parte III)

A mio parere non è casuale il successo cinematografico di Jason Bourne. Quando, infatti, alle spalle di una pellicola, troviamo un vero libro ed una produzione importante, la via del successo appare semplicata: l’opera letteraria, infatti, offre una dimensione alla storia ed ai personaggi che, per motivi di struttura, le sceneggiature non possiedono; la produzione, inoltre, garantisce con un budget adeguato buoni registi, interpreti di qualità, locations suggestive e validi sceneggiatori. Mentre James Bond deve la sua nascita all’inglese Ian Fleming (1908-1964), Bourne è figlio della fantasia dell’americano Robert Ludlum (1927-2001): se il primo è scomparso all’alba della nascita del mito di 007, anche al secondo non è andata bene, perché deceduto l’anno precedente all’uscita di “The Bourne Identity” (2002) tratto dal romanzo “Un nome senza volto” (1980). Lo svolgimento dell’intreccio risulta abbastanza simile, ma ben diverse sono le ambientazioni, le psicologie, le storie dei protagonisti e le tecniche di spionaggio; all'inizio dell'ultimo ventennio del XX secolo, infatti, droni, microcamere, smarthphone e tanto altro, dovevano ancora essere inventati. Se, però, nel film chi cerca di eliminarlo sono solo gli uomini della famigerata Treadstone, nel libro, come antagonista, è presente pure il terrorista internazionale Carlos. Al contrario, lo stesso discorso non vale per “Doppio Inganno” (1986) e per “Il ritorno dello sciacallo” (1990), che sul grande schermo - rispettivamente “The Bourne Supremacy” (2004) e “The Bourne Ultimatum“ (2007) - sono stati grandemente modificati come sfondi, moventi, dinamiche e personaggi. La prematura scomparsa degli autori, comunque, non ha terminato la pubblicazione delle avventure letterarie: gli eredi dei diritti, infatti, hanno autorizzato altri scrittori a continuarne le narrazioni; dopo i tre romanzi di Ludlum, l’ex agente segreto privo di memoria è diventato protagonista di altri nove episodi - da “L’eredità di Bourne” (2004) a, per adesso, “Ascendente Bourne” (2015) - scritti dall’americano Eric Van Lustbader. In ogni caso, le differenze tra il personaggio cartaceo e quello cinematografico sono notevoli. David Webb, vero nome di Jason Charles Bourne, ha svolto il servizio militare nell'United States Army Special Force e nella Delta Force, raggiungendo il grado di Capitano. Introdotto ad un corso di addestramento speciale, ha fatto carriera specializzandosi nell'Estremo Oriente. Ha sposato una thailandese dalla quale ha avuto due bambini ed è vissuto a Phnom Penh, fino a quando la famiglia non è stata sterminata nel corso della Guerra del Vietnam. Tempo dopo si è risposato con Marie Saint Jacques, da cui ha altri due figli. Invece, negli adattamenti cinematografici, dopo aver perso la memoria, Bourne è un uomo per lo più solo che scopre di possedere sorprendenti abilità nel trovare immediate soluzioni ad ogni più piccolo imprevisto, nell'utilizzare armi da fuoco, nel parlare correntemente diverse lingue, nelle arti marziali, nel senso dell'orientamento e nella guida delle più diverse tipologie di veicoli. In ogni caso l'adrenalina e la tensione raggiungono livelli massimi!

Consigliato a: curiosi delle radici del protagonista del nostro Viaggio in quattro parti ed estimatori della buona lettura. Voto: 9.

(Continua...)

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