zanzara schiacciata

World War Zika: il virus che spaventa il mondo

Viviamo in tempi strani. Tempi in cui paesi come la Colombia e la Giamaica consigliano ai propri cittadini di sesso femminile di non rimanere incinta nei prossimi otto/dodici mesi. Addirittura in El Salvador si sconsigliano le gravidanze fino al 2018. Ma da cosa sono causate queste prese di posizione? Cosa porta una nazione a consigliare ai propri abitanti di non riprodursi?

La causa di queste dichiarazioni è il virus Zika, salito alle cronache negli ultimi mesi perché sembra essere la causa di migliaia di casi di microcefalia in Brasile nel solo 2015. Si è infatti passato da 150 casi circa nel 2014 a quasi 4000 nel 2015. Scrivo sembra essere perché né le autorità brasiliane né tantomeno l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno dimostrato in laboratorio la connessione tra il virus e la malformazione nei neonati.

Il virus Zika viene scoperto nel 1947 in Uganda e si diffonde poi in Africa centrale e nel sud-est asiatico. Il virus mantiene un profilo basso fino ai primi anni 2000, quando compare in Micronesia e in Polinesia. Da qui si è probabilmente diffuso in Brasile durante i Mondiali di calcio del 2014 per poi causare l’epidemia odierna che dovrebbe aver coinvolto, secondo l’OMS, tra i 500.000 ed il milione e mezzo di infetti nel solo territorio brasiliano.

Il maggior colpevole della diffusione di questo virus sembrano essere le zanzare del genere Aedes, di cui fa parte la nostra amata zanzare tigre, le quali trasportano il virus da un soggetto all’altro attraverso il morso.

Altro elemento che ha contribuito alla diffusione silenziosa del virus sono stati i sintomi che questo provoca: febbre bassa, rash cutanei, congiuntivite, affaticamento, dolori muscolari ed articolari. Questi sintomi, tipici di una leggera influenza, hanno appunto permesso al virus di passare inosservato fino agli ultimi mesi del 2015 quando l’enorme aumento dei casi di microcefalia ha allertato le autorità Brasiliane ed internazionali.

Terzo ed ultimo colpevole della diffusione dello Zika sembrano essere i cambiamenti climatici i quali hanno reso colonizzabili da parte delle zanzare Aedes nuovi territori prima inadatti alla riproduzione.

Tanto per rendere la situazione più inquietante è importante sapere che del virus Zika non si conosce quasi nulla dei tempi di sviluppo/incubazione e nemmeno se il morso della zanzara sia l’unica via di trasmissione.

Nelle ultime settimane si sono poi fatti passi avanti proprio riguardo l’identificazione di ulteriori modalità di propagazione del virus. Negli Stati Uniti infatti un texano di ritorno dal Sud America sembra aver infettato la moglie attraverso un rapporto sessuale non protetto. E neppure i semplici baci sembrano essere sicuri in quanto anche nella saliva degli infetti si sono trovate tracce del virus.

Insieme all’evolversi della nostra conoscenza in materia sembra evolversi anche il virus stesso. Se infatti nel passato non sono mai stati registrati casi di decesso dovuti al virus, la scorsa settimana l’Istituto Sanitario Nazionale della Colombia ha ufficialmente individuato nel virus Zika la causa di morte di 3 cittadini colombiani. Questi non  sembrano essere morti a causa dei lievi sintomi prima elencati, ma sembra essere nuovo il sintomo letale: la sindrome di Guillaim-Barré. Le tre vittime sono infatti morte a causa di questo disturbo che causa debolezza e paralisi muscolare. Altri 6 casi di morte dello stesso tipo sono inoltre allo studio delle istituzioni colombiane.

Sprovvista di un vaccino e delle informazioni precise per contenerne la diffusione, l’OMS si è quindi attivata ed il 1° febbraio ha indetto una procedura d’emergenza detta PHEIC (Public Health Emergency of International Concern) con la quale si prevedono azioni d’emergenza da adottare a livello internazionale.

Col passare del tempo la situazione non sembra migliorare affatto. Se infatti il virus, oltre che in molti paesi dell’America Latina, è giunto negli USA non sono mancati casi in giro per l'Europa. E la preoccupazione sale se pensiamo che la prossima estate, proprio il Brasile ospiterà le Olimpiadi.

Visto che virus e zanzare non sembrano fermarsi davanti a nessuna frontiera, l’unica arma possibile contro questo nuovo pericolo sembra essere la collaborazione internazionale. Solo con questa potremo infatti contenere questa pandemia ed individuare un vaccino.

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