“Viaggio nel mondo di Jason Bourne - Parte IV e ultima (?)”

Come già accennato in precedenza, “The Bourne Supremacy” (2004) e “The Bourne Ultimatum” (2007) forniscono al regista Paul Greengrass ed al protagonista Matt Damon la possibilità di conoscersi bene e di instaurare un rapporto di completa stima e fiducia. In seguito, grazie agli ottimi incassi in ogni parte del mondo, la Universal Pictures avvia la pre-produzione di un quarto capitolo; durante le trattative con il regista britannico, però, affiorano divergenze sui tempi di lavorazione e sullo sviluppo del personaggio, al punto che Greengrass decide di abbandonare tutto. La conseguenza principale della sua defezione è il deciso rifiuto da parte di Damon di continuare senza chi considera coautore di tanto successo. Così, i due continueranno a lavorare insieme in "Green Zone" (2010), progetto molto caro al regista, che narra criticamente la Guerra in Iraq del 2003.

Pertanto, a dirigere “The Bourne Legacy” (2012) viene promosso Tony Gilroy, già sceneggiatore delle tre pellicole. Nonostante il titolo, il film è di fatto uno spin-off e narra una storia completamente diversa, sia dal romanzo omonimo di Eric Van Lustbader, sia dai precedenti adattamenti cinematografici; il protagonista non è più Jason Bourne, ma Aaron Cross, un altro agente di Treadstone. Se Bourne era privo di memoria ed alla ricerca della propria identità, Cross ricorda tutto, ma deve fuggire da chi ha deciso l’eliminazione di tutti gli agenti geneticamente modificati come lui. La trama è parallela ai fatti di “The Bourne Ultimatum” e non offre alcuna spiegazione su Bourne; gli avvenimenti della trilogia, infatti, costituiscono il punto di partenza per la storia di Aaron Cross. L’interprete principale diviene Jeremy Renner, affiancato da valenti attori come Rachel Weisz, Edward Norton, Joan Allen e Oscar Isaac. Purtroppo il film presenta diverse carenze: il cambio del regista non giova per nulla al ritmo, la storia è in pratica solo una lunga premessa a quanto potrà accadere in eventuali successive pellicole, il finale aperto accentua nello spettatore il senso di incompiutezza che si prova durante la visione, Renner per quanto bravo nulla può contro il mitico ricordo di Matt Damon. Persino la confermata presenza di Joan Allen nel ruolo di Pamela Landy e la prima inquadratura appositamente simile al finale di “The Bourne Ultimatum”, non risultano sufficienti a creare particolare affezione nel pubblico. Nonostante sia stato annunciato un sequel, nulla di concreto si è visto in tale direzione; quasi certamente perché si è preferito tornare a percorrere strade più certe in termini di gradimento e di incassi. Giovedì 1 settembre, infatti, il vero quarto capitolo, intitolato solo “Jason Bourne”, diretto da Paul Grenngrass, interpretato da Matt Damon, arriva finalmente in Italia: dopo nove anni l’attesa è terminata.

Consigliato a: fedelissimi e fans del genere, perché l’amore per una saga e la fedeltà da spettatori dovrebbe valere sempre, “nella gioia e nel dolore, nella buona e nella cattiva sorte”. Voto: 6.

Fine (?)

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