99 Posse, uno schiaffo alle ingiustizie (intervista)

Desio, al Parco Tittoni arrivano i 99 Posse, band italiana che ha innovato il sound della penisola grazie alla grande quantità di influenze musicali che sono riusciti a miscelare insieme.

Secondo alcuni giornali avremmo dovuto aspettarci un attacco di visigoti, il furgone 99 Posse armato pronto a radere al suolo il paese di Monza e Brianza, con messaggi sovversivi e asce vichinghe. Neanche a farlo apposta, come per smentire le male lingue, i 99 sono riusciti a fare uno dei concerti più “hippy” e pacifici a cui ho partecipato quest’anno. Il  suggestivo Parco Tittoni era gremito, e tutti erano lì per ballare e cantare, non ho visto violenza o incitamento alla sovversione, ma solo tanta voglia di stare insieme.

C’è da sottolineare che la bellezza della location è davvero imparagonabile, una villa antica immersa in prati e boschetti, il che ha reso tutto lo show più magico.

A distanza di più di 20 anni dal loro primo disco i Posse non sono invecchiati di un giorno, grintosi e presenti, capaci di coinvolgere i fan interpretando un repertorio con tutte le hit più famose, con molte canzoni riadattate per essere, giustamente, più contestualizzate nel periodo in cui viviamo. Sentiamo Curre curre guaglio, L’Anguilla, Children ov Babylon, Ripetutamente, Cattivi Guagliuni, Vulesse, Stop That Train, Rafaniello, Salario Garantito per poi arrivare al bis con El pueblo unido jamás será vencido degli Inti Illimani e Curre curre guagliò versione “2.0”; il concerto è durato ben due ore, con poche pause ma tanta voglia di divertirsi.

E’ incredibile pensare che sono passati più di 20 anni dal loro primo disco Curre Curre Guagliò, disco nato con l’intento di sponsorizzare la radio pirata napoletana “radioattiva”, un album visionario e innovativo nel panorama italiano, capace di coinvolgere l’intera penisola grazie alla grinta e al melange di suoni che il duo O’Zulù e Massimo “JMR” Jovine sono stati capaci di ricreare. La band è stata un caposaldo della musica da manifestazione, (dove probabilmente molti di noi l’hanno conosciuta) e nel 2014 pensano, e pensano bene, di rieditare Curre Curre Guagliò, con la partecipazione di tantissimi artisti nazionali come Alborosie, J-Ax, Caparezza e molti altri, e anche questa volta gli utili del disco sono devoluti per una nobile causa: L’Asilo Vittorio Arrigoni in Palestina.

“Lo facciamo perché il suo nome non venga Dimenticato, e perché per noi è stato un gesto naturale”.

A vedere chi sono i Posse nel 2015 possiamo dire che anche quella pausa durata quasi 10 anni, è stata dura ma capace di creare idee nuove; l’uscita di Cattivi Guagliuni è stato nel 2011 quel ritorno alle origini che tutti noi aspettavamo, sancito con un disco che non ci rende nostalgici dei vecchi lavori, e Curre Curre Guagliò 2.0 è un vera boccata d’aria fresa, che dimostra che i 99 Posse non si sono arruginiti, anzi! Sono una macchina ben oliata, pronti a regalarci nuovi capolavori.

Alla fine possiamo dire che i visigoti non sono mai arrivati a distruggere la Brianza, l’unica cosa che davvero hanno portato i Posse è amore e voglia di stare insieme, sentimento che a un concerto non vedevo da anni.

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