15 Marzo 2015 Cartoomics Milano ecco cosa un “non Nerd” ha capito dei nerds

Affrontare un mondo animato da fumetti, cartoons e da esseri umani travestiti da personaggi immaginari non è un qualcosa di semplice per nessuno. Credo che per me sia ancora più complicato vista la mia totale ignoranza in materia ed il mio totale distacco da questa realtà che negli ultimi anni ha avuto una sempre maggior crescita e rilevanza.

Con i Nerd, con i Cosplayer, con i fumetti e con i giocatori d Magic ho veramente ben poco da spartire, lo voglio ammettere.

La mia cultura in materia si ferma a due grandi nomi: Fifa e Dylan Dog.

Per il resto è vuoto e mistero: è buio.

Per questo motivo e per una mia morbosa incapacità di stare lontano da ciò che non capisco questo pomeriggio, una plumbea domenica con data 15 Marzo 2015, ho deciso di affrontare una delle più grandi manifestazioni italiane in materia: il Cartoomics di Milano.

Arrivo con Andrea (Ghiro) alla fermata della Metro di Rho Fiera e noto con profondo dispiacere che nessuno è travestito da personaggio dei cartoni animati. Questi ragazzi si chiamano Cosplayer e da questo momento li citerò utilizzando il termine appropriato.

La mia delusione dura solo pochi minuti, il tempo di una breve chiacchierata, perché tutto cambia radicalmente una volta varcate le porte del padiglione 16, da qui il mondo pare stravolto.

Prima impressione: luogo immenso e una marea di gente.

Primo mito disintegrato: questa realtà non è collegata ad una piccola cerchia di individui. Questo è un piccolo fenomeno di massa.

Uno stand dietro l’altro l’ambiente pare animato dalla folle corsa all’oggetto più ricercato, al gadget più assurdo e al fumetto più raro. Decine e decine di esseri umani completamente assorbiti dal desiderio di trasformarsi in personaggi immaginari. Il travestimento pare essere una parte infinitesima di uno studio che oserei definire teatrale: abiti, movimenti, comportamenti e pose sembrano esser figli di uno studio meticoloso. Qui di improvvisato c’è davvero poco.

Incrocio decine di Sailor Moon, un paio di immensi Iron Man e un incalcolabile numero di personaggi che nemmeno conosco. Sul volto di queste persone aleggiano due sentimenti distinti che si dividono equamente in “desiderio di perfezione” e ricerca della felicità. Non prendete questo ultimo passaggio come una banalità o come la peggiore delle ovvietà. Troppo spesso ci troviamo a svolgere attività che non ci appagano esclusivamente perché le stesse sono socialmente riconosciute come “fighe”. Queste persone, invece, si divertono veramente e nei loro occhi appare chiaro il desiderio di rompere le regole di una vita che forse li costringe ad una opprimente quotidianità.

Seconda impressione: le persone che mi circondano sono veramente felici.

Secondo mito disintegrato: mi trovo in un ambiente goliardico, ma non per questo poco serio.

Continuiamo a girare come trottole e siamo attratti da alcuni palchi dove sono in scena dei veri e propri show. C’è un cavolo di elicottero con attori che mettono in scena un trailer legato ad un videogame (Umbrella Italian Division). Sono basito. La mia ingenuità mi portava ad immaginare “quattro gatti”  intenti a realizzare show amatoriali ed ecco che mi trovo davanti ad una realtà ultra complessa ed organizzata. Impianto luci perfetto, impianto sonoro perfetto ed ottima interpretazione.

Ci lanciamo in qualche acquisto e, per quanto la mia cultura in proposito continui ad essere limitata, decido di lasciarmi trascinare in questa euforica follia: un poster di Pillole di Jenus (Don Alemanno) addobberà le pareti del mio appartamento. A pochi centimetri da me Immanuel Casto, fenomeno di cui abbiamo già ampiamente parlato su Nastorix, attende entusiasta il pubblico che desidera incontrarlo. Non è l’unico “mito” che notiamo nella massa. Scambiamo quattro chiacchiere con il gentilissimo e disponibilissimo Daniele Daccò (Orgoglio Nerd, potete trovare la sua intervista fatta da noi qui), che ci conferma il grande successo della manifestazione e non nasconde la propria soddisfazione per i risultati ottenuti.

Continuiamo a girare come trottole.

Terza impressione: questo fenomeno è animato da individui particolarmente capaci ed intelligenti, che hanno piena consapevolezza dei propri mezzi.

Terzo mito disintegrato: i professionisti di questo settore hanno un seguito molto più rilevante di quanto possa pensare un profano come me.

Ci fermiamo di fronte ad un palco dove un gruppo di Cosplayer si esibisce in balli e show esilaranti. Spiderman danza con un cappello da Cowboy in testa ed al suo fianco un serissimo Iron Man che spalleggia un Dj in piena estasi artistica. Al centro del palco un Michael Jackson scatenato si dimena come un pazzo spalleggiato da cinque ballerine dal fisico statuario.

Nella mia vita ho visto momenti con poco senso, ma penso che questo possa essere inserito nella top ten assoluta. Non mi fraintendete però, la mia non vuole assolutamente essere una critica. Queste persone fanno della propria fantastica follia e della propria spontaneità un motore inarrestabile, che impedisce di distogliere lo sguardo e di non sorridere compiaciuti. Questa scena è stupenda.

Trascorrono i minuti e le ore, e decidiamo di abbandonare la Fiera.

Il pomeriggio è stato tanto divertente quanto formativo e mi ha permesso di cogliere numerosi aspetti di una realtà che ignoravo completamente. Sono quasi le 18.00, ma i tavoli dei giocatori continuano ad essere gremiti. Nessuno pare essere interessato ad abbandonare un ambiente in cui si trova perfettamente a proprio agio, dove la gioia ed il divertimento sono gli unici elementi rilevanti, dove l’arte trasforma ragazzi in personaggi di Manga e cartoni animati e dove la noia del mondo reale pare scomparire completamente.

Ci allontaniamo lasciandoci trascinare dalle scale mobili della fiera. Questo mondo resta alle spalle, un po’ più di consapevolezza è entrata dentro di me e, non capisco il motivo,ma non riesco a togliermi questo stupido e spontaneo sorriso che mi si è impresso in faccia.

Ed ecco la mia faccia.

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