Visioni mistiche ai confini con la realtà di Ed Wood

Se solo avessi avuto il sentore di quello che sarei diventato, probabilmente mi sarei suicidato prima di trovare la salvezza terrena per mano del mio primo grande amore. Non tanto la civiltà acquisita, ma quanto i compromessi mal digeriti per trovarmi ad essere finalmente libero e incredibilmente svuotato dell'essenziale, proprio ora che ho raggiunto la condizione privilegiata di non dover scandire il tempo in base alle ore lavorate o ai contratti chiusi. E forse è proprio questo il motivo per cui mi sono inaridito, ho raggiunto quello che da anni inseguivo mentalmente, che tanta paura mi faceva, tanto da non provarci mai veramente fino in fondo; la sofferenza mi teneva in vita, artisticamente e mentalmente parlando, l'avere, forse, una continua scusa per essere incazzato e lottare, detestare tutto questo sforzo immane e vomitare il tutto attraverso le opere più strampalate. Solo una cosa è rimasta uguale, ma solo all'apparenza, infatti il sesso allora aveva un gusto diverso, dato anche dalla freschezza delle giovani ai primi intossicamenti e quindi ancora pulite dal marcio di quindici anni dopo. A proposito, cosa ci faccio nudo sul divano con indosso mutandine femminili? Come ci sono arrivato qui? Oddio che figura di merda! Mi viene da ridere a pensarci, come quel pazzo di Ed Wood che andava in guerra in lingerie.

Nasce a Poughkeepsie, New York, il 10 ottobre del 1924 Edward Davis Wood Jr, conosciuto come Ed Wood, da una normale famiglia americana, con il padre impiegato alle poste e la madre casalinga che desiderava una figlia, tanto da vestire il giovane Ed da femminuccia sin dall'infanzia; quest'ultimo aspetto non incide sulla sessualità del nostro amico, che anzi da grande sarà un abile Don Giovanni, ma qualcosa nel rapporto con la madre deve aver scatenato qualcosa, o forse no, comunque in età adulta continuerà a vestire in abiti femminili, con particolare predilezione per i maglioncini di angora.

Al compimento del suo dodicesimo compleanno, riceve una cinepresa come regalo, e mai dono fu più infausto. Gli si apre un nuovo mondo, una visione della realtà che crede di poter regalare al grande pubblico, così da approdare nell'Eden che per lui è Hollywood. Purtroppo però, il sogno americano per lui non si realizzerà mai, relegandolo ad una vita misera, stramba e visionaria, culminata con un atroce beffa anche dopo la sua morte; nel 1980 i fratelli Medved, critici cinematografici, stilano in un libro tutti i peggiori film della storia, "premiando" con il primo posto "Plan 9" il nostro Ed, che nell'occasione viene anche nominato "peggior regista della storia". Ma da dove deriva questo accanimento? Andiamo con ordine.

Parto dicendo che il nostro amico partecipa pure alla seconda guerra mondiale, indossando lingerie femminile sotto la divisa, ricevendo anche una medaglia al valore. Tornato dalla guerra, impugna la cinepresa e comincia come regista in campo pubblicitario; la sua eccentrica quotidianità sconclusionata, fatta di vizi di ogni sorta, vuole esplodere nel mondo patinato di Hollywood, ma purtroppo nessun produttore vede del genio in questo strampalato personaggio. Ed però non si arrende e armato di quattro spiccioli, comincia la sua carriera di regista, che però è presto interrotta in quanto privo dei più elementari mezzi.
Nei primi anni 50 conosce un divo decaduto nella vecchiaia e nelle droghe, il mitico Bela Lugosi, volto del celebre "Dracula" di Tod Browning e Karl Freund. Inizia così uno sfortunato sodalizio, il cui principio è il primo lungometraggio di Ed, ovvero "Glen e Glenda", i cui protagonisti sono un transessuale e un travestito (quest'ultimo interpretato da sé stesso).

Il richiamo del divo Lugosi però non è una spinta sufficiente, e il film si rivela un flop clamoroso; si rimprovera una scarsa attitudine degli attori (considerati imbarazzanti, ad eccezione di Lugosi), della sceneggiatura, della regia, della fotografia e di tutto quello che concerne un film. Insomma, pare sia una merdata clamorosa. La vena creativa di Ed però è tutt'altro che mortificata, e negli anni seguenti girerà altre pellicole con un cast formato da altri due grandi ex stelle: il wrestler Tor Johnson e Vampira (Maila Nurmi). Prendono vita quindi i film che di lui si conosce, ovvero "La sposa del mostro" nel 1955 e "Plan 9 from Outer Space" del 1959, tutti caratterizzati da pure invenzioni stilistiche nelle riprese, con ambientazioni poverissime e arraffazzonate alla meglio, con tutto il cast (Ed compreso) in preda alle droghe e all'alcol. I film risultano, da un punto di vista strettamente tecnico, catastrofici e grotteschi. Però bisogna pur dire che tutta la sua produzione è realizzata senza un soldo, con continue disavventure sul set, causa assenze di permessi per le riprese, debiti e quant'altro può regalare una vita tanto bizzarra. Ma cosa vedeva lui realmente mentre progettava e realizzava i suoi film? Quale è il messaggio della sua opera? Genio o semplice coglione strafatto? Non lo sapremo mai, ma c'è comunque chi lo ha apprezzato, come ad esempio Tim Burton il quale gli ha dedicato un film con protagonista Johnny Depp (ma va?).

[Attenzione: La voce narrante di chupiti d'annata è un personaggio fittizio, così come tutti gli altri personaggi che interagiscono nel breve intreccio della rubrica, tutti liberamente tratti da film cult. Gli episodi sono frutto della mia fantasia, senza alcun legame con la realtà, pertanto rilassatevi e godete di questo chupito. Se è la prima volta che vi imbattete in questa rubrica e vi appassiona la parte romanzata, vi invitiamo a seguirla dal suo primo capitolo che potete trovare qui]

Gionni

Quando a Gionni va che strane cose fa, lui può spostare tutto col pensiero. E’ timido e sincero, di tutti tutto sa poichè legge nel pensiero.

Leave a reply

*