Voglio vivere a Kyoto

Dopo la frenetica Tokyo ritrovarsi nella tranquilla Kanazawa risulta quasi spiazzante, qui tutto è calmo, più lento e gestibile soprattutto per chi ai ritmi dell'Asia non è propriamente abituato.

Perdersi tra i meravigliosi vicoli del quartiere delle geishe (anche se invero è assai inusuale vederne una) od osservare tutti quei turisti giapponesi e non andare in giro con coloratissimi yukata è il passatempo migliore che si possa trovare. Se poi si aggiunge la possibilità di visitare i mille tempietti o il castello piuttosto bellino, allora sarà facile per chiunque ignorare la tabella di marcia e spendere più tempo del previsto in questa piccola, ma ricca di sorprese, cittadina.

Ovviamente dopo 3/4 giorni la forza di volontà prevale sul senso di pigrizia e il bus notturno per Kyoto è un appuntamento che non può e non deve essere ignorato.

Principalmente perché Kyoto (dal mio punto di vista) è la città più bella del mondo!

Un posto sufficientemente grande da avere una discreta vita notturna ma piccolo abbastanza da non necessitare complicatissime ed eterne linee metropolitane, incastonato tra due fiumi limpidi dove la gente si fa il bagno, con moltissime aree verdi dove sedersi ed oziare e una quantità di cultura e luoghi storici pressoché infinita… che altro si può desiderare?

Ovviamente dovrei muovere anche qualche critica se volessi essere completamente obiettivo: la quantità di turisti è talvolta soffocante, la sera vi sono locali dedicati a soli giapponesi (chissà poi perché), i prezzi sono abbastanza cari in alcune occasioni… potrei andare avanti per ore ma semplicemente non mi va di farlo perché, per me, è perfetta!

La tipica frenesia giapponese qui non esiste, ogni sera durante la bella stagione migliaia di persone si siedono lungo le rive del fiume a bere birra e chiacchierare in un clima di assoluta serenità, durante i fine settimana vi sono attività di gruppo all'aria aperta per grandi e piccini (come in tutto il Giappone ma qui il posto per svolgerle è migliore) e gli studenti occidentali e locali contribuiscono a creare un miscuglio di culture che scaturisce in una apertura mentale estranea alle altre città nipponiche che ho visitato.

Insomma, la consiglio a chiunque per una vacanza o per una vita felice.

Ma il tempo tiranno come sempre mi porta a separarmi da questo luogo troppo presto (perché quando stai bene è sempre troppo presto) e a spostarmi in quella Osaka che tanto somiglia a Tokyo come aspetto eppure si rivela altrettanto diversa.

Se la capitale viene esposta quasi fosse l'immagine che il mondo deve avere di questa nazione ed è quindi conservata in modo rigoroso, come la stanza degli ospiti o un salone di ricevimenti che falsamente riproducono un immagine altrimenti inesistente, Osaka è si grande e caotica, ma intrisa di quella umanità che semplicemente deve esistere laddove abitano insieme diversi milioni di persone.

La pulizia è su standard molto più bassi, le persone non sono silenziose e cupe, qui hanno tempo per vivere, i prezzi generalmente molto più bassi, la vita notturna vivace e talvolta folle.

Certo da vedere c'è pochissimo. Il castello che è una meraviglia, la parte del porto con gli Universal Studios che tanto ho rimpianto di non aver visitato e musei vari, fine.

Almeno questo è quello che ho visto io, se c'era altro doveva essere nascosto davvero bene, ma le serate a Dotombori sono state tra le più belle di tutto il mio viaggio! Provare per credere.

Quattro giorni tra sbornie e dopo sbornie sono più che sufficienti, prossima tappa Nara e Hiroshima, poi casa.

 

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